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Mese denso di impegni per Alessandro Conforti, giovane reumatologo di Civitavecchia, che nel mese di novembre è stato protagonista di due appuntamenti di rilievo per la medicina e la formazione.
Venerdì 7 novembre, a Roma, ha ricevuto il Premio Internazionale “Athena d’Oro” 2025, ideato dalla dottoressa Angelica Loredana Anton e promosso dalla Fondazione Area Cultura ETS. La cerimonia si è tenuta a Palazzo Valentini e ha riunito professionisti del mondo sanitario, culturale e giornalistico per celebrare intelligenza, merito e impegno civile, in sintonia con lo spirito della dea Atena.
Conforti è stato premiato insieme ad altre personalità che si sono distinte nei rispettivi ambiti professionali, in un’edizione che valorizza la dedizione e la responsabilità nel servizio alla comunità.

Un riconoscimento al merito e all’impegno scientifico

Il riconoscimento arriva al termine di un anno particolarmente intenso per Conforti, caratterizzato da attività clinica, ricerca e divulgazione in ambito reumatologico. La cerimonia romana precede di poche ore un secondo evento che lo ha visto protagonista nella sua città: “Immunoreumatology in Civitavecchia 2.0 – The present and the future”, in programma lo scorso sabato 8 novembre all’Hotel De La Ville.
L’iniziativa, accreditata ECM con 7 crediti formativi per 30 partecipanti, conferma il crescente impegno del medico nella formazione continua e nella promozione del confronto tra specialisti.

Immunoreumatology 2.0: focus su diagnosi, imaging e nuove terapie

Nel corso della giornata, Conforti ha aperto i lavori, ha moderato la prima sessione insieme ai colleghi Giancarlo Gimignani e Gian Pio Viti e ha tenuto una lettura dedicata all’edema osseo da algodistrofia, patologia complessa che interessa dolore, funzionalità e recupero del paziente.
Il congresso ha affrontato tematiche di grande attualità come artrite reumatoide, psoriasi e spondiloartriti, con particolare attenzione alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche.
Sono stati approfonditi gli strumenti di imaging e l’ecografia dinamica, fondamentali per individuare precocemente le alterazioni articolari e impostare percorsi terapeutici personalizzati.

Ricerca, casi clinici e formazione integrata

L’evento ha rappresentato un’occasione di confronto fra specialisti provenienti da tutta Italia, con tavole rotonde, discussioni interattive e la presentazione di casi clinici complessi.
Tra gli ospiti, Marco Di Gesù, fisiatra e presidente dell’Associazione Nazionale di Fisiatria Interventistica, e Giulia Santo, ricercatrice italiana attualmente impegnata in Austria.
L’obiettivo è stato quello di promuovere un dialogo costruttivo tra discipline complementari, favorendo la collaborazione tra medici, ricercatori e fisiatri nell’ottica di una medicina sempre più integrata e centrata sul paziente.
In un contesto sanitario in continua evoluzione, l’immunoreumatologia si conferma campo strategico per la gestione di patologie croniche che incidono profondamente sulla qualità della vita.

Visite specialistiche e prevenzione in reumatologia

Le patologie reumatologiche richiedono un approccio di diagnosi precoce e un costante monitoraggio clinico. I sintomi iniziali – dolore articolare persistente, rigidità mattutina, gonfiore o affaticamento – non devono essere sottovalutati.
Oggi le moderne tecniche di imaging consentono di rilevare lesioni infiammatorie anche nelle fasi iniziali, consentendo di intervenire prima che il danno diventi irreversibile.
La prevenzione secondaria, attraverso controlli periodici e strategie personalizzate, rimane uno strumento essenziale per migliorare gli esiti terapeutici e contenere la disabilità a lungo termine.
Un’adeguata educazione del paziente e un dialogo costante con il medico reumatologo rappresentano la base di un percorso di cura efficace e sostenibile.

Formazione continua e nuova generazione di specialisti: il ruolo del reumatologo oggi

Formazione continua e nuova generazione di specialisti: il ruolo del reumatologo oggi

Eventi come “Immunoreumatology 2.0” rafforzano la cultura della formazione scientifica e del confronto tra professionisti.
La nuova generazione di specialisti italiani si distingue per apertura internazionale, capacità di aggiornamento costante e attenzione all’umanizzazione della cura.
Il Premio “Athena d’Oro” e la responsabilità scientifica del congresso di Civitavecchia rappresentano, per Alessandro Conforti, il riconoscimento di un percorso che unisce competenza, passione e servizio al territorio.
Un messaggio chiaro: la qualità della medicina passa anche dalla dedizione dei giovani medici che scelgono di restare in Italia per contribuire alla crescita culturale e professionale del sistema sanitario.

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