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L’emicrania è una delle condizioni neurologiche più comuni a livello mondiale. Secondo le stime più accreditate, circa una persona su sette convive con questa patologia. Numeri che parlano chiaro: l’emicrania non è un semplice mal di testa, ma una reale causa di disabilità, con ripercussioni profonde sulla salute, sulla vita quotidiana e sull’efficienza lavorativa.

In Europa, le indagini più aggiornate riportano una prevalenza annuale del 78,6% per le cefalee nel loro complesso, mentre l’emicrania si attesta al 35,3%, con valori più elevati tra le donne. In Italia, i dati sono ancora più significativi: si stima che tra il 25% e il 43% della popolazione soffra di emicrania, con incidenza nettamente maggiore nel genere femminile.

Emicrania oggi: una delle principali cause globali di disabilità

Emicrania oggi: una delle principali cause globali di disabilità

L’impatto dell’emicrania è stato riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che l’ha inserita tra le prime venti cause di anni vissuti con disabilità. A livello globale, il Global Burden of Disease Study 2019 ha classificato l’emicrania al secondo posto tra le principali cause di disabilità. Questo dato rende evidente quanto il carico della malattia vada ben oltre il dolore fisico.

Il costo dell’emicrania: non solo salute

I costi legati all’emicrania sono suddivisi in diretti e indiretti. Quelli diretti includono:

  • Visite mediche specialistiche
  • Farmaci
  • Ricoveri ospedalieri
  • Trasporti e dispositivi medici

I costi indiretti, invece, riguardano la perdita di produttività, sia da parte del paziente che dei caregiver. In Europa, le stime parlano di un impatto economico annuo compreso tra 18 e 27 miliardi di euro.

Uno studio italiano ha mostrato che il costo medio annuo per paziente affetto da emicrania si aggira intorno ai 1482 euro, con una marcata differenza tra chi soffre di forme croniche (2037 euro) e chi di forme episodiche (427 euro). Solo l’assistenza ospedaliera legata a questa condizione, nel nostro Paese, comporta un esborso pari a circa 6,4 milioni di euro all’anno.

Produttività ridotta: un altro peso invisibile

Non meno rilevante è il peso dell’emicrania sull’attività lavorativa. Un’indagine condotta su pazienti con almeno quattro giorni di emicrania al mese ha quantificato un costo indiretto medio di 14.368 euro l’anno per persona, causato dalla perdita di produttività. Dati che confermano quanto la patologia impatti negativamente non solo sulla salute, ma anche sull’economia individuale e collettiva.

Riconoscimento ufficiale: l’emicrania come malattia sociale

Nel 2020 è stato compiuto un passo importante: l’Italia ha riconosciuto ufficialmente l’emicrania cronica come malattia sociale. Il provvedimento definisce i criteri diagnostici e include diverse forme di cefalea, tra cui:

  • Emicrania cronica ad alta frequenza
  • Cefalea quotidiana con o senza abuso di farmaci
  • Cefalea a grappolo cronica
  • Emicrania continua
  • Forme parossistiche croniche

Questa legge rappresenta un importante segnale di attenzione verso milioni di persone che vivono quotidianamente con una condizione debilitante.

Nuove strategie regionali per la presa in carico

Con il Decreto del Ministero della Salute del 23 marzo 2023, le Regioni sono state invitate a sviluppare progetti sperimentali per la presa in carico innovativa delle persone affette da cefalea. Sono stati stanziati 5 milioni di euro per ciascun anno (2023 e 2024), con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza e ridurre l’impatto funzionale ed economico della malattia.

Farmaci innovativi, ma accesso limitato

Negli ultimi anni sono stati sviluppati farmaci mirati contro l’emicrania, con risultati promettenti in termini di efficacia. Tuttavia, l’accesso a questi trattamenti è ancora limitato a un numero ristretto di pazienti, spesso per motivi economici o per la mancanza di criteri univoci di prescrizione sul territorio nazionale.

Conclusioni: una sfida sanitaria e sociale

L’emicrania rappresenta una sfida ancora sottovalutata, ma con conseguenze enormi. Migliorare la gestione della malattia aprendo la strada ad esami diagnostici sempre più specializzati, garantire un accesso equo alle cure e aumentare la consapevolezza pubblica sono i prossimi obiettivi per alleggerire un carico che pesa su pazienti, famiglie, sistema sanitario e società intera.

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