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Ogni giorno, nel mondo, circa 1,6 milioni di persone si ammalano a causa di cibo contaminato, con oltre 200 malattie diverse potenzialmente legate a cibo non sicuro. È un dato allarmante che ribadisce quanto la sicurezza alimentare non sia un aspetto secondario, ma una componente fondamentale della salute pubblica. Ogni anno, il 7 giugno, si celebra la Giornata mondiale della sicurezza alimentare: un’occasione per promuovere consapevolezza e comportamenti corretti, quest’anno con lo slogan “Food Safety, science in action”.

La scienza guida le scelte per un'alimentazione sicura

Il ruolo della scienza nella sicurezza alimentare è cruciale. Le evidenze scientifiche consentono di identificare i fattori di rischio, prevenire la diffusione di agenti patogeni e migliorare i comportamenti collettivi. Le conoscenze tecniche sono indispensabili per comprendere perché un alimento possa diventare pericoloso per la salute, e quali misure adottare per evitare contaminazioni o infezioni, anche gravi.

Un'indagine europea sulle insalate in busta

Un esempio concreto del contributo scientifico arriva da una ricerca coordinata a livello europeo su un alimento di larghissimo consumo: le insalate confezionate pronte al consumo. Lo studio, condotto tra il 2021 e il 2022 in dieci Paesi europei, ha analizzato quasi 3300 campioni di insalate già lavate e imbustate. L’indagine ha evidenziato la presenza del Toxoplasma gondii nel 4,1% dei campioni complessivi. Il microrganismo può essere pericoloso in particolare per donne in gravidanza e persone immunodepresse, anche se la probabilità di contaminazione resta bassa.

Differenze geografiche nella contaminazione

I risultati variano molto da Paese a Paese. In Gran Bretagna, il 16% dei campioni è risultato positivo, seguita da Francia (6,1%) e Spagna (4,1%). I dati per l’Italia sono più rassicuranti: solo l’1,9% dei campioni è risultato contaminato, un valore ben al di sotto della media europea. Il dato più basso è stato rilevato in Norvegia, con appena lo 0,5%. Questi numeri confermano che il rischio esiste, ma può essere contenuto attraverso controlli efficaci e buone pratiche nella filiera alimentare.

L’importanza di lavare sempre frutta e verdura

Anche se le insalate in busta sono vendute come già pronte, è comunque consigliabile risciacquarle sotto abbondante acqua corrente prima del consumo. Questa semplice precauzione può ridurre ulteriormente il rischio di ingerire agenti patogeni. La contaminazione può avvenire in fase di coltivazione, raccolta o confezionamento, e il lavaggio finale domestico rappresenta un ulteriore livello di protezione.

Prevenzione e informazione per la salute pubblica

Il messaggio lanciato in occasione della giornata internazionale è chiaro: serve più educazione alimentare, ma anche più investimento nella ricerca scientifica, nei controlli sanitari e nella trasparenza delle filiere. I consumatori devono poter fare scelte consapevoli e sicure. Le autorità, dal canto loro, devono garantire che le norme igienico-sanitarie vengano applicate rigorosamente, e che i risultati delle indagini siano sempre disponibili e aggiornati.

Cibo contaminato: visite specialistiche mirate e prevenzione alimentare

Cibo contaminato: visite specialistiche mirate e prevenzione alimentare

In caso di sintomi gastrointestinali sospetti dopo il consumo di alimenti freschi, crudi o confezionati – come febbre, nausea, crampi o dissenteria – è opportuno rivolgersi tempestivamente al proprio medico. Per soggetti fragili, come donne incinte o anziani o bambini, può essere utile un consulto infettivologico o gastroenterologico. Alcune infezioni alimentari, se non trattate, possono avere conseguenze anche gravi. Diagnosi precoce, anamnesi alimentare dettagliata e test specifici sono fondamentali per intervenire con tempestività.

Allarme cibo contaminato: sicurezza alimentare parte da gesti quotidiani

Controllare l'etichetta, rispettare la catena del freddo, evitare contaminazioni crociate in cucina, lavare accuratamente le mani e i prodotti freschi: sono piccoli gesti che fanno la differenza. La salute comincia a tavola, e ogni consumatore ha un ruolo attivo nella propria protezione e in quella dei suoi familiari.

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