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Quando il peso condiziona le difese dell’organismo

L’obesità non è soltanto un aumento di massa corporea, ma un vero fattore che altera l’equilibrio biologico dell’organismo. Le ricerche degli enti nazionali e internazionali che si occupano di salute pubblica mostrano come il tessuto adiposo in eccesso produca molecole infiammatorie che indeboliscono le difese immunitarie, rendendo il corpo più vulnerabile a virus, infezioni respiratorie e forme di infiammazione cronica. Tra i giovani, questo fenomeno sta diventando sempre più evidente: sedentarietà, ore passate al computer, alimentazione irregolare e ritmi di sonno alterati creano un terreno fertile per squilibri che incidono sia sul peso sia sul sistema immunitario.

Il ruolo dell’infiammazione silente

L’eccesso di grasso, soprattutto quello viscerale, stimola un’infiammazione di basso grado che può indebolire le risposte immunitarie. Le istituzioni che monitorano i fattori di rischio per le malattie croniche sottolineano come questa “infiammazione silente” favorisca un maggiore rischio di infezioni e una guarigione più lenta. Il corpo, impegnato costantemente a tenere sotto controllo l’infiammazione prodotta dall’obesità, risponde meno efficacemente agli stimoli esterni e ha una minore capacità di proteggere le vie respiratorie, che sono le prime a essere coinvolte in inverno.

Stili di vita e scelte alimentari che fanno la differenza

Uno dei punti centrali nella prevenzione dell’obesità e nel rafforzamento dell’immunità è la qualità dell’alimentazione. Gli enti che si occupano di nutrizione pubblica ribadiscono l’importanza di una dieta ricca di frutta, verdura, fibre, cereali integrali e grassi polinsaturi. La Dieta Mediterranea, considerata un modello globale di salute, aiuta a ridurre l’infiammazione, stabilizza il peso corporeo e fornisce micronutrienti essenziali come vitamina C, zinco e antiossidanti, fondamentali per sostenere il sistema immunitario. Al contrario, un’alimentazione basata su zuccheri raffinati, snack ultraprocessati e bevande zuccherate aumenta il rischio di accumulo adiposo e riduce l’efficienza delle difese dell’organismo.

Giovani e sedentarietà, un binomio da spezzare

Uno dei problemi più ricorrenti tra adolescenti e giovani adulti è l’aumento della sedentarietà. Le ore trascorse davanti a smartphone, computer, playstation o piattaforme streaming hanno ridotto drasticamente l’attività fisica quotidiana. Le istituzioni sanitarie evidenziano come bastino 150 minuti di movimento alla settimana per migliorare il metabolismo, stabilizzare il peso e potenziare le difese immunitarie. L’attività fisica migliora la circolazione dei globuli bianchi, aumenta la capacità respiratoria e riduce l’infiammazione prodotta dal tessuto adiposo, diventando così un alleato costante nella prevenzione dell’obesità.

Vitamina D e esposizione all’aria aperta

La vitamina D, che il nostro corpo produce principalmente grazie all’esposizione alla luce solare, svolge un ruolo importante nella regolazione del sistema immunitario. Gli istituti che monitorano i livelli di carenza nella popolazione segnalano come i giovani, trascorrendo sempre più tempo al chiuso, presentino livelli medi più bassi rispetto al passato. Passare almeno 20-30 minuti al giorno all’aria aperta, preferibilmente camminando o facendo attività leggera, contribuisce non solo a migliorare la sintesi della vitamina D ma anche a mantenere un peso più stabile, migliorare l’umore e ridurre i comportamenti sedentari.

Ecco perché l’obesità indebolisce soprattutto le difese dei più giovani

Ecco perché l’obesità indebolisce soprattutto le difese dei più giovani

L’età giovanile dovrebbe essere il periodo con il massimo potenziale immunitario. Tuttavia, quando si accumula eccesso di peso, l’organismo entra in uno stato di stress metabolico. I ricercatori dei principali centri studi ricordano che gli adipociti in eccesso producono citochine infiammatorie che interferiscono con il corretto funzionamento delle cellule immunitarie. Il risultato è una riduzione della capacità di rispondere ai virus stagionali, una maggiore predisposizione a infezioni respiratorie e un rallentamento dei processi di recupero. Questo fenomeno è stato osservato in diversi studi dedicati alla popolazione giovane, che mostrano una crescente correlazione tra obesità, deficit immunitario e peggior risposta ai comuni patogeni invernali.

Visite specialistiche e prevenzione mirata

Per affrontare in modo efficace il legame tra peso, infiammazione e sistema immunitario, le istituzioni sanitarie raccomandano visite periodiche presso specialisti dell’alimentazione e della prevenzione metabolica. Le valutazioni devono includere controllo del peso, monitoraggio della massa grassa, esami del metabolismo glucidico e lipidico e, quando indicato, analisi dei livelli di vitamina D. Anche le visite pediatriche e quelle rivolte ai giovani adulti rappresentano un tassello fondamentale: individuare precocemente segnali come stanchezza ricorrente, infezioni frequenti, difficoltà respiratorie o aumento rapido del peso permette di intervenire con piani personalizzati. La prevenzione non riguarda solo la diagnosi, ma anche l’educazione: équipe multidisciplinari, enti sanitari e associazioni impegnate nella promozione della salute stanno sviluppando programmi dedicati alla corretta alimentazione, all’attività fisica e alla consapevolezza dei comportamenti a rischio.

Educare alle buone abitudini per proteggere le difese

Costruire una cultura della salute nei giovani significa promuovere scelte consapevoli già nelle scuole e nelle famiglie. Le istituzioni che si occupano di benessere giovanile suggeriscono programmi educativi che includano attività fisica quotidiana, laboratori di educazione alimentare, momenti di confronto su sonno, stress e uso dei dispositivi digitali. L’obiettivo è semplice: rendere naturale ciò che oggi appare straordinario, ovvero mangiare in modo equilibrato, muoversi ogni giorno, vivere più tempo all’aria aperta, ridurre l’abuso di schermi e rafforzare il rapporto con il proprio corpo. Il potenziamento del sistema immunitario passa proprio da queste abitudini quotidiane, che se consolidate in giovane età hanno effetti positivi per tutta la vita.

Verso una nuova alleanza tra giovani e salute

Combattere l’obesità e proteggere il sistema immunitario dei più giovani non è solo un obiettivo clinico, ma una priorità sociale. Promuovere stili di vita sani significa ridurre nel lungo periodo il rischio di malattie croniche, migliorare il benessere psicologico e costruire una generazione più consapevole. Le istituzioni, gli enti di ricerca e le associazioni dedicate alla salute pubblica sottolineano che la prevenzione è la vera arma vincente: un equilibrio tra alimentazione corretta, movimento, aria aperta e monitoraggio specialistico può diventare la chiave per garantire un futuro più sano e resiliente.

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