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Un problema che riguarda milioni di italiani

La demenza è una delle emergenze sanitarie e sociali più rilevanti del nostro tempo. In Italia si stimano circa 1,6 milioni di persone colpite da diverse forme, di cui 600-700mila con Alzheimer. A questi numeri si aggiungono quasi un milione di individui con decadimento cognitivo lieve e circa 24mila casi di demenza giovanile tra i 35 e i 64 anni. Considerando anche i familiari che si prendono cura dei pazienti, il totale arriva a 4 milioni di caregiver, pari a quasi il 10% della popolazione. Il peso economico è enorme: tra i 15 e i 23 miliardi di euro l’anno, con il 60-70% della spesa a carico diretto delle famiglie.

La forza della prevenzione

Gli studi internazionali dimostrano che la prevenzione può ridurre fino al 40% dei casi di demenza. Significa affrontare per tempo fattori di rischio noti come ipertensione, diabete, colesterolo, obesità, fumo, abuso di alcol e sedentarietà. Ma anche curare elementi meno immediati come la salute dell’udito e della vista, la qualità delle relazioni sociali e la riduzione degli incidenti domestici. È un approccio che unisce scelte personali e azioni collettive, con un potenziale enorme nel contenere l’avanzata della malattia.

Dieci azioni quotidiane per proteggere il cervello

Gli esperti hanno individuato dieci pilastri della prevenzione. Sul piano individuale rientrano il controllo della pressione, la dieta mediterranea, l’attività fisica regolare, la riduzione di fumo e alcol, il monitoraggio di glicemia e colesterolo. Sono importanti anche la stimolazione mentale attraverso hobby e nuove competenze, la partecipazione sociale, la protezione di udito e vista e la sicurezza negli ambienti domestici. Azioni semplici che, se praticate con costanza, possono ridurre significativamente il rischio di declino cognitivo.

Il contributo delle politiche pubbliche

La prevenzione non è solo responsabilità dei singoli. Servono politiche pubbliche che sostengano queste scelte: campagne di screening accessibili, etichette nutrizionali chiare, mense scolastiche e aziendali basate sulla dieta mediterranea, programmi antifumo, regolamentazione dell’alcol, interventi per ridurre l’inquinamento e migliorare la sicurezza stradale. In un Paese che invecchia rapidamente, queste misure diventano strumenti indispensabili di sanità pubblica.

Visite specialistiche e diagnosi precoce per l'alzheimer oggi

Visite specialistiche e diagnosi precoce per l'alzheimer oggi

Un ruolo decisivo lo giocano i controlli clinici e le visite specialistiche. La diagnosi tempestiva consente di riconoscere i sintomi nelle fasi iniziali e attivare subito percorsi terapeutici e di sostegno. Perdita di memoria ricorrente, difficoltà a gestire compiti quotidiani, cambiamenti nel linguaggio o nell’umore non devono essere sottovalutati. Consultare specialisti di riferimento permette di distinguere tra normale invecchiamento e segnali di deterioramento cognitivo, aumentando l’efficacia degli interventi e la possibilità di mantenere più a lungo l’autonomia.

La riabilitazione come diritto

Il Rapporto mondiale Alzheimer 2025 afferma che la riabilitazione deve essere parte integrante dei piani nazionali. Programmi personalizzati basati su attività fisica, ginnastica dolce, esercizi di equilibrio e rinforzo, musicoterapia, reminiscenza e laboratori creativi hanno dimostrato di prolungare la qualità di vita. Le evidenze mostrano che chi intraprende percorsi di riabilitazione individuale rimane nella propria casa in media sei mesi in più prima del ricorso a strutture residenziali. È un beneficio enorme in termini di benessere personale ed equilibrio economico.

Un nuovo sguardo sulla malattia

Affrontare l’Alzheimer non significa arrendersi all’inevitabile. È necessario un cambio culturale: considerare la demenza come una condizione con cui si può convivere a lungo in modo dignitoso, se supportata da prevenzione, riabilitazione e sostegno familiare. Investire in questi ambiti non è solo una scelta etica ma anche strategica: riduce i costi sociali ed economici e, soprattutto, restituisce tempo e dignità alle persone.

Guardare avanti con responsabilità

Il futuro della lotta all’Alzheimer passa da due binari inscindibili: prevenzione e riabilitazione. La prima per ridurre i casi potenzialmente evitabili, la seconda per garantire una vita piena e dignitosa a chi già convive con la malattia. Serve un impegno condiviso tra istituzioni, comunità e cittadini, affinché la demenza non sia più vista come un destino ineluttabile, ma come una sfida da affrontare con strumenti concreti e con speranza.

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