Parte ufficialmente la campagna di raccolta firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che mira ad aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. L’obiettivo è duplice: ridurre il numero di fumatori e reperire nuove risorse per il Servizio sanitario nazionale, rafforzando le politiche di prevenzione.
Per depositare la proposta in Parlamento sono necessarie 50mila firme. Tutti i cittadini maggiorenni possono aderire tramite la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. L’iniziativa è promossa da Associazione Italiana di Oncologia Medica, Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM.
Perché aumentare il prezzo delle sigarette
L’aumento del costo dei prodotti del tabacco è considerato una delle strategie più efficaci di sanità pubblica per contrastare il tabagismo. L’evidenza internazionale mostra che un incremento significativo dei prezzi è associato a una riduzione dei consumi, soprattutto tra giovani e fasce più vulnerabili, che dispongono di minori risorse economiche.
In Italia il prezzo delle sigarette resta tra i più bassi in Europa. Secondo le stime riportate dai promotori, un aumento di 5 euro potrebbe favorire una riduzione dei consumi fino al 37%, con un impatto diretto sul numero di fumatori e sulle patologie correlate.
Il peso del fumo sulla salute pubblica
Il fumo di sigaretta rappresenta il principale fattore di rischio oncologico prevenibile. In Italia è responsabile di circa un quarto dei casi di cancro e di decine di migliaia di decessi ogni anno. L’impatto non si limita alla mortalità: il tabagismo è associato ad almeno 27 patologie fumo-correlate, che includono tumori, malattie respiratorie croniche e patologie cardiovascolari.
Dal punto di vista economico, i costi diretti e indiretti legati al fumo sono stimati in decine di miliardi di euro all’anno, gravando in modo significativo sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Tumore del polmone e differenze di genere
Il tumore del polmone è la prima causa di morte oncologica nei Paesi dell’Unione europea. In Italia, circa il 90% dei casi è attribuibile al fumo. Negli ultimi anni si osserva una riduzione dell’incidenza negli uomini, a fronte di un preoccupante aumento tra le donne, in parallelo alla maggiore diffusione dell’abitudine tabagica nella popolazione femminile.
Questa tendenza rafforza l’urgenza di interventi strutturali di prevenzione, capaci di incidere sui comportamenti prima che le conseguenze sanitarie diventino irreversibili.
Giovani e nicotina: il rischio sigarette inizia presto

Un dato particolarmente allarmante riguarda i più giovani. In Italia circa un under 19 su dieci fuma, e l’esperienza dimostra che l’iniziazione precoce aumenta la probabilità di mantenere l’abitudine per tutta la vita. L’aumento del prezzo dei prodotti da fumo è considerato uno degli strumenti più efficaci per prevenire l’avvicinamento alla nicotina in età adolescenziale.
La proposta di legge include anche i prodotti di nuova generazione, riconoscendo che sigarette elettroniche e tabacco riscaldato non sono privi di rischi e possono favorire la dipendenza.
Risorse per il Servizio sanitario nazionale
Oltre all’effetto preventivo, l’aumento del prezzo delle sigarette consentirebbe di generare nuove entrate fiscali da destinare al Servizio sanitario nazionale. Queste risorse potrebbero essere impiegate per rafforzare i programmi di prevenzione, i percorsi di diagnosi precoce e l’assistenza ai pazienti affetti da malattie fumo-correlate.
Investire in prevenzione significa ridurre nel tempo il carico di malattia e migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario.
Visite specialistiche e prevenzione dei danni da fumo
Un capitolo centrale della lotta al tabagismo riguarda le visite specialistiche e gli screening mirati. I fumatori, attivi ed ex, dovrebbero essere indirizzati verso percorsi di valutazione del rischio che includono controlli respiratori, cardiovascolari e oncologici, soprattutto in presenza di sintomi come tosse persistente, affanno, dolore toracico o perdita di peso non intenzionale.
La prevenzione primaria passa dalla cessazione del fumo e dal supporto alla disassuefazione, mentre la prevenzione secondaria si basa sull’identificazione precoce delle patologie fumo-correlate, quando le possibilità di trattamento sono maggiori. Le politiche fiscali, in questo contesto, diventano uno strumento complementare alle strategie cliniche.
Una mobilitazione civica per la salute
La campagna di raccolta firme rappresenta una mobilitazione civica senza precedenti in Italia sul tema del tabacco. Il coinvolgimento della comunità scientifica, delle associazioni e dei cittadini punta a portare il dibattito in Parlamento, chiedendo un intervento legislativo coerente con le evidenze scientifiche.
L’aumento del prezzo delle sigarette non è una misura punitiva, ma una scelta orientata alla tutela della salute collettiva, in particolare delle nuove generazioni.
Prevenire oggi per curare meno domani
Ridurre il numero di fumatori significa salvare vite, contenere i costi sanitari e migliorare la qualità della vita di milioni di persone. La proposta di legge per aumentare di 5 euro il prezzo delle sigarette si inserisce in una visione di lungo periodo, in cui la prevenzione diventa una priorità strategica per il Paese.
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla partecipazione dei cittadini e dalla capacità delle istituzioni di riconoscere l’urgenza di un intervento strutturale contro uno dei principali fattori di rischio evitabili.








