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L’agopuntura è una delle pratiche terapeutiche più antiche della medicina tradizionale cinese e, negli ultimi decenni, è stata studiata con crescente rigore scientifico. Attualmente, è approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per circa 100 patologie e quest’anno le terapie di agopuntura sono entrate nei Livelli Essenziali di Assistenza nel nostro Sistema Sanitario. Pur partendo da una visione del corpo umano molto diversa dalla biomedicina moderna, oggi disponiamo di evidenze che dimostrano come l’agopuntura possa modulare vie neurofisiologiche, influenzare la percezione del dolore, regolare la risposta allo stress e contribuire al benessere psicofisico. Non rappresenta un sostituto della medicina convenzionale, ma può essere integrata come trattamento complementare in alcune condizioni cliniche.

NE PARLIAMO CON LA DOTTORESSA ELENA COLONNELLO, ENDOCRINOLOGA E AGOPUNTURISTA***

Dottoressa, che cos’è esattamente l’agopuntura?

L’agopuntura è una tecnica terapeutica nata nella medicina tradizionale cinese che prevede l’inserimento di sottili in punti specifici del corpo. Oggi sappiamo che questi punti corrispondono spesso ad aree particolarmente ricche di terminazioni nervose, fasce muscolari o zone di transizione vascolo-nervosa. L’effetto non è “magico”: è mediato da meccanismi psiconeuroendocrinologici e neurofisiologici reali.

Come funziona dal punto di vista scientifico?

Gli studi moderni mostrano che l’agopuntura può modulare l’attività del sistema nervoso autonomo; ridurre l’infiammazione attraverso il rilascio di sostanze benefiche come endorfine e neuropeptidi; modificare la soglia del dolore tramite meccanismi spinali e centrali e ridurre la risposta allo stress regolando l’asse ipotalamo–ipofisi–surrene. Si tratta quindi di una stimolazione periferica che induce effetti centrali misurabili.

Per quali patologie ha le evidenze migliori?

Le evidenze più robuste riguardano dolore muscoloscheletrico (cervicalgia, lombalgia, gonalgia), cefalea tensiva ed emicrania, nausea e vomito, in particolare post-operatori o da chemioterapia, disturbi d’ansia e insonnia, disfunzioni del pavimento pelvico e dolore cronico. Per altre condizioni le evidenze sono preliminari ma promettenti, in particolare in aggiunta alla terapia standard.

L’agopuntura può essere utile anche in ambito endocrinologico?

L’agopuntura può essere utile anche in ambito endocrinologico?

In molti casi sì. In endocrinologia infatti si parla spesso di omeostasi: la capacità dell’organismo di mantenere l’equilibrio tra sistemi in continua variazione – ormoni, metabolismo, sonno, risposta allo stress. L’agopuntura lavora sullo stesso principio, ma lo fa attraverso un’altra via: modula le reti di comunicazione tra corpo e sistema nervoso autonomo, per ritrovare la nostra stabilità interna. Nell’ambito dei disturbi endocrinologici, non è un trattamento primario, ma può essere usata come supporto nei disturbi che generano stanchezza cronica, come ipotiroidismo; nel sovrappeso/obesità e nei disturbi del comportamento alimentare, dove aiuta nel controllo dell’alimentazione e dell’ansia; nella sindrome dell’ovaio policistico, per migliorare irregolarità mestruali e parametri metabolici in associazione alle terapie convenzionali; nella menopausa, dove migliora i quadri di insonnia e di cambiamento dell’umore; nelle disfunzioni sessuali, dove migliora il dolore cronico quando presente e i livelli di energia. L’importante è non sostituire mai le terapie mediche standard, ma affiancarle quando necessario.

È una terapia sicura?

Sì, quando praticata da professionisti qualificati. Gli aghi sono sterili e monouso e le complicanze sono rare: piccoli lividi o un lieve indolenzimento locale. Effetti seri sono eccezionali e legati quasi sempre a operatori non adeguatamente formati.

Quanto conta l’effetto placebo?

Il placebo è parte di qualunque intervento medico, ma nel caso dell’agopuntura non spiega tutto. Studi con “sham acupuncture”, ovvero agopuntura dove gli aghi vengono inseriti in punti “neutri” e non in agopunti riconosciuti, mostrano differenze significative tra stimolazione reale e simulata, soprattutto nel dolore cronico. Ciò suggerisce un effetto neurobiologico specifico.

Quanto dura un ciclo di trattamento?

Dipende dalla patologia. In genere si consigliano sedute bisettimanali, ma ogni ciclo è personalizzato e definito durante la visita. Molti pazienti sperimentano benefici già dopo poche sedute, ma il numero di trattamenti dipende dal tipo di disturbo e dalla sua durata. In particolare, nei disturbi cronici si fanno generalmente cicli più lunghi, con sedute di mantenimento. 

L’agopuntura può sostituire i farmaci?

No. È un trattamento complementare, non alternativo. Può però contribuire a ridurre significativamente il dosaggio dei farmaci convenzionali, ma sempre sotto supervisione medica. 

Come viene percepita dai pazienti? Fa male?

La maggior parte dei pazienti riferisce un fastidio minimo, spesso inferiore a un prelievo di sangue. Alcuni percepiscono una sensazione di calore o formicolio, tipica della stimolazione nervosa. È una tecnica sorprendentemente ben tollerata.

Qual è il futuro dell’agopuntura nella medicina moderna?

Il futuro sta nell’integrazione: combinare l’esperienza e l’approccio olistico della medicina tradizionale con la biomedicina moderna per favorire un approccio sempre più personalizzato sul paziente.  

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*La dottoressa Elena Colonnello si è laureata al corso in lingua inglese di Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma Tor Vergata nel 2020, proseguendo la sua formazione con la Scuola di Specializzazione in Endocrinologia e Malattie del Metabolismo presso l’Università di Roma Sapienza (2021–2025). Attualmente sta completando un Dottorato di ricerca in Sessuologia Medica con un progetto sull’integrazione tra Medicina Occidentale e Medicina Tradizionale Cinese.

Nel corso degli anni, si è formata nei reparti di endocrinologia, andrologia e agopuntura presso:

  • Zhongnan Hospital dell’Università di Wuhan, Cina – tirocinio nel 2017
  • Terzo Ospedale Affiliato all’Università di Sun Yat-sen, Guangzhou, Cina – tesi di laurea magistrale nel 2019 e periodo di ricerca e formazione extra rete 2024–2025
  • Ospedale Xiyuan affiliato all’Accademia Cinese di Scienze Mediche Cinesi (CACMS) - periodo di ricerca e formazione extra rete nel 2025.

Membro attivo di numerosi comitati scientifici e gruppi di ricerca internazionali e autrice di oltre 50 pubblicazioni su riviste peer-reviewed, la sua attività clinica e di ricerca integra endocrinologia, sessuologia medica e medicina tradizionale cinese, con particolare interesse per l’agopuntura applicata ai disturbi della sfera sessuale ed endocrino-metabolici.

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