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Una sala alimentazione può prevenire gravi patologie ma anche proteggere ciò che ci sta intorno. Mangiare in modo sano può davvero cambiare il futuro del pianeta. È il messaggio centrale del nuovo rapporto Eat-Lancet 2025, aggiornamento di uno studio del 2019 che rappresenta la più ampia analisi mai condotta sui sistemi alimentari globali. Secondo gli esperti, l’attuale modello di produzione e consumo di cibo è tra i principali motori delle crisi del nostro tempo: malattie croniche, disuguaglianze sociali, cambiamento climatico e perdita di biodiversità.

Un pianeta che produce abbastanza, ma non per tutti

Oggi la produzione alimentare mondiale è sufficiente in termini calorici a nutrire l’intera popolazione. Tuttavia, 3,7 miliardi di persone non hanno accesso a una dieta sana, a un reddito dignitoso o a un ambiente pulito. La catena alimentare è inoltre responsabile di circa il 30% delle emissioni globali di gas serra, contribuendo in modo determinante al riscaldamento climatico.

Un modello per la salute umana e ambientale

La risposta proposta dalla Commissione è la Planetary Health Diet (PHD): un modello alimentare equilibrato che unisce benessere individuale e sostenibilità. La dieta prevede un ampio consumo di cereali integrali, frutta, verdura, legumi e frutta secca, con quantità moderate di carne, pesce, uova e latticini.
Adottare questo regime ridurrebbe del 27% il rischio di morte prematura, favorendo al tempo stesso una forte riduzione dell’impatto ambientale. L’approccio richiede di limitare zuccheri, grassi saturi e sale, promuovendo invece un apporto adeguato di nutrienti chiave come proteine, ferro, calcio e vitamina B12, anche da fonti vegetali.

Flessibilità culturale e adattamento locale

A differenza della dieta mediterranea, la PHD non si presenta come un sistema rigido: può adattarsi a modelli alimentari locali e tradizionali, rispettando culture e specifiche esigenze. Alcune categorie, come donne in gravidanza, bambini e neonati, possono richiedere un sostegno nutrizionale supplementare.

Benefici globali e prevenzione delle malattie croniche

Secondo le proiezioni, un’adozione estesa della PHD potrebbe prevenire fino a 15 milioni di morti premature ogni anno e abbattere l’incidenza di patologie croniche quali diabete, tumori, malattie cardiovascolari e neurodegenerative. Parallelamente, le emissioni di gas serra legate al cibo si ridurrebbero del 15-20% rispetto ai livelli del 2020, soprattutto se associate a strategie per diminuire gli sprechi alimentari e ottimizzare i processi agricoli.

Visite specialistiche e prevenzione: tutto comincia da una sana alimentazione

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Seguire un regime equilibrato richiede attenzione personalizzata. Per questo, chi intende modificare le proprie abitudini alimentari dovrebbe affidarsi a medici nutrizionisti e dietisti, in grado di valutare le condizioni individuali e le necessità specifiche. Screening mirati possono aiutare a prevenire carenze vitaminiche, disturbi metabolici e patologie legate alla cattiva alimentazione. La prevenzione primaria passa da una corretta educazione alimentare già in età scolare.

Ripensare l’alimentazione per un futuro sostenibile

La trasformazione dei sistemi alimentari è una condizione imprescindibile per tornare a un pianeta sano e sicuro. Come sottolineano i ricercatori, le scelte di oggi determineranno la salute delle persone e dell’ambiente per generazioni. La Planetary Health Diet si propone quindi come un approccio flessibile e culturale, che invita a ripensare la propria alimentazione quotidiana non solo per vivere meglio, ma anche per consegnare un mondo più sano alle generazioni future.

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