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Il sonno rappresenta circa un terzo della nostra vita, ma quando è insufficiente o di scarsa qualità, le conseguenze si riflettono sia sulla salute fisica che mentale. Questo aspetto assume particolare rilevanza nelle persone affette da diabete di tipo 2. Studi dimostrano che dormire meno di 6 ore o più di 9 ore aumenta fino al 50% il rischio di sviluppare questa forma di diabete, incluso il passaggio dallo stato di prediabete. Ogni variazione di un’ora nel sonno comporta un incremento del rischio di diabete dal 9 al 14%.

Alterazioni del sonno e impatto sul metabolismo

Fino a un terzo delle persone con diabete presenta disturbi del sonno rispetto a meno del 10% nella popolazione generale. Questi problemi, che riguardano sia la durata sia la qualità del riposo, causano sonnolenza diurna, deficit di memoria e alterazioni cognitive. In alcuni casi, i disturbi del sonno precedono la diagnosi di diabete, associandosi a insulino-resistenza soprattutto in chi è obeso. L’insonnia, i risvegli frequenti e il sonno frammentato riducono la sensibilità all’insulina e avviano un circolo vizioso che aggrava il controllo glicemico. Inoltre, la carenza di sonno cronica favorisce comportamenti alimentari poco salutari con consumo aumentato di zuccheri e grassi.

Disturbi specifici del sonno nelle persone con diabete

Le apnee ostruttive del sonno sono molto comuni nei diabetici con obesità e causano frequenti risvegli notturni e sonnolenza diurna. Un altro disturbo diffuso è la sindrome delle gambe senza riposo, che interessa circa una persona su cinque con diabete e neuropatia periferica, con sintomi di intorpidimento, formicolio e dolore agli arti inferiori.

Il ruolo dei neurotrasmettitori e degli ormoni

Il sonno è regolato da complessi meccanismi neurochimici che coinvolgono sostanze come il GABA e l’oressina, neurotrasmettitori che influenzano sia il ritmo sonno-veglia sia il metabolismo del glucosio. Nei soggetti con apnee ostruttive, obesità o depressione, i livelli di oressina risultano ridotti, contribuendo alle alterazioni metaboliche. La privazione del sonno provoca inoltre aumento di cortisolo, citochine pro-infiammatorie, alterazioni delle adipochine, incremento della lipolisi e fame aumentata, con cambiamenti ormonali caratterizzati da riduzione della leptina e aumento della grelina.

Cronotipo e diabete: una relazione importante

Il cronotipo, cioè la preferenza individuale per orari di sonno e veglia, incide sul rischio di diabete. Chi predilige orari serali, andando a letto tardi e svegliandosi tardi, ha un rischio aumentato di 2,5 volte di sviluppare diabete di tipo 2 rispetto a chi è mattiniero.

Visite specialistiche e prevenzione del diabete legato al sonno

Visite specialistiche e prevenzione del diabete legato al sonno

La valutazione della qualità e durata del sonno deve diventare parte integrante della gestione clinica del diabete di tipo 2, considerando la sua influenza significativa sul controllo glicemico e sulle complicanze metaboliche. Diagnosi precoce di disturbi del sonno, come apnee ostruttive o sindrome delle gambe senza riposo, e interventi mirati possono migliorare la qualità della vita e i risultati terapeutici. La prevenzione passa anche attraverso la promozione di stili di vita sani, con regolarità nei ritmi sonno-veglia, alimentazione equilibrata e attività fisica, elementi essenziali per ridurre il rischio e migliorare la gestione del diabete.

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