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La Sardegna si prepara ad introdurre un cambiamento significativo nella gestione dell'interruzione volontaria di gravidanza (IVG): il trattamento farmacologico potrà essere somministrato anche nei consultori e negli ambulatori territoriali, senza compartecipazione economica da parte delle pazienti. La misura, approvata dalla Giunta regionale, prevede l'avvio di progetti sperimentali per estendere il servizio oltre il regime ospedaliero.

Verso una maggiore accessibilità e autonomia

Il nuovo percorso ambulatoriale è stato definito all'interno di una delibera proposta dall'assessorato regionale alla Sanità. L'intervento prevede l'istituzione di un tavolo tecnico incaricato di individuare una specifica voce da inserire nel nomenclatore tariffario delle prestazioni specialistiche, includendo l'intero iter: dalla somministrazione dei farmaci agli esami di laboratorio, fino alle visite di controllo successive. Il tutto senza alcun onere per l'assistita.

Un ritardo che diventa opportunità di rilancio

Secondo i dati del sistema nazionale di sorveglianza sull'IVG, aggiornati al 2022, la Sardegna risulta in ritardo rispetto ad altre regioni italiane: è ancora elevata la quota di raschiamenti (21% contro una media nazionale del 7,2%) e frequente il ricorso al ricovero ordinario anche per IVG chirurgiche effettuate entro i 90 giorni (11,9% contro il 5% nazionale). Anche la percentuale di interruzioni farmacologiche in ambito ospedaliero è inferiore (38,1% contro 51,3%).

Un cambio di rotta atteso da oltre dieci anni

"Si tratta di una svolta attesa da oltre un decennio" – riferiscono fonti istituzionali della Regione – "che finalmente ci allinea con le esperienze più moderne già attuate in alcune aree del Paese, come l'Emilia-Romagna. La somministrazione domiciliare del farmaco, prevista nei nuovi progetti, rappresenta una scelta di civiltà e di rispetto dell'autonomia femminile".

Integrazioni ai servizi per le famiglie

Nell'ambito dello stesso pacchetto di interventi, la Regione ha approvato anche un potenziamento dei Centri per la Famiglia, con l'obiettivo di riqualificare gli spazi esistenti e rendere i servizi più accessibili e di qualità. L'iniziativa prevede un incremento dei fondi FESR 2021-2027 fino a un totale di 7,6 milioni di euro, destinati in particolare agli "spazi neutri" per la genitorialità assistita.

Assistenza termale, estensione del budget disponibile

La Giunta regionale ha inoltre deliberato un'integrazione di 600mila euro al tetto di spesa per le cure termali, riferite al triennio 2024-2026. Le risorse aggiuntive serviranno a liquidare prestazioni termali già erogate nel 2023 e non coperte dal budget assegnato, nonché a sostenere l'ampliamento dell'offerta nel prossimo futuro, laddove vi siano economie residue.

Visite specialistiche mirate all'interruzione di gravidanza e prevenzione su misura: scegliere consultori ma anche centri diagnostici specializzati

Visite specialistiche mirate all'interruzione di gravidanza e prevenzione su misura: scegliere consultori ma anche centri diagnostici specializzati

In presenza di condizioni che richiedano un supporto ginecologico, psicologico o legato alla salute riproduttiva, è fondamentale poter accedere a visite ginecologiche mirate in centro diagnostici specilalizzate. Consultori, centri famiglia e ambulatori pubblici devono offrire percorsi integrati di ascolto, diagnosi e orientamento clinico, in grado di garantire protezione e risposte adeguate, anche nei casi più delicati. La prevenzione, in questo ambito, passa da un'informazione chiara, da personale formato e da un'organizzazione efficiente dei servizi.

Un modello territoriale per tutelare diritti e salute

L'apertura ai percorsi ambulatoriali e consultoriali per l'IVG farmacologica segna un punto di svolta verso una sanità più vicina alle donne. L'obiettivo è costruire un modello territoriale che integri assistenza, prevenzione e rispetto dell'autodeterminazione, lasciando spazio alla responsabilità e alla cura di prossimità.

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