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Il disegno di legge all’esame della Commissione Affari sociali introduce maggiori tutele e controlli per i trattamenti nei minori con disforia di genere. Focus su sicurezza, trasparenza e consenso informato

Un provvedimento atteso da anni

Questa settimana inizia in Commissione Affari sociali della Camera l’esame del disegno di legge che disciplina l’uso dei farmaci nei minori con diagnosi di disforia di genere. L’iniziativa governativa interviene su un tema dibattuto a livello nazionale e internazionale, con l’obiettivo di regolamentare in modo più stringente i trattamenti farmacologici destinati ai soggetti in età evolutiva.

La disforia di genere è oggi riconosciuta come condizione clinicamente significativa, pur non essendo più classificata come patologia nelle più recenti linee guida internazionali. L’approccio legislativo intende conciliare la tutela dei minori, la responsabilità della medicina pubblica e il bilanciamento tra autodeterminazione e protezione.

Farmaci e limiti di utilizzo

Il cuore del provvedimento è rappresentato dall’articolo 1, che stabilisce condizioni molto precise per l’uso dei farmaci bloccanti della pubertà e degli ormoni mascolinizzanti o femminilizzanti nei minori con diagnosi di disforia di genere.

La somministrazione sarà consentita solo dopo un percorso accurato che includa la valutazione di un’équipe multidisciplinare (medici, psicologi e, se necessario, psichiatri), il completamento di percorsi psicologici e psicoterapeutici e il rilascio del consenso informato. Quest’ultimo dovrà considerare non solo la volontà dei genitori, ma anche quella del minore stesso, in base all’età e al livello di maturità, come previsto dalla legge 219 del 2017.

In assenza di protocolli clinici approvati dal Ministero della Salute, l’autorizzazione ai trattamenti sarà subordinata al parere del Comitato etico nazionale per le sperimentazioni cliniche pediatriche, che fornirà un ulteriore livello di garanzia.

Registro nazionale Aifa e monitoraggio

Il disegno di legge affida ad Aifa il compito di istituire un registro nazionale delle prescrizioni, dispensazioni e trattamenti farmacologici relativi ai farmaci e agli ormoni. La dispensazione potrà avvenire solo attraverso le farmacie ospedaliere, così da assicurare tracciabilità e controllo.

Aifa trasmetterà inoltre al Ministero della Salute, con cadenza semestrale, un rapporto dettagliato sui dati raccolti, offrendo un quadro aggiornato sull’uso dei trattamenti. Questo sistema di monitoraggio intende garantire la massima trasparenza e una valutazione continua della sicurezza.

Il tavolo tecnico permanente del nostro Governo

L’articolo 2 istituisce un tavolo tecnico permanente presso il Ministero della Salute, formato da rappresentanti istituzionali ed esperti designati dal Ministero e dall’Autorità politica per la famiglia.

Il compito dell’organismo sarà quello di analizzare i dati raccolti nel registro, valutare l’andamento dei trattamenti e contribuire alla stesura di una relazione triennale che il Ministro della Salute presenterà alle Camere. L’obiettivo è fornire elementi aggiornati e condivisi per orientare politiche e scelte future.

Il tavolo tecnico, come specificato dal testo, opererà senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

Visite specialistiche e prevenzione

Al di là del quadro normativo, resta centrale il ruolo delle visite specialistiche e dei percorsi multidisciplinari. La disforia di genere richiede una valutazione complessa, che integri aspetti psicologici, clinici e sociali, evitando sia la medicalizzazione precoce sia la sottovalutazione dei bisogni dei minori.

Il confronto con professionisti esperti, la disponibilità di percorsi psicoterapeutici e la sorveglianza clinica costante sono strumenti indispensabili per accompagnare i ragazzi e le famiglie, riducendo i rischi di complicanze e garantendo un approccio più equilibrato.

Un equilibrio tra diritti e tutela dei minori

Il nuovo disegno di legge rappresenta un passaggio delicato in un ambito complesso, dove si intrecciano questioni scientifiche, etiche e sociali. La scelta di puntare su diagnosi multidisciplinari, consenso informato rafforzato e monitoraggio centralizzato indica la volontà di garantire un approccio prudente ma rispettoso dei diritti dei minori.

In un contesto internazionale caratterizzato da posizioni molto diverse, l’Italia sceglie di collocare la tutela dei più giovani al centro, affermando il principio che la sicurezza e la trasparenza devono guidare ogni decisione terapeutica.

Cos’è la disforia di genere nei minori

Cos’è la disforia di genere nei minori

La disforia di genere è definita come il marcato disagio psicologico derivante dalla discrepanza tra il genere assegnato alla nascita e l’identità di genere percepita. Nei bambini più piccoli può manifestarsi con rifiuto persistente dei giochi, dei vestiti o dei ruoli tradizionalmente associati al sesso biologico, oppure con dichiarazioni chiare sul sentirsi appartenere all’altro genere.

Negli adolescenti, i sintomi possono diventare più intensi: ansia, depressione, isolamento sociale, rifiuto delle trasformazioni fisiche legate alla pubertà. Le linee guida internazionali collocano l’esordio tipico tra la prepubertà e l’adolescenza, una fase in cui la condizione può generare forte sofferenza psicologica.

Riconoscere precocemente i segnali e avviare percorsi di valutazione specialistica permette di evitare ritardi diagnostici e di fornire un supporto adeguato a minori e famiglie.

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