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Il cancro del collo dell’utero resta una delle neoplasie femminili più prevenibili grazie ai vaccini contro l’HPV, ai programmi di screening e ai trattamenti precoci. Eppure continua a causare oltre 350.000 decessi ogni anno nel mondo. Per dare una svolta definitiva, l’Organizzazione mondiale della sanità ha istituito la prima Giornata Mondiale per l’Eliminazione del Cancro Cervicale, un’iniziativa storica che punta a mobilitare governi, alleanze internazionali e comunità locali verso gli obiettivi strategici 90-70-90.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso ma raggiungibile: eliminare il cancro cervicale come problema di salute pubblica, garantendo equità di accesso alla prevenzione per giovani donne e donne in età avanzata, due fasce che richiedono strategie diverse ma ugualmente decisive.

Il peso globale della malattia e le nuove priorità dell’Oms

Il cancro cervicale è oggi il quarto tumore più frequente nelle donne. L’Oms ricorda che esistono strumenti efficaci per prevenirlo: la vaccinazione HPV, i test di screening (Pap test e HPV-DNA test) e le cure in caso di lesioni precancerose.
Nonostante ciò, il divario tra Paesi è ancora forte. Molte aree del mondo registrano tassi di mortalità elevati per mancanza di accesso a screening e trattamenti tempestivi, fattori che colpiscono soprattutto le fasce più vulnerabili.

La Giornata mondiale vuole accelerare l’azione globale su tre obiettivi chiave:

  • 90% delle ragazze vaccinate contro l’HPV;
  • 70% delle donne sottoposte a screening;
  • 90% delle donne con lesioni precancerose o tumore invasivo trattate adeguatamente.

Secondo il Direttore Generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, i progressi internazionali stanno rendendo “reale ciò che qualche anno fa sembrava un sogno lontano”.

Vaccinazioni e screening: i Paesi rafforzano gli interventi

Nell’ultimo anno diversi Paesi hanno introdotto o ampliato programmi di vaccinazione HPV e campagne di screening.
Tra i progressi più significativi figurano iniziative nazionali in Asia, Africa e America Latina per aumentare la copertura vaccinale nelle ragazze tra i 9 e i 14 anni, estendere l’accesso all’autocampionamento per il test HPV e promuovere campagne di sensibilizzazione rivolte alle donne adulte.

Organizzazioni internazionali come Gavi, la Vaccine Alliance, confermano che l’obiettivo di raggiungere 86 milioni di ragazze vaccinate entro il 2025 è ormai vicino. Parallelamente, molti Paesi stanno sviluppando programmi strutturati per migliorare screening e trattamento, integrando la strategia Oms nei propri piani sanitari.

Perché il cancro cervicale colpisce donne giovani e anche donne mature

Perché il cancro cervicale colpisce donne giovani e anche donne mature

Una caratteristica peculiare del cancro cervicale è la sua distribuzione nelle fasce d’età:

  • colpisce donne giovani, spesso under 45, che entrano in contatto con i ceppi più oncogeni dell’HPV;
  • ma coinvolge anche donne in età avanzata, nelle quali il “dormire” del virus può riattivarsi, rendendo lo screening vitale anche dopo i 50 anni.

Il virus è estremamente comune, ma solo una piccola percentuale delle infezioni evolve in lesione precancerosa. Il tempo di progressione della malattia – spesso di anni – permette diagnosi precoci e trattamenti efficaci, se i percorsi di prevenzione vengono seguiti regolarmente.

Visite specialistiche e prevenzione per ogni fascia d’età

La prevenzione del cancro cervicale richiede un approccio differenziato ma coordinato, calibrato su due gruppi principali:

Giovani donne
La priorità è la vaccinazione HPV, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale. Le visite ginecologiche periodiche devono accompagnarsi a educazione alla salute sessuale e informazione sui comportamenti protettivi.

Donne adulte e donne in età avanzata
Dopo i 30 anni, lo strumento più efficace è lo screening con test HPV-DNA, seguito dal Pap test nei casi indicati.
È fondamentale non interrompere lo screening dopo la menopausa: nelle donne sopra i 50 anni possono manifestarsi riattivazioni tardive del virus, rendendo la sorveglianza indispensabile.

Le visite ginecologiche regolari consentono:

  • diagnosi precoce di lesioni precancerose,
  • gestione di eventuali sintomi correlati,
  • monitoraggio dei fattori di rischio,
  • counselling personalizzato per stili di vita e prevenzione.

Promuovere percorsi chiari e accessibili consente di ridurre il rischio di diagnosi tardive e aumentare l’efficacia dei trattamenti.

Slancio internazionale e impegni concreti

La prima Giornata mondiale per l’eliminazione del cancro cervicale non è solo un simbolo, ma una piattaforma operativa che mette in rete Paesi, organizzazioni e comunità.
L’espansione delle vaccinazioni, le campagne di screening e l’introduzione di nuovi programmi nazionali testimoniano un cambiamento sistemico verso un futuro in cui questa malattia possa essere eliminata.

Il messaggio è chiaro: la prevenzione funziona e può salvare migliaia di vite, ma solo se resa accessibile a tutte, indipendentemente dal luogo in cui vivono o dalle condizioni socio-economiche.

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