{{brizy_dc_image_alt entityId=

Spesso la muffa viene sottovalutata, trattata come un semplice disagio legato all’umidità o alla scarsa aerazione degli ambienti. In realtà può essere un nemico silenzioso della salute, con conseguenze anche gravi per l’apparato respiratorio. La sua presenza all’interno delle abitazioni, soprattutto in ambienti come il bagno, la camera da letto o nei sistemi di climatizzazione, può favorire l’insorgere di disturbi respiratori cronici come asma, riniti, allergie e in alcuni casi polmonite da ipersensibilità.

La polmonite da ipersensibilità e il ruolo della muffa negli ambienti domestici

Una condizione da non sottovalutare è proprio la polmonite da ipersensibilità, provocata dall’esposizione ripetuta a spore e particelle irritanti. I sintomi più comuni includono tosse persistente, fiato corto, affaticamento fisico e mentale, e possono peggiorare in assenza di una diagnosi precoce o se l'esposizione non viene interrotta. Le muffe si sviluppano in presenza di umidità costante, infiltrazioni d’acqua, scarsa ventilazione e temperature elevate, condizioni spesso presenti in molte abitazioni.

Un caso su quattro è collegato alla presenza di muffa in casa

Una recente indagine condotta su pazienti affetti da polmonite da ipersensibilità ha rilevato un legame diretto tra la patologia e l’esposizione a muffe domestiche. I dati suggeriscono che il 25% dei casi analizzati potrebbe essere associato alla presenza di muffa in ambienti come camere da letto, bagni o impianti di aria condizionata. In alcuni pazienti sono stati rilevati più punti critici all’interno della stessa abitazione, con una compromissione severa della capacità respiratoria che ha richiesto in molti casi l’ossigenoterapia.

I sintomi da non ignorare causati dalla muffa: attenzione a tosse, fiato corto e stanchezza ricorrente

I sintomi da non ignorare causati dalla muffa: attenzione a tosse, fiato corto e stanchezza ricorrente

Quando si è in presenza di umidità persistente e muffa visibile, il corpo può iniziare a manifestare segnali chiari ma spesso trascurati: una tosse che non passa, difficoltà respiratorie, senso di stanchezza costante, fastidi al torace. Tali disturbi possono indicare una condizione più seria e non vanno sottovalutati, soprattutto se si riscontrano miglioramenti durante soggiorni prolungati fuori casa o in ambienti ben ventilati e privi di muffa.

Dove si annida più spesso la muffa domestica

Gli ambienti più frequentemente contaminati sono:

  • Bagni con scarso ricambio d’aria o perdite d’acqua
  • Camere da letto, in particolare dietro armadi e testiere vicino a pareti fredde
  • Unità di climatizzazione centralizzate, che possono diffondere spore in tutta la casa
  • Cucine, dove si sommano umidità da cottura e condensa

In alcune abitazioni sono state trovate tracce significative in più stanze contemporaneamente, aumentando il rischio di inalazione continua di spore.

Il miglioramento dopo l’eliminazione dell’esposizione

Tra i pazienti monitorati, quelli che hanno eliminato la fonte di esposizione – con lavori di bonifica e maggiore ventilazione – hanno ottenuto risultati importanti. Oltre il 12% ha mostrato un recupero sensibile della funzione respiratoria, anche tra coloro che presentavano già danni fibrotici ai polmoni, generalmente considerati più difficili da trattare.

Visite specialistiche, diagnosi e prevenzione: cosa fare se si sospetta un problema respiratorio legato alla muffa

Chi presenta sintomi respiratori persistenti e vive in ambienti con muffa visibile dovrebbe rivolgersi a uno specialista pneumologo per valutare l’origine del problema. Gli esami diagnostici più utili includono:

  • TAC del torace
  • Test di funzionalità respiratoria (spirometria)
  • Emogasanalisi
  • Valutazione allergologica

È inoltre fondamentale:

  • Identificare e rimuovere le fonti di umidità
  • Migliorare il ricambio d’aria con sistemi di ventilazione o deumidificatori
  • Utilizzare vernici antimuffa e materiali traspiranti
  • Bonificare gli impianti di condizionamento almeno una volta l’anno

La prevenzione è la vera arma per proteggere i polmoni e la qualità della vita domestica, soprattutto in presenza di bambini, anziani o persone con patologie pregresse.

Un rischio sottovalutato ma modificabile

La muffa rappresenta una causa sottovalutata ma evitabile di gravi patologie respiratorie. Riconoscere tempestivamente i segnali d’allarme, affidarsi a specialisti e intervenire sull’ambiente domestico sono passi essenziali per prevenire complicanze anche gravi. Respirare aria pulita non è un lusso, ma un diritto, soprattutto dentro casa.

{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Tiburtina


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore Donna


{{brizy_dc_image_alt entityId=
Vaccinazioni, cresce la fiducia ma resta bassa la percezione del rischio: i dati Censis sul rapporto degli italiani con i vaccini
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Obesità e demenza: un pericoloso legame. Il cervello si protegge anche a tavola e in palestra
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Italia e gli studi di Fase I in oncologia: sfide e opportunità
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Malattie cardiovascolari in pericoloso aumento nelle civiltà del benessere: in Europa un decesso su tre è causato dal cuore
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Sportello nutrizionale a Roma: nuova iniziativa per contrastare l’obesità infantile
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Perché il microbiota è sempre più al centro dell’attenzione dei nutrizionisti
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Terzo Congresso Nazionale Infermieri: i sindacati delle professioni sanitarie attaccano la FNOPI
{{brizy_dc_image_alt entityId=
STRAORDINARI E TASSAZIONE AL 5%, NURSING UP: “IL PARERE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CONFERMA CIÒ CHE RIPETIAMO DA MESI: IL RICHIAMO IN PRONTA DISPONIBILITÀ È STRAORDINARIO, SENZA DISTINZIONI
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Polifenoli e cuore: come ripartire dopo le festività senza rinunciare al gusto
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Tumore del colon-retto: prima causa di mortalità oncologica sotto i 50 anni negli Usa, i numeri e la prevenzione in Italia
Torna in alto