Avere mani e piedi freddi è un’esperienza comune, soprattutto nei mesi invernali. In molte persone, però, la sensazione persiste anche in ambienti riscaldati o non migliora nonostante guanti e calze. Questo fenomeno riguarda più spesso donne, anziani e bambini, ma può interessare chiunque. Nella maggior parte dei casi si tratta di una risposta fisiologica dell’organismo, ma in alcune situazioni può rappresentare un segnale da non ignorare.
Contenuti dell'articolo
Perché le estremità si raffreddano più facilmente
Mani e piedi sono zone periferiche del corpo e hanno una conformazione che favorisce la dispersione del calore. A parità di volume, una superficie più ampia disperde più rapidamente la temperatura verso l’ambiente esterno. Inoltre, queste aree non contengono organi vitali e vengono considerate “sacrificabili” dal punto di vista termico quando l’organismo deve proteggere il cuore, il cervello e gli altri organi interni.
Quando fa freddo o quando il corpo percepisce una condizione di rischio, il flusso di sangue viene ridotto verso le estremità attraverso un meccanismo di vasocostrizione, rendendo mani e piedi più freddi.
Il ruolo del cervello nella percezione del freddo
La sensazione di freddo non dipende solo dalla temperatura esterna. È il cervello a integrare le informazioni provenienti dai recettori termici della pelle e dal sangue che circola nei tessuti. Quando arriva meno sangue caldo alle estremità, i recettori inviano segnali che vengono interpretati come freddo intenso.
Per questo motivo due persone nello stesso ambiente possono avere sensazioni opposte: una può avvertire freddo alle mani e ai piedi, l’altra no. La percezione è influenzata da fattori individuali come metabolismo, composizione corporea e regolazione neurologica.
Donne, anziani e bambini: perché succede più spesso
Alcune categorie sono più predisposte ad avere mani e piedi freddi. Le donne, in media, hanno una minore concentrazione di emoglobina e differenze ormonali che possono influenzare la produzione di calore. Negli anziani, l’età comporta una riduzione della massa muscolare, una minore efficienza metabolica e una circolazione periferica meno efficace.
Anche i bambini molto piccoli disperdono calore più rapidamente, perché hanno un rapporto superficie/volume più elevato e meccanismi di termoregolazione ancora immaturi.
Quando mani e piedi freddi possono indicare un problema di salute

Nella maggior parte dei casi, avere le estremità fredde è un fenomeno benigno. Tuttavia, quando è persistente, associato a dolore, cambiamenti di colore della pelle o altri sintomi, può indicare condizioni che meritano attenzione.
Tra le possibili cause rientrano disturbi della circolazione periferica, alterazioni della regolazione nervosa, anemia, ipotiroidismo e alcune patologie metaboliche. In particolare, la sindrome di Raynaud si manifesta con episodi di vasocostrizione eccessiva delle dita in risposta al freddo o allo stress, con variazioni evidenti di colore cutaneo.
In altri casi, mani e piedi freddi possono essere collegati a diabete, malattie cardiovascolari o all’assunzione di determinati farmaci che influenzano il tono dei vasi sanguigni.
Come riscaldare davvero mani e piedi
Coprirsi solo le estremità spesso non è sufficiente. Per migliorare la temperatura di mani e piedi è più efficace riscaldare il busto, perché è da lì che il cervello decide di aumentare l’afflusso di sangue in periferia. Bere una bevanda calda o consumare un pasto energetico può favorire questo processo.
Anche muoversi aiuta: l’attività fisica aumenta la produzione di calore, migliora la circolazione e porta più sangue caldo alle estremità. Camminare a passo sostenuto o fare semplici esercizi può essere più utile di aggiungere strati di vestiti.
Attenzione ai falsi rimedi
Un errore comune è usare l’alcol per “scaldarsi”. L’alcol provoca una temporanea sensazione di calore perché dilata i vasi sanguigni, ma in realtà aumenta la dispersione termica e può portare a una perdita di calore corporeo, soprattutto in ambienti freddi. Questo comportamento può essere pericoloso, in particolare in situazioni di esposizione prolungata al freddo.
Visite specialistiche e prevenzione
Se la sensazione di mani e piedi freddi è persistente, dolorosa o associata a cambiamenti cutanei, è importante rivolgersi a un professionista sanitario per una valutazione mirata. In alcuni casi possono essere indicati esami del sangue, controlli della funzione tiroidea o valutazioni della circolazione periferica.
La prevenzione passa anche da stili di vita sani: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, controllo dei fattori di rischio cardiovascolare e attenzione alla gestione dello stress contribuiscono a migliorare la circolazione e la risposta dell’organismo al freddo.
Quando il freddo diventa un segnale da ascoltare
Mani e piedi freddi sono spesso una risposta fisiologica normale, ma non vanno sempre ignorati. Capire quando si tratta di un semplice fastidio e quando può essere il segnale di una condizione sottostante permette di intervenire in modo tempestivo, migliorando il benessere generale e prevenendo possibili complicazioni.















