{{brizy_dc_image_alt entityId=

Quando si parla di diverticoli, non esistono formaggi vietati in senso assoluto. Non sono infatti considerati un fattore di rischio diretto per la comparsa o l’aggravamento della malattia diverticolare. Tuttavia, è bene consumarli con equilibrio, preferendo le varietà più leggere come ricotta, fiocchi di latte e formaggi freschi magri, limitando invece i formaggi stagionati e ricchi di sale o grassi, come pecorino stagionato o alcuni erborinati.

La chiave è sempre il bilanciamento complessivo della dieta, che deve privilegiare alimenti ricchi di fibre e ridurre l’eccesso di grassi saturi.

Che cos’è la diverticolosi e come si manifesta

La diverticolosi è una condizione caratterizzata dalla formazione di piccole estroflessioni della mucosa intestinale, chiamate diverticoli, che si sviluppano soprattutto a livello del colon. Nella maggior parte dei casi rimane asintomatica e viene scoperta casualmente durante esami diagnostici per altre ragioni.

Quando compaiono sintomi, i più frequenti sono dolore o fastidio addominale, gonfiore, alterazioni dell’alvo come stipsi o diarrea. Solo in una quota di pazienti i diverticoli possono infiammarsi, dando origine alla diverticolite, una condizione più seria che può manifestarsi con dolore intenso localizzato, febbre e alterazioni marcate dell’intestino.

La conoscenza dei sintomi e la tempestiva valutazione specialistica permettono di distinguere le forme lievi da quelle che richiedono un trattamento mirato.

Perché le fibre sono fondamentali

Gli studi dimostrano che una dieta ricca di fibre vegetali, provenienti da frutta, verdura e cereali integrali, è associata a un minore rischio di complicanze diverticolari. Al contrario, un’alimentazione in stile “occidentale”, caratterizzata da carni rosse, fritti e snack industriali, aumenta la probabilità di diverticolite.

Fondamentale è anche l’idratazione: senza un adeguato apporto di acqua, le fibre possono peggiorare la stipsi, ottenendo l’effetto opposto a quello desiderato.

Diverticoli: cosa fare nelle fasi acute

Diverticoli: cosa fare nelle fasi acute

Durante un episodio di diverticolite acuta, l’intestino risulta infiammato e può essere necessario seguire una dieta più leggera, temporaneamente povera di fibre. In questi momenti è consigliabile sospendere formaggi molto grassi e compatti, preferendo cibi morbidi e facilmente digeribili.

Terminata la fase acuta, la reintroduzione graduale di fibre resta la strategia migliore per ridurre il rischio di recidive.

Il mito dei semi e degli alimenti da evitare

Per anni si è creduto che noci, semi, popcorn e frutta con piccoli semi – come kiwi, fragole o pomodori – potessero peggiorare la condizione. Le evidenze scientifiche più recenti hanno smentito questa convinzione: questi alimenti non aumentano il rischio di complicanze diverticolari e, se tollerati, possono contribuire a un corretto appor

Chi soffre di diverticoli deve affidarsi a un gastroenterologo per definire un piano alimentare personalizzato e monitorare l’evoluzione della malattia. Le visite specialistiche aiutano a distinguere i casi che richiedono maggiore attenzione, a identificare i fattori di rischio individuali e a prevenire complicanze.

Un’alimentazione equilibrata, associata a uno stile di vita attivo e alla corretta idratazione, resta la migliore forma di prevenzione primaria.

Costruire una dieta amica dell’intestino

Il messaggio principale è che non esistono divieti assoluti: più che escludere singoli alimenti, serve puntare a un modello nutrizionale complessivo orientato a fibre vegetali, moderazione nei latticini e riduzione di zuccheri e grassi saturi. Questo approccio non solo protegge dai rischi della malattia diverticolare, ma contribuisce anche alla salute generale del sistema digestivo e cardiovascolare.

{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Tiburtina


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore Donna


{{brizy_dc_image_alt entityId=
Parto a domicilio: una scelta sicura solo in gravidanze a basso rischio
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Perché il microbiota è sempre più al centro dell’attenzione dei nutrizionisti
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Neonatologi SIN: “Investire nei primi 1000 giorni del bambino è la chiave per la salute futura”
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Fumo e malattie reumatiche, un legame ignorato che peggiora infiammazioni e dolori articolari
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Demenza precoce, in Italia 24mila persone colpite: l’Iss punta su ricerca e sensibilizzazione
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Obesità e virus respiratori: come la nutrizione influenza le difese immunitarie
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Smartphone e depressione negli adolescenti: la mancanza di sonno è il vero snodo critico
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Disabilità, tre milioni di italiani senza autonomia: cosa serve davvero per garantire i diritti: il triste bilancio delle persone con limitazioni funzionali
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Tumore al rene: diagnosi tardive e importanza della prevenzione
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Infezioni fungine letali: emergenza farmaci e test diagnostici. L’allarme dell’OMS
Torna in alto