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Pubblicate le nuove raccomandazioni della Società italiana di obesità, frutto del lavoro di 30 società scientifiche. L’obiettivo è uniformare diagnosi e trattamenti, ridurre le disuguaglianze e riconoscere la malattia dell'obesità come priorità di salute pubblica.

Sono state presentate a Trieste le nuove linee guida italiane per la diagnosi e la cura dell’obesità, elaborate dalla Società italiana di obesità (Sio) con il contributo di 30 società scientifiche. Il documento raccoglie tutte le evidenze scientifiche disponibili fino a dicembre 2024 e rappresenta oggi il riferimento più aggiornato a livello internazionale.

Il presidente Sio, Silvio Buscemi, ha sottolineato come le nuove indicazioni mirino a “mettere ordine e tracciare un percorso equilibrato e corretto” nella gestione di una malattia che interessa milioni di italiani e che comporta costi sanitari e sociali crescenti.

Obesità, una malattia riconosciuta per legge

In Italia è in corso l’iter di una nuova legge nazionale che riconosce ufficialmente l’obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. La proposta ha già ottenuto l’approvazione della Camera dei Deputati ed è ora all’esame del Senato. Il provvedimento prevede l’inserimento dell’obesità tra le priorità delle politiche sanitarie e l’inclusione di prestazioni specifiche nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Si tratta di un passaggio rilevante, che mira a superare la visione riduttiva dell’obesità come semplice questione estetica o di scelte individuali, riconoscendola come condizione patologica complessa che necessita di un approccio strutturato e multidisciplinare.

Parametri e strumenti di diagnosi

Le linee guida confermano il ruolo del Body Mass Index (Bmi) come strumento di riferimento, pur riconoscendone i limiti. A questo parametro vengono affiancati indicatori più specifici, come il rapporto vita/altezza e vita/bacino, utili per individuare sovrappeso e obesità lieve e per evidenziare la componente viscerale nei casi più gravi.

Non è invece raccomandato l’uso routinario di esami di composizione corporea come bioimpedenziometria o Dexa, poiché non aggiungono elementi decisivi nella diagnosi clinica di obesità.

Stile di vita e ruolo della dieta

Il documento ribadisce che il trattamento medico-nutrizionale è il cardine della gestione dell’obesità. La dieta mediterranea è indicata come modello alimentare più salutare, mentre diete chetogeniche o molto restrittive possono essere considerate solo in casi selezionati, senza evidenze di superiorità nel lungo periodo.

Accanto alla dieta, le linee guida valorizzano l’attività fisica regolare, la valutazione del comportamento alimentare e il supporto psicologico. Questi interventi integrati hanno un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità della vita e nel mantenere i risultati raggiunti.

Farmaci e chirurgia: quali opzioni

I farmaci anti-obesità sono oggi considerati strumenti molto efficaci, da scegliere in base alle caratteristiche cliniche del paziente e alle comorbidità. Tuttavia, la mancanza di rimborsabilità resta una barriera che limita l’accesso ai trattamenti, creando disparità tra chi può permetterseli e chi no.

Nei casi di obesità grave, con Bmi superiore a 40, la chirurgia bariatrica resta l’opzione più efficace, ma va considerata con attenzione per i rischi di complicanze intra- e post-operatorie. La chirurgia deve essere praticata esclusivamente in centri di riferimento specializzati, con strutture adeguate alla gestione dei pazienti con obesità estrema.

Il ruolo chiave delle visite e della prevenzione: l'obesità è un nemico subdolo e silente

Il ruolo chiave delle visite e della prevenzione: l'obesità è un nemico subdolo e silente

Le nuove linee guida sottolineano l’importanza delle visite mediche regolari e in particolare affidandosi a nutrizionisti ed endocrinologi, per monitorare il peso, la circonferenza addominale e i parametri metabolici, soprattutto nei pazienti con fattori di rischio. La prevenzione dell’obesità passa attraverso controlli periodici, educazione alimentare nelle scuole, promozione dell’attività fisica e politiche pubbliche orientate a creare ambienti più salutari.

La diagnosi precoce e il monitoraggio clinico consentono di ridurre l’evoluzione verso forme gravi e di prevenire le complicanze correlate, come diabete di tipo 2, ipertensione, malattie cardiovascolari e respiratorie.

Una sfida sanitaria e culturale

Secondo la Sio, l’obesità non può essere affrontata solo come problema individuale: richiede politiche integrate di salute pubblica, investimenti in prevenzione e accesso equo ai trattamenti. Le nuove linee guida rappresentano uno strumento essenziale per uniformare le cure, migliorare la formazione dei professionisti e rafforzare la consapevolezza dei pazienti.

Il presidente Buscemi ha sottolineato la necessità di ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle terapie e di promuovere studi clinici che tengano conto in maniera equilibrata delle differenze di genere, per garantire trattamenti più mirati ed efficaci.

L’obesità è oggi riconosciuta come una malattia complessa, ma anche come una sfida sociale e culturale. Le nuove linee guida, insieme al percorso legislativo avviato, tracciano la strada per una gestione moderna e inclusiva, basata su scienza, prevenzione e diritti dei pazienti.

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