La claustrofobia è una forma di disturbo d’ansia caratterizzata da una paura intensa e irrazionale di trovarsi in spazi chiusi o ristretti. Per molti giovani, può manifestarsi in situazioni comuni come l’uso dell’ascensore, la metropolitana o persino aule affollate. Questo timore non riguarda solo il disagio momentaneo: può condizionare scelte di vita, percorsi di studio e relazioni sociali.
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Sintomi più comuni
I segnali tipici includono tachicardia, sudorazione, difficoltà a respirare, sensazione di svenimento e un forte desiderio di fuggire dall’ambiente percepito come oppressivo. Nei casi più intensi, la persona evita sistematicamente determinate situazioni, compromettendo la qualità della vita. È importante riconoscere che la claustrofobia non è “semplice paura”, ma una condizione clinica che può aggravarsi se trascurata.
Possibili percorsi di cura
La terapia cognitivo-comportamentale è considerata l’approccio più efficace, poiché aiuta a modificare i pensieri distorti legati alla paura e a gestire meglio le reazioni fisiche. Tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione e graduale esposizione alle situazioni temute si sono dimostrati strumenti preziosi. In alcuni casi, possono essere presi in considerazione farmaci, sempre all’interno di percorsi strutturati e monitorati.
Esami diagnostici e innovazioni
Molti giovani che soffrono di claustrofobia vivono con ansia l’idea di sottoporsi a esami come la risonanza magnetica. La diffusione della risonanza aperta rappresenta un passo decisivo verso un percorso diagnostico più sereno: consente di ottenere immagini precise senza costringere il paziente in un tubo chiuso, riducendo così l’impatto psicologico dell’esame. Queste soluzioni tecnologiche non eliminano la paura alla radice, ma permettono di affrontare accertamenti medici fondamentali con maggiore tranquillità.
MrOpen Evo e la risonanza senza ansia: addio claustrofobia negli esami diagnostici

Per chi soffre di claustrofobia, la risonanza magnetica è spesso una delle esperienze più difficili: il senso di chiusura, lo spazio ridotto e il rumore della macchina tradizionale possono generare attacchi di panico o rendere impossibile completare l’esame.
Con MrOpen Evo, questo ostacolo viene superato. Si tratta di una risonanza completamente aperta, senza barriere davanti, dietro o sopra la testa. Il paziente può stare seduto, sdraiato, inclinato o perfino in piedi, mantenendo sempre un contatto visivo con l’ambiente circostante. Questo riduce in modo significativo l’ansia e rende l’esame più tollerabile anche per chi soffre di fobie.
L’assenza di chiusura non solo migliora il comfort, ma consente di effettuare scansioni nella posizione in cui il sintomo si manifesta, aumentando la precisione diagnostica. Inoltre, i pazienti possono leggere o ascoltare musica, trasformando un momento potenzialmente stressante in un’esperienza più serena.
Visite specialistiche e prevenzione
Un consulto specialistico è essenziale per distinguere la claustrofobia da altre forme di ansia e impostare una strategia di cura personalizzata. Prevenire significa anche non trascurare i primi sintomi: parlarne subito con un professionista permette di evitare l’aggravarsi del disturbo. Le visite di valutazione psicologica e psichiatrica, affiancate da test specifici, costituiscono il primo passo per un percorso di miglioramento.
Un futuro di consapevolezza e supporto
L’aumento dei casi di claustrofobia tra i giovani ci ricorda quanto sia urgente rafforzare la cultura del benessere mentale. Disporre di strumenti innovativi come la risonanza aperta, insieme a percorsi terapeutici mirati, offre una strada concreta verso la serenità. La sfida resta quella di diffondere conoscenza, sensibilizzare le famiglie e abbattere i pregiudizi legati ai disturbi d’ansia.











