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Rischio allergie dietro l'angolo per i più piccoli. Durante la stagione calda, aumentano le esposizioni ad agenti scatenanti allergie nei bambini, complici le attività all’aperto, il contatto con la natura e i cambiamenti alimentari. Le allergie estive non si limitano ai pollini: si estendono a punture di insettireazioni alimentariesposizione al cloromuffeacari e agenti irritanti presenti nell’ambiente marino o in piscina. Il sistema immunitario dei bambini può reagire in modo eccessivo a queste sostanze, provocando sintomi più o meno gravi.

Le allergie respiratorie e il ruolo dei pollini

Le allergie da inalazione sono tra le più comuni. Pollini di graminacee, parietaria, ambrosia e ulivo si diffondono nell’aria soprattutto tra giugno e settembre, e causano rinite allergica, tosse persistente, starnuti frequenti, occhi arrossati, congiuntivite e difficoltà respiratorie. Nei bambini asmatici, l’inalazione di pollini può aggravare i sintomi e innescare attacchi respiratori, soprattutto nelle giornate secche e ventose.

Reazioni cutanee da contatto o puntura

Un’altra categoria di allergie estive riguarda le reazioni cutanee da contatto o da punture di insetti. Le api, vespe e zanzare sono responsabili delle reazioni più comuni. Nei soggetti allergici, una singola puntura può scatenare orticaria, gonfiore esteso, febbre, difficoltà respiratoria, fino allo shock anafilattico. Anche il contatto con alcune piante urticanti, sabbia contaminata o creme solari contenenti nichel o parabeni può causare dermatiti atopiche o orticarie da contatto.

Alimenti e allergeni nascosti nella dieta estiva

Durante i mesi estivi, la dieta dei bambini si arricchisce di nuovi cibi, soprattutto frutta fresca, gelati e snack industriali. Alcuni di questi possono contenere allergeni non segnalati o favorire reazioni crociate: ad esempio, chi è allergico al polline di betulla può reagire a mele, pesche o ciliegie. Le reazioni alimentari nei bambini allergici possono manifestarsi con vomito, diarrea, eruzioni cutanee, gonfiore delle labbra o della lingua, e nei casi più gravi con crisi respiratorie.

Allergie da cloro, muffe e ambienti umidi

Piscine e ambienti balneari sono spesso associati a allergie da contatto o da inalazione di cloro. Il cloro può irritare la mucosa nasale e gli occhi, provocando congiuntivite, asma da piscina o dermatite da contatto. Le muffe, presenti in ambienti umidi come case vacanza poco areate o sottoscala, sono un’altra fonte comune di allergeni estivi: la loro inalazione può scatenare tosse notturna, rinite cronica o bronchite allergica nei bambini predisposti.

Come riconoscere i sintomi e intervenire

I sintomi delle allergie estive sono spesso subdoli o scambiati per infezioni comuni. È fondamentale prestare attenzione a segni ripetuti o persistenti, come naso che cola senza febbre, arrossamento oculare, rash cutanei improvvisi o difficoltà respiratorie ricorrenti. Un diario dei sintomi può aiutare il pediatra a identificare i fattori scatenanti. Nei casi più gravi, la tempestività è decisiva: l’adrenalina autoiniettabile deve essere sempre disponibile per i bambini con storia di anafilassi.

Visite specialistiche e diagnosi: ecco come prevenire e curare le allergie dei più piccoli

Visite specialistiche e diagnosi: ecco come prevenire e curare le allergie dei più piccoli

Il primo passo per affrontare efficacemente le allergie estive è una valutazione allergologica presso centri specializzati. I test cutanei (prick test) e i dosaggi delle IgE specifiche nel sangue permettono di individuare con precisione gli allergeni responsabili. I pediatri consigliano visite allergologiche a inizio primavera, così da pianificare una profilassi farmacologica e comportamentale personalizzata. In alcuni casi, può essere valutata la desensibilizzazione. È importante differenziare le allergie vere dalle intolleranze e dalle reazioni irritative, per evitare trattamenti inutili o dannosi.

Prevenzione e strategie per l’estate

Per ridurre il rischio di esposizione agli allergeni estivi, è utile:
– consultare i calendari pollinici della zona di vacanza
– evitare le passeggiate all’aperto nelle ore centrali e nei giorni ventosi
– utilizzare zanzariere e repellenti naturali
– scegliere solari ipoallergenici senza profumo né conservanti irritanti
– evitare cibi non etichettati o sconosciuti, specie nei bambini allergici noti
– aerare gli ambienti, soprattutto in case chiuse a lungo, per prevenire muffe e acari

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