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Secondo i nuovi dati diffusi da Eurostat nel settembre 2025, il cancro resta tra le principali cause di morte nell’Unione Europea, con il tumore al polmone che da solo rappresenta quasi il 20% dei decessi oncologici.
Nel 2022 i tumori di polmone, colon-retto, mammella e prostata hanno inciso in modo determinante sulla mortalità europea, con profonde differenze tra Paesi e tra i due sessi.
L’Ungheria registra i tassi più alti di mortalità oncologica, mentre Svezia e Spagna si collocano ai livelli più bassi. L’Italia, pur con risultati complessivamente positivi, mostra forti squilibri territoriali tra Nord e Sud.

Tumore del polmone: ancora la prima causa oncologica di morte

Il tumore del polmone resta la principale causa di morte per cancro in Europa, con 228.987 decessi nel 2022, pari al 19,8% di tutte le morti oncologiche e al 4,4% del totale dei decessi.
La mortalità è quasi doppia negli uomini rispetto alle donne (68,8 contro 30 per 100mila abitanti), anche se il divario si sta riducendo.
I valori più elevati si registrano in Ungheria (77,7 per 100mila) e Croazia (64,5), mentre i più bassi in Svezia (31,7). Solo in Danimarca e Svezia le donne superano gli uomini per incidenza di decessi polmonari.

Colorettale, seno e prostata: andamento differenziato nei Paesi UE

Il tumore colorettale, con 132.644 decessi, rappresenta l’11,5% delle morti oncologiche e il 2,6% del totale dei decessi. L’Ungheria guida anche questa classifica con 50,4 decessi per 100mila abitanti, seguita da Croazia e Slovacchia, mentre la media europea si ferma a 26,9.
Il tumore della mammella resta la prima causa di morte oncologica femminile, con 85.400 decessi nel 2022 (16,4% del totale). Le incidenze più alte si osservano in Lussemburgo, Irlanda e Malta, le più basse in Spagna.
Per il tumore della prostata, i decessi sono stati 68.277: la mortalità più elevata si registra nei Paesi del Nord ed Est Europa, mentre Malta e Cipro mostrano i tassi più bassi. In Svezia, unico Paese UE, la mortalità per tumore prostatico ha superato quella polmonare.

Focus Italia: migliorano i tassi ma persistono le disuguaglianze territoriali

L’Italia presenta tassi di mortalità inferiori alla media europea per la maggior parte dei tumori principali, ma con ampie differenze regionali.
Per il tumore al polmone si registrano circa 42 decessi ogni 100mila abitanti, con incidenze maggiori nel Nord-Est.
Il colorettale mostra un tasso di 27 per 100mila, in calo costante grazie ai programmi di screening.
Per il tumore del seno, la mortalità è tra le più basse in Europa (28 per 100mila donne), ma la partecipazione agli screening mammografici varia sensibilmente: oltre l’80% in Emilia-Romagna e Toscana, sotto il 50% in Campania e Calabria.
Il tumore della prostata registra 33 decessi per 100mila uomini, in linea con la media UE.
Nel complesso, l’Italia conferma una riduzione progressiva della mortalità oncologica, frutto di reti assistenziali più integrate e di una crescente adesione agli screening, anche se permane il nodo dell’equità territoriale.

Trend 2013-2022: diminuiscono i tumori gastrici, aumentano pancreas e bocca

L’analisi di lungo periodo evidenzia un calo marcato dei tumori dello stomaco (-27%), del laringeo (-14%) e della vescica (-13%) tra gli over 65.
Aumentano invece i decessi per pancreas (+4,8%)bocca e faringe (+1,4%), e per cute (+2,5%) tra gli uomini.
Tra le donne si registra un incremento significativo della mortalità per tumore della bocca (+15,2%) e del laringe (+10,3%), trend che riflette il peso crescente di stili di vita a rischio come tabagismo e alcol.

Cancro 2025: screening e prevenzione al centro delle politiche europee

Cancro 2025: screening e prevenzione al centro delle politiche europee

Le differenze nei tassi di mortalità rispecchiano la disomogeneità dei sistemi sanitari e delle abitudini di vita nei vari Paesi membri.
L’Unione Europea, attraverso il “Beating Cancer Plan” e la nuova Raccomandazione del Consiglio del 2022, mira a rafforzare la prevenzione primaria – lotta a fumo, obesità e sedentarietà – e la prevenzione secondaria, estendendo i programmi di screening per mammella, colon-retto e cervice, e valutando l’introduzione di protocolli specifici per polmone e prostata.
L’obiettivo è ridurre entro il 2040 le disuguaglianze tra Paesi e promuovere un accesso omogeneo agli strumenti di diagnosi precoce.

Visite specialistiche e prevenzione oncologica

La diagnosi tempestiva rimane l’arma più efficace contro il cancro. I cittadini sono invitati a partecipare regolarmente ai programmi di screening gratuiti offerti dal Servizio sanitario nazionale: mammografia, Pap test, test HPV, sangue occulto nelle feci e colonscopia.
Controlli periodici, stile di vita sano, astensione dal fumo e dieta equilibrata riducono il rischio di sviluppare numerose forme tumorali.
È essenziale rafforzare le campagne informative e garantire pari accesso alle cure anche nelle aree più svantaggiate del Paese.

Una sfida di salute pubblica e di equità

Il calo della mortalità oncologica in Europa è un segnale positivo, ma le differenze territoriali e sociali restano ampie.
Investire in prevenzione, diagnosi precoce e informazione scientifica è il modo più concreto per consolidare i progressi ottenuti e ridurre i divari tra cittadini europei.
L’Italia, pur con risultati incoraggianti, è chiamata a garantire standard uniformi di assistenza e screening su tutto il territorio, affinché la prevenzione non dipenda dal codice di avviamento postale ma dal diritto universale alla salute.

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