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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), insieme alla Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia (FIGO) e alla Confederazione internazionale delle ostetriche (ICM), ha pubblicato le nuove linee guida sull’emorragia post partum (PPH), la principale causa di mortalità materna a livello globale.

La soglia diagnostica di perdita di sangue è stata abbassata da 500 a 300 millilitri, così da consentire diagnosi e trattamento più rapidi. Una modifica sostanziale, che mira a ridurre i ritardi e a salvare vite in una condizione che colpisce milioni di donne ogni anno e provoca circa 45 mila decessi.

Diagnosi tempestiva e nuove raccomandazioni cliniche

Il documento invita i professionisti sanitari a utilizzare teli graduati per misurare con precisione la perdita ematica, evitando le sottostime che spesso avvengono con la sola valutazione visiva.

Durante la terza fase del travaglio, le linee guida raccomandano la somministrazione di ossitocina o carbetocina termo-stabile, con il misoprostolo come alternativa nei contesti a risorse limitate. Viene inoltre scoraggiata l’episiotomia di routine, a favore di tecniche preventive come il massaggio perineale.

Altro elemento chiave è la prevenzione dell’anemia in gravidanza, un fattore di rischio che amplifica le conseguenze dell’emorragia e che richiede programmi mirati di integrazione nutrizionale e monitoraggio.

Il peso globale dell’emorragia post partum

Lo studio alla base delle nuove soglie, pubblicato su The Lancet, ha analizzato oltre 300.000 casi in 23 Paesi. I dati confermano che la PPH non è sempre prevedibile, ma che la mortalità è prevenibile grazie a cure tempestive.

Paesi ad alto reddito hanno già ridotto drasticamente i tassi di decessi legati al parto, mentre nelle aree a risorse limitate l’emorragia post partum resta una delle prime cause di morte femminile. L’Oms, insieme a UNFPA e ad altri partner globali, ha inserito la prevenzione e il trattamento della PPH nella Global Roadmap for Combatting PPH 2023–2030, con l’obiettivo di dimezzare la mortalità entro il decennio.

Salute materna come priorità di sanità pubblica

L’aggiornamento delle linee guida si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la salute delle donne. La mortalità materna continua a rappresentare una sfida globale, soprattutto in relazione alle disuguaglianze di accesso ai servizi ostetrici, alla carenza di personale formato e alle disparità tra Paesi.

La salute materna è un indicatore cruciale dello sviluppo di un sistema sanitario: garantire gravidanze sicure, parti assistiti e cure tempestive significa proteggere non solo le donne, ma anche i neonati e le comunità.

Visite specialistiche e prevenzione

La prevenzione inizia molto prima del parto. Le donne in gravidanza devono essere seguite con visite ginecologiche regolari, controlli ematici per rilevare eventuale anemia, monitoraggi ecografici e programmi educativi sulla salute riproduttiva.

La disponibilità di protocolli standardizzati, strumenti clinici adeguati e formazione continua per ostetriche e ginecologi rappresenta la chiave per ridurre drasticamente i rischi. Anche l’accesso a strutture sicure e attrezzate resta essenziale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Un impegno globale per salvare madri e bambini

Le nuove linee guida Oms segnano un passo avanti verso un approccio più efficace alla prevenzione e al trattamento dell’emorragia post partum. Intervenire più precocemente, rafforzare i sistemi sanitari e promuovere la salute materna come priorità internazionale significa ridurre decessi evitabili e garantire un futuro più sicuro alle donne e ai loro figli.

La sfida è globale e riguarda l’intera agenda della salute delle donne: dall’accesso alla contraccezione sicura, alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, fino alla gestione delle malattie croniche in gravidanza. L’obiettivo comune è tutelare la vita e il benessere delle donne in ogni fase, dalla giovinezza alla maternità.

Abbassata da 500 a 300 millilitri la soglia per definire l’emorragia post partum. Ogni anno 45 mila decessi nel mondo. Prevenzione e tempestività al centro delle nuove raccomandazioni

Un aggiornamento cruciale per la salute della donna: si parla ancora troppo poco di mortalità materna

Un aggiornamento cruciale per la salute della donna: si parla ancora troppo poco di mortalità materna

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), insieme alla Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia (FIGO) e alla Confederazione internazionale delle ostetriche (ICM), ha pubblicato le nuove linee guida sull’emorragia post partum (PPH), la principale causa di mortalità materna a livello globale.

La soglia diagnostica di perdita di sangue è stata abbassata da 500 a 300 millilitri, così da consentire diagnosi e trattamento più rapidi. Una modifica sostanziale, che mira a ridurre i ritardi e a salvare vite in una condizione che colpisce milioni di donne ogni anno e provoca circa 45 mila decessi.

Diagnosi tempestiva e nuove raccomandazioni cliniche

Il documento invita i professionisti sanitari a utilizzare teli graduati per misurare con precisione la perdita ematica, evitando le sottostime che spesso avvengono con la sola valutazione visiva.

Durante la terza fase del travaglio, le linee guida raccomandano la somministrazione di ossitocina o carbetocina termo-stabile, con il misoprostolo come alternativa nei contesti a risorse limitate. Viene inoltre scoraggiata l’episiotomia di routine, a favore di tecniche preventive come il massaggio perineale.

Altro elemento chiave è la prevenzione dell’anemia in gravidanza, un fattore di rischio che amplifica le conseguenze dell’emorragia e che richiede programmi mirati di integrazione nutrizionale e monitoraggio.

Il peso globale dell’emorragia post partum

Lo studio alla base delle nuove soglie, pubblicato su The Lancet, ha analizzato oltre 300.000 casi in 23 Paesi. I dati confermano che la PPH non è sempre prevedibile, ma che la mortalità è prevenibile grazie a cure tempestive.

Paesi ad alto reddito hanno già ridotto drasticamente i tassi di decessi legati al parto, mentre nelle aree a risorse limitate l’emorragia post partum resta una delle prime cause di morte femminile. L’Oms, insieme a UNFPA e ad altri partner globali, ha inserito la prevenzione e il trattamento della PPH nella Global Roadmap for Combatting PPH 2023–2030, con l’obiettivo di dimezzare la mortalità entro il decennio.

Salute materna come priorità di sanità pubblica

L’aggiornamento delle linee guida si inserisce in un quadro più ampio che riguarda la salute delle donne. La mortalità materna continua a rappresentare una sfida globale, soprattutto in relazione alle disuguaglianze di accesso ai servizi ostetrici, alla carenza di personale formato e alle disparità tra Paesi.

La salute materna è un indicatore cruciale dello sviluppo di un sistema sanitario: garantire gravidanze sicure, parti assistiti e cure tempestive significa proteggere non solo le donne, ma anche i neonati e le comunità.

Visite specialistiche e prevenzione

La prevenzione inizia molto prima del parto. Le donne in gravidanza devono essere seguite con visite regolari, controlli ematici per rilevare eventuale anemia, monitoraggi ecografici e programmi educativi sulla salute riproduttiva.

La disponibilità di protocolli standardizzati, strumenti clinici adeguati e formazione continua per ostetriche e ginecologi rappresenta la chiave per ridurre drasticamente i rischi. Anche l’accesso a strutture sicure e attrezzate resta essenziale, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Un impegno globale per salvare madri e bambini

Le nuove linee guida Oms segnano un passo avanti verso un approccio più efficace alla prevenzione e al trattamento dell’emorragia post partum. Intervenire più precocemente, rafforzare i sistemi sanitari e promuovere la salute materna come priorità internazionale significa ridurre decessi evitabili e garantire un futuro più sicuro alle donne e ai loro figli.

La sfida è globale e riguarda l’intera agenda della salute delle donne: dall’accesso alla contraccezione sicura, alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmesse, fino alla gestione delle malattie croniche in gravidanza. L’obiettivo comune è tutelare la vita e il benessere delle donne in ogni fase, dalla giovinezza alla maternità.

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