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In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di mortalità, con oltre 230.000 decessi annuali attribuibili a infarto, ictus o scompenso cardiaco. L'aterosclerosi è il meccanismo comune alla maggior parte di queste patologie: una condizione che può progredire silenziosamente per anni prima di manifestarsi in modo drammatico.

Numerosi fattori concorrono allo sviluppo dell'aterosclerosi: il fumo di sigaretta, l'ipertensione, il diabete, un'alimentazione squilibrata, la sedentarietà e, soprattutto, l'ipercolesterolemia. La medicina moderna dispone di strumenti efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare, a partire da uno stile di vita corretto fino all'uso di terapie farmacologiche consolidate.

Il gap tra teoria e pratica clinica

Nonostante le evidenze e le linee guida aggiornate per la gestione del rischio cardiovascolare, in molti contesti clinici l'applicazione delle raccomandazioni è ancora insufficiente. I pazienti ad alto rischio, come coloro che hanno già avuto un infarto o un'ischemia, spesso non raggiungono i target terapeutici raccomandati, soprattutto in termini di valori di colesterolo Ldl.

Questo scollamento tra teoria e pratica è uno dei principali ostacoli alla prevenzione secondaria efficace. L'inerzia terapeutica, ovvero il mancato adeguamento delle terapie pur in presenza di indicazioni chiare, è un problema diffuso.

Bring-Up: un intervento nazionale su larga scala per le malattie cardiovascolari

Bring-Up: un intervento nazionale su larga scala per le malattie cardiovascolari

Per colmare questo divario, è stato avviato un progetto su scala nazionale, denominato Bring-Up. L'iniziativa ha coinvolto 189 centri cardiologici distribuiti sull'intero territorio italiano, con l'obiettivo di migliorare concretamente la gestione dell'ipercolesterolemia nei pazienti già colpiti da eventi cardiovascolari.

Nel corso di tre mesi, sono stati arruolati quasi 4.800 pazienti con una storia clinica di infarto miocardico o interventi di rivascolarizzazione coronarica. L'intervento ha previsto un'attenta sorveglianza clinica, l'applicazione sistematica delle linee guida e l'utilizzo di terapie mirate.

Risultati oltre le aspettative

I dati a un anno di follow-up parlano chiaro: la percentuale di pazienti con colesterolo Ldl sotto i 55 mg/dl è passata dal 33% iniziale al 62%. Un traguardo significativo, raggiunto prevalentemente con l'uso combinato di statine ad alta intensità e ezetimibe, farmaci consolidati e dal basso costo.

Questo incremento dimostra che, anche con strumenti già disponibili, è possibile ottenere miglioramenti concreti nella prevenzione delle recidive ischemiche. L'efficacia dell'intervento, se confermata nel lungo periodo, potrebbe rappresentare un modello replicabile in altri ambiti della medicina preventiva.

Terapie efficaci e sostenibili

L'approccio del progetto Bring-Up ha privilegiato l'efficienza e la sostenibilità. Nessun farmaco sperimentale o costoso: solo una gestione rigorosa delle risorse esistenti e una forte aderenza alle linee guida.

Le statine e l'ezetimibe, ben noti e ampiamente disponibili, si sono confermati strumenti essenziali nella riduzione dell'Ldl-C. Il successo del progetto dimostra come la corretta implementazione clinica sia spesso più importante dell'innovazione tecnologica.

Visite specialistiche e prevenzione mirata

Il controllo del colesterolo è solo uno degli aspetti della prevenzione cardiovascolare. Visite periodiche dal cardiologo, monitoraggio dei fattori di rischio, adesione terapeutica e diagnosi precoce rappresentano una rete di protezione essenziale per i pazienti fragili.

Chi ha già avuto un evento cardiovascolare dovrebbe sottoporsi a controlli regolari, con particolare attenzione a sintomi come dolore toracico, dispnea da sforzo, affaticamento improvviso o palpitazioni. La diagnosi precoce delle recidive o delle complicanze permette interventi tempestivi e può fare la differenza tra disabilità e recupero.

Un modello per la prevenzione secondaria

L'iniziativa Bring-Up è un esempio concreto di scienza dell'implementazione applicata alla clinica. Coordinare tanti centri, uniformare i percorsi terapeutici, formare il personale e monitorare i risultati non è stato semplice. Tuttavia, i risultati ottenuti dimostrano che con una strategia coerente è possibile migliorare la salute pubblica anche a costi contenuti.

L'auspicio è che esperienze come questa siano estese ad altri settori, affinando la capacità del sistema sanitario di trasformare le evidenze scientifiche in benefici tangibili per i pazienti.

Conclusioni

Lotta all'ipercolesterolemia, aderenza alle terapie, riduzione dei fattori di rischio e visite specialistiche regolari: la prevenzione cardiovascolare passa da qui. Bring-Up ha dimostrato che i target sono raggiungibili e che la buona medicina si costruisce con competenza, organizzazione e attenzione al paziente.

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