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L'Europa deve gioco forza attrezzarsi in anticipo per quelle che potrebbero essere le future emergenze sanitarie. L'European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) ha pubblicato un documento strategico volto a rafforzare la preparazione degli Stati membri dell'UE/SEE. L'obiettivo è trasformare le lezioni della pandemia di COVID-19 in misure concrete e durature, evitando risposte frammentarie e impreparate a future crisi.

Il piano propone una serie di azioni per rendere i sistemi sanitari più resilienti, migliorare la cooperazione tra Paesi e garantire risorse sufficienti per affrontare eventuali nuove emergenze. Secondo l'ECDC, non è una questione di "se", ma di "quando" si presenterà una nuova crisi sanitaria.

Lezioni apprese dalla pandemia

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Il documento prende spunto non solo dall'esperienza della pandemia di COVID-19, ma anche dalla gestione dell'epidemia di Mpox del 2022-2023. Tra le raccomandazioni principali, emergono:

  • Investire in piani di preparazione aggiornati e verificabili.
  • Garantire una governance chiara e intersettoriale.
  • Potenziamento della sorveglianza sanitaria e della capacità di laboratorio.
  • Migliorare la comunicazione del rischio e la gestione dell'infodemia.

L'Italia viene citata come esempio nell’analisi dell'efficacia della revoca graduale delle restrizioni nel 2020, confermando l'importanza di una strategia basata su dati scientifici e su un'attenta gestione del rischio.

Pilastri chiave del piano

Il documento ECDC si propone come guida pratica per i governi e le autorità sanitarie, delineando misure concrete per la preparazione alle crisi sanitarie.

Governance e ruoli ben definiti

Ogni Paese dovrebbe istituire unità nazionali di preparazione con responsabilità specifiche e un Preparedness Steering Committee, composto da rappresentanti di ministeri chiave come Salute, Interni, Trasporti e Ambiente. Il coinvolgimento politico ad alto livello è essenziale per garantire una risposta efficace.

Piani d’azione aggiornati e interoperabili

I piani di risposta dovrebbero essere allineati agli standard UE e aggiornati ogni due anni. Dovrebbero includere moduli scalabili per adattarsi a minacce di diversa intensità e prevedere attivazioni sia a livello locale che su scala europea.

Analisi del rischio e scenari estremi

Per una preparazione efficace, è necessario utilizzare modelli previsionali, raccogliere dati sanitari e ambientali e condurre simulazioni di worst case scenario, come già avvenuto con il piano pandemico italiano aggiornato.

Formazione e esercitazioni annuali

Ogni Stato dovrebbe realizzare almeno una simulazione multi-agenzia all’anno e implementare programmi di formazione continua per personale sanitario, protezione civile e forze dell’ordine.

Scorte strategiche e logistica

Il piano sottolinea la necessità di:

  • Creare magazzini nazionali e regionali di DPI, farmaci e vaccini.
  • Sviluppare accordi di solidarietà logistica tra Paesi UE.
  • Identificare almeno tre fornitori strategici per ogni risorsa essenziale e verificarne la disponibilità ogni trimestre.

Comunicazione e gestione della fiducia pubblica

La trasparenza nella comunicazione è essenziale per contrastare misinformazione e sfiducia. Il piano suggerisce la pre-costruzione di pacchetti comunicativi per scenari critici (es. sviluppo accelerato di vaccini, varianti resistenti, nuove misure restrittive), pronti per essere diffusi entro 48 ore.

Approccio One Health e sicurezza sanitaria

Le minacce sanitarie non si limitano all’ambito ospedaliero. Il modello One Health, che integra sanità umana, veterinaria e ambientale, è fondamentale per prevenire epidemie e garantire una risposta efficace su più livelli.

Monitoraggio continuo e revisione periodica

Ogni Stato dovrebbe implementare un sistema di autovalutazione annuale della preparazione, presentare report alla Commissione UE e partecipare a una revisione tra pari con altri Paesi per condividere best practice e migliorare la resilienza sanitaria complessiva.

Cosa dobbiamo attenderci

Il piano dell’ECDC rappresenta un passo fondamentale verso una gestione più efficace delle emergenze sanitarie. La sua implementazione richiede collaborazione internazionale, investimenti mirati e un impegno costante per evitare di ripetere gli errori del passato. Una preparazione strutturata non solo ridurrà l’impatto sanitario delle crisi future, ma aiuterà anche a contenere i costi economici e sociali associati alle pandemie.

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