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Educare alla salute e alla sostenibilità partendo dal cibo, fin dai primi anni di scuola, significa investire sul benessere individuale e collettivo delle nuove generazioni. È questa la filosofia di MaestraNatura, il progetto di didattica alimentare rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, sviluppato dall’Istituto Superiore di Sanità con il contributo del Ministero della Salute, che torna anche nel 2026 con una nuova edizione del concorso nazionale dedicato alle classi.

Un percorso strutturato, scientificamente fondato e già ampiamente testato, che ha coinvolto oltre 55mila studenti e studentesse, con l’obiettivo di stimolare una riflessione consapevole sul legame tra alimentazione, salute e sostenibilità ambientale, e sul ruolo attivo che ciascuno può avere nel costruire stili di vita più responsabili.

Un progetto educativo basato su evidenze scientifiche

MaestraNatura nasce come iniziativa di educazione alla salute che utilizza il cibo come chiave di lettura trasversale: non solo nutrizione, ma anche ambiente, consumo consapevole, rispetto delle risorse e prevenzione delle malattie croniche. Il percorso è pensato per adattarsi all’età degli studenti, con contenuti e attività modulati tra scuola primaria e secondaria di primo grado.

Alla base del progetto c’è un’impostazione rigorosa, fondata su dati scientifici e sull’esperienza maturata sul campo. La fase di studio preliminare ha permesso di individuare credenze errate e abitudini alimentari scorrette diffuse tra i più giovani, spesso destinate a consolidarsi nell’età adulta se non intercettate precocemente.

Didattica attiva: imparare facendo

Uno degli elementi distintivi di MaestraNatura è l’approccio pratico e partecipativo. Le attività proposte spaziano dagli esperimenti scientifici alla costruzione di menù settimanali equilibrati, pensati anche in dialogo con le mense scolastiche. Non mancano i laboratori di cucina, che coinvolgono le famiglie, e le osservazioni dirette su temi come la germinazione dei semi, il ruolo dell’acqua e la stagionalità degli alimenti.

Nelle scuole secondarie di primo grado il progetto affronta anche argomenti più complessi, come nutrienti, bilancio energetico, spreco alimentare e impatto ambientale delle scelte alimentari. Centrale è inoltre il lavoro sull’analisi critica delle informazioni, per aiutare gli studenti a distinguere tra fonti affidabili e fake news, un aspetto sempre più rilevante nell’era dei social media.

Cibo e comportamenti: cosa emerge dai dati

bella ragazza con verdure colorate che mostrano i pollici in su

I dati raccolti nel corso del progetto restituiscono un quadro chiaro: molte abitudini alimentari possono ancora migliorare. Tra bambini e ragazzi si osserva un consumo insufficiente di frutta e verdura e un ricorso frequente a snack confezionati e prodotti industriali.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda le differenze di genere, che emergono già tra gli 8 e i 14 anni. Le ragazze tendono a consumare più spesso verdure e frutta secca, mentre i ragazzi bevono più acqua ma fanno anche un maggiore consumo di biscotti e snack industriali. Informazioni preziose, che consentono di calibrare meglio gli interventi educativi e di prevenzione.

Il concorso 2026: creatività e sostenibilità

All’interno del progetto torna anche il concorso nazionale per le scuole, rivolto a tutte le classi delle primarie e delle secondarie di primo grado. Il tema scelto per questa edizione è: “Alimentazione e salute del pianeta, la sostenibilità come stile di vita: piccole azioni che cambiano il futuro”.

Alle classi viene chiesto di rappresentare il tema in modo creativo, documentando idee, esperienze, riflessioni o azioni concrete legate alla sostenibilità e ai corretti stili di vita. Un’occasione per tradurre i contenuti appresi in comportamenti reali e condivisi. Le scuole interessate possono aderire entro il 31 gennaio 2026, partecipando attivamente a un percorso che unisce educazione, cittadinanza e salute.

Prevenzione e salute: il valore educativo del cibo

L’educazione alimentare è uno strumento fondamentale di prevenzione primaria, soprattutto in età evolutiva. Promuovere fin da piccoli una dieta equilibrata, la varietà degli alimenti e la consapevolezza delle porzioni contribuisce a ridurre il rischio di sovrappeso, obesità e malattie croniche in età adulta.

In questo contesto, la scuola rappresenta un luogo privilegiato per integrare messaggi di salute con percorsi di osservazione, ascolto e, quando necessario, orientamento verso controlli e valutazioni nutrizionali. Il cibo diventa così un mezzo per parlare di benessere globale, non solo fisico ma anche ambientale e sociale.

Visite specialistiche e prevenzione fin dall’età pediatrica

L’educazione alimentare promossa a scuola rappresenta un primo livello di prevenzione primaria, ma deve integrarsi con un’adeguata sorveglianza sanitaria durante l’infanzia e l’adolescenza. I corretti stili di vita, appresi precocemente, vanno infatti accompagnati da controlli periodici che consentano di intercettare eventuali squilibri nutrizionali, ritardi di crescita o segnali di rischio metabolico.

Le valutazioni pediatriche periodiche, insieme al monitoraggio di peso, statura e composizione corporea, permettono di individuare tempestivamente condizioni come sovrappeso, obesità o carenze nutrizionali. In presenza di abitudini alimentari scorrette o di comportamenti a rischio, l’invio a percorsi di approfondimento nutrizionale e a screening mirati consente di intervenire prima che tali condizioni si consolidino.

In età scolare e preadolescenziale, l’attenzione alla prevenzione include anche l’educazione alla lettura delle etichette, alla gestione dei pasti e al rapporto equilibrato con il cibo, aspetti che contribuiscono al benessere psicofisico complessivo. Un’azione coordinata tra scuola, famiglia e servizi sanitari rafforza l’efficacia degli interventi, trasformando l’educazione alimentare in uno strumento concreto di tutela della salute nel lungo periodo.

Educare oggi per la salute di domani

MaestraNatura dimostra come un progetto di educazione alimentare ben strutturato possa incidere in modo concreto sulla consapevolezza dei più giovani, aiutandoli a sviluppare senso critico, responsabilità e attenzione verso la propria salute e quella del pianeta.

Investire nella formazione alimentare nelle scuole significa agire sulle radici dei comportamenti, favorendo scelte più sane e sostenibili che accompagnano bambini e ragazzi lungo tutto il corso della vita. Un approccio educativo che, partendo dal cibo, costruisce le basi di una cultura della prevenzione e della sostenibilità.

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