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Prevenzione e cura dell'obesità: la Camera dei deputati ha approvato in prima lettura una proposta di legge dedicata. Con 155 voti favorevoli, 103 astenuti e nessun voto contrario, il provvedimento ora passa all’esame del Senato. L’Italia compie così un passo storico: è il primo Paese al mondo a riconoscere formalmente l’obesità come una malattia. Il testo è stato presentato da iniziativa parlamentare, con primo firmatario il deputato Roberto Pella.

Un riconoscimento che cambia il paradigma

Il riconoscimento ufficiale dell’obesità come malattia rappresenta un cambio di prospettiva culturale e sanitaria. Non si tratta più di una condizione legata esclusivamente alle abitudini personali, ma di una patologia complessa e cronica, con forti implicazioni mediche, psicologiche e sociali. L’approvazione della legge segna un punto di svolta nella gestione della salute pubblica in Italia, rendendo strutturali le misure di contrasto a uno dei principali fattori di rischio per le malattie croniche.

Le risorse stanziate per la legge

Per sostenere gli interventi previsti, la legge dispone di fondi distribuiti su tre anni: 1,2 milioni di euro nel 2025, 1,3 milioni nel 2026 e 1,7 milioni a partire dal 2027. Le risorse sono state individuate nella legge di Bilancio e saranno destinate a programmi di prevenzione, diagnosi precoce e percorsi terapeutici.

Le complicanze dell’obesità e l’urgenza di intervenire

Le complicanze dell’obesità e l’urgenza di intervenire

L’obesità può causare oltre 200 complicanze mediche. Tra le principali: diabete di tipo 2, patologie cardiovascolari, ictus, alcuni tipi di tumore, insufficienza renale e disturbi del sistema muscolo-scheletrico. Oltre all’impatto sanitario, l’obesità ha forti implicazioni economiche. Il World Obesity Atlas stima che i costi globali legati a sovrappeso e obesità raggiungeranno i 4.320 miliardi di dollari annui entro il 2035, se non verranno adottate strategie più efficaci.

I numeri in Italia: una fotografia allarmante

Secondo i dati Istat, l’11,8% della popolazione adulta italiana è affetta da obesità, pari a circa 6 milioni di persone. Ancora più allarmanti i numeri tra i bambini: il 19% dei piccoli tra 8 e 9 anni è in sovrappeso, mentre il 9,8% risulta già obeso. Questi dati impongono un’azione decisa, che parta dalla scuola, prosegua nella famiglia e coinvolga il sistema sanitario con percorsi di educazione alimentare e monitoraggio costante.

Prevenzione e diagnosi: l’importanza degli esami specialistici

Una delle sfide più rilevanti è l’individuazione precoce dell’obesità e dei suoi stadi di gravità. In questo contesto, strumenti diagnostici come la bioimpedenziometria assumono un ruolo centrale. Questo esame non invasivo consente di misurare la composizione corporea, distinguendo la massa grassa da quella magra e valutando il livello di idratazione e il metabolismo basale. Affidarsi a strumenti specialistici consente non solo diagnosi più accurate, ma anche l’impostazione di interventi personalizzati.

Lo stile di vita come primo farmaco

Accanto alla diagnostica e alla terapia farmacologica, la legge pone enfasi sulla promozione di corretti stili di vita. Attività fisica regolare, alimentazione bilanciata, sonno adeguato e gestione dello stress sono elementi fondamentali nella prevenzione e nel trattamento dell’obesità. Il testo di legge incoraggia programmi strutturati di educazione alla salute nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei percorsi di cura del Servizio sanitario nazionale.

Un modello per altri paesi

Con questa legge, l’Italia si pone come apripista a livello internazionale. Il testo non solo definisce l’obesità come malattia cronica, ma la inserisce tra le priorità di salute pubblica, stabilendo criteri per l’accesso uniforme alle cure su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è garantire equità, ridurre le disuguaglianze sanitarie e migliorare la qualità della vita delle persone affette.

Il ruolo dell’industria farmaceutica

Anche il mondo della ricerca e delle imprese ha salutato positivamente il passaggio della legge. Dal punto di vista medico e scientifico, il riconoscimento dell’obesità come malattia apre la strada a nuove prospettive terapeutiche, ad esami diagnostici mirati e a una maggiore attenzione istituzionale. Il supporto delle aziende che operano nel settore della salute può favorire lo sviluppo di tecnologie, farmaci e dispositivi sempre più efficaci per contrastare questa patologia.

Superare lo stigma per una cura efficace

Uno degli aspetti centrali del nuovo approccio è il superamento dello stigma sociale che spesso colpisce le persone con obesità. La legge sottolinea che non si tratta di una debolezza caratteriale o di una mancanza di volontà, ma di una condizione medica che necessita di attenzione, empatia e trattamento. Solo creando una rete integrata tra clinici, istituzioni e cittadini si potrà affrontare con efficacia la complessità dell’obesità.

Un primo passo verso una società più sana

L’approvazione della proposta di legge rappresenta un primo, fondamentale passo. Ma il lavoro da fare è ancora molto. Sarà essenziale dare continuità alle misure introdotte, monitorarne l’impatto, estenderne l’applicazione in modo uniforme e integrarle con nuovi strumenti. Investire in prevenzione significa ridurre i costi futuri del sistema sanitario, ma soprattutto migliorare la vita delle persone.

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