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Quando si riceve una diagnosi di tumore, l’alimentazione diventa uno degli aspetti che genera più domande e dubbi. Spesso le informazioni che circolano sono imprecise e rischiano di portare a scelte sbagliate, come diete eccessivamente restrittive. Questo può avere conseguenze gravi sul decorso della malattia e sull’efficacia delle cure.

Le diete più discusse e i rischi delle restrizioni alimentari

Negli ultimi anni sono state proposte numerose diete per i pazienti oncologici: dal digiuno intermittente alle diete chetogeniche, da quelle vegane a quelle alcaline o macrobiotiche. L’idea che sta alla base di questi regimi è quella di limitare l’energia a disposizione delle cellule tumorali, “affamandole” e rendendo più efficaci le terapie. Tuttavia, nonostante alcune evidenze emerse in laboratorio su modelli animali o cellulari, manca un supporto scientifico solido che confermi questi risultati negli esseri umani su larga scala.

Il problema principale delle diete troppo restrittive è che spesso conducono a uno stato di malnutrizione. Eliminare interi gruppi di alimenti come zuccheri, pasta, pane, carne rossa e insaccati senza un reale motivo clinico può favorire una pericolosa perdita di peso e ridurre la massa muscolare, compromettendo la risposta alle terapie.

Perché uno stato nutrizionale adeguato è fondamentale

La malnutrizione rappresenta un fattore che può peggiorare la prognosi nei pazienti oncologici. Un organismo debilitato ha più probabilità di andare incontro a complicazioni durante e dopo gli interventi chirurgici, può sopportare con maggiore difficoltà i trattamenti come chemioterapia e radioterapia e può avere bisogno di ricoveri ospedalieri più lunghi o frequenti. Si stima che circa un paziente su quattro con tumore muoia non a causa diretta della malattia, ma per gli effetti della denutrizione.

Garantire un apporto nutrizionale adeguato durante tutto il percorso terapeutico è quindi essenziale. Questo aiuta non solo a migliorare la qualità di vita, ma anche a sostenere la capacità del corpo di reagire alle cure e a limitare la tossicità dei farmaci.

Le difficoltà alimentari nei pazienti oncologici

Molti malati di tumore si trovano a fare i conti con disturbi che complicano ulteriormente l’alimentazione: perdita dell’appetito, nausea, diarrea, alterazioni del gusto, infiammazioni del cavo orale e disturbi gastrointestinali. A questi si aggiungono fattori psicologici come ansia, paura e depressione che possono ridurre ulteriormente la voglia e la capacità di nutrirsi.

Fin dalle prime fasi della malattia è quindi importante monitorare il peso corporeo e lo stato nutrizionale come veri e propri parametri vitali. Questo permette di intervenire tempestivamente quando si notano segnali di malnutrizione o perdita eccessiva di peso.

Il ruolo delle visite specialistiche e della prevenzione

Un corretto percorso nutrizionale in caso di tumore dovrebbe sempre prevedere il supporto di specialisti della nutrizione clinica e oncologica. Gli esperti possono offrire piani personalizzati che tengano conto delle caratteristiche della malattia, dei trattamenti in corso e delle condizioni generali della persona. Le visite mirate consentono di identificare precocemente eventuali carenze o problematiche e di affrontarle con soluzioni specifiche, che possono andare dall’introduzione di integratori a un’alimentazione modulata per texture e composizione.

Anche in assenza di una diagnosi oncologica, l’alimentazione rappresenta un potente strumento di prevenzione. Adottare una dieta equilibrata, varia e ricca di alimenti di origine vegetale, limitare l’assunzione di carni lavorate e insaccati, moderare il consumo di alcol e mantenere un peso corporeo adeguato sono strategie che aiutano a ridurre il rischio di diverse forme tumorali.

Cosa sapere per affrontare al meglio la nutrizione in oncologia

Ogni persona colpita da tumore dovrebbe ricevere informazioni chiare e fondate su basi scientifiche per quanto riguarda l’alimentazione. Evitare il fai-da-te è fondamentale per non incorrere in errori che possono compromettere le terapie. È utile sapere che esistono rimedi efficaci per contrastare gli effetti collaterali che rendono difficile nutrirsi e che, quando necessario, si può ricorrere a un supporto nutrizionale specifico, come alimenti ad alta densità energetica o nutrizione artificiale.

Il peso, lo stato della massa muscolare e l’apporto calorico giornaliero devono essere considerati prioritari nel percorso di cura, al pari di altri esami o trattamenti. L’obiettivo non è solo sopravvivere alla malattia, ma mantenere un buono stato di salute generale che consenta una qualità di vita soddisfacente.

Un approccio consapevole per vivere meglio durante le cure

Prendersi cura della propria alimentazione durante un percorso oncologico non significa solo scegliere i cibi giusti, ma anche avere il coraggio di chiedere aiuto e di affidarsi a professionisti. Le linee guida delle principali associazioni scientifiche raccomandano sempre di evitare pratiche alimentari estreme e di puntare invece a una dieta bilanciata che supporti l’organismo nel modo più efficace. Il supporto nutrizionale è parte integrante della cura e può fare la differenza nel percorso verso la guarigione e il ritorno a una vita attiva.

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