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L’Alzheimer e le altre forme di demenza sono oggi tra le sfide più complesse della sanità pubblica. In Italia si contano oltre un milione di persone affette da demenza, con circa 600.000 casi riconducibili direttamente alla malattia di Alzheimer. A rendere ancora più allarmante il quadro sono le previsioni per i prossimi anni: l’invecchiamento demografico porterà a un netto incremento della diffusione.

Qui Italia: tre milioni di persone ogni giorno combattono la sfida più dura

Il percorso di chi convive con l’Alzheimer non coinvolge solo il paziente: oltre tre milioni di persone tra familiari e caregiver ne condividono ogni giorno il peso. Il costo economico? Oltre 15 miliardi di euro l’anno, con una quota dell’80% che grava sulle famiglie. A questi numeri si sommano gli ostacoli legati alla diagnosi precoce, alla continuità assistenziale e alla gestione terapeutica.

VALUE4CARE: innovazione terapeutica e governance sanitaria

Per fare il punto su soluzioni concrete, il 27 maggio si terrà a Roma l’evento VALUE4CARE – Linee di indirizzo per la valorizzazione delle terapie innovative. L’incontro, ospitato presso l’Auditorium Cosimo Piccinno, sarà moderato da Ludovico Baldessin, Amministratore Delegato di Edra, e coinvolgerà clinici, esperti e rappresentanti istituzionali.

L’obiettivo? Ridisegnare l’approccio alla patologia, mettendo al centro l’accesso tempestivo alle cure, la valutazione dell’impatto delle nuove terapie, e la definizione di un modello di assistenza che sia sostenibile e orientato alla persona.

Prevenzione e diagnosi dell'alzheimer: la chiave per intervenire in tempo

Prevenzione e diagnosi dell'alzheimer: la chiave per intervenire in tempo

Ogni passo avanti nella gestione dell’Alzheimer parte da un punto fermo: la diagnosi precoce. Disporre di strumenti in grado di riconoscere segnali anche lievi di decadimento cognitivo può fare la differenza. Gli esami diagnostici specializzati, uniti a strategie di prevenzione mirate, permettono di individuare i pazienti in fase iniziale, quando ancora è possibile rallentare – se non arrestare – il decorso della malattia.

Tra gli strumenti più efficaci per individuare precocemente l’Alzheimer ci sono esami diagnostici specializzati sempre più avanzati e accessibili. La valutazione neuropsicologica è il primo passo fondamentale: un insieme di test standardizzati che analizzano attenzione, memoria, linguaggio e funzioni esecutive. A questi si affiancano esami di imaging cerebrale, come la risonanza magnetica (RM), utile a rilevare atrofie in aree chiave del cervello, e la tomografia a emissione di positroni (PET), particolarmente efficace nel misurare l’attività metabolica e identificare l’accumulo di beta-amiloide, una delle proteine implicate nella malattia. Sempre più diffuso è anche l’utilizzo della PET con tracciante Tau, per monitorare un altro marcatore importante della neurodegenerazione. Infine, il prelievo di liquido cerebrospinale (CSF) permette di misurare direttamente i livelli delle proteine beta-amiloide e tau, offrendo un profilo biologico estremamente preciso della malattia. Un approccio diagnostico completo, integrato e tempestivo è oggi l’arma più potente per anticipare la progressione della patologia e agire con maggiore efficacia.

Un impegno condiviso per un futuro diverso

Il messaggio di VALUE4CARE è chiaro: il momento di agire è adesso. Servono risorse, sinergie e visione. La battaglia contro l’Alzheimer non può più limitarsi al trattamento dei sintomi, ma deve partire prima, puntando su cultura della prevenzione, investimenti nelle nuove terapie e una presa in carico realmente multidisciplinare.

L’incontro a Roma rappresenta un tassello importante in questa direzione. Una tappa decisiva per chi, ogni giorno, combatte sul fronte della demenza con dedizione e speranza.

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