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Il tumore al seno continua a rappresentare la neoplasia più diffusa tra le donne a livello globale. Nonostante i progressi terapeutici e diagnostici abbiano ridotto in modo significativo la mortalità, resta fondamentale mantenere alta la consapevolezza individuale e collettiva. L’“Ottobre Rosa”, il mese internazionale dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione del carcinoma mammario, è l’occasione per ricordare l’importanza degli screening, delle corrette pratiche di autocontrollo e del ruolo delle professioni sanitarie, in particolare delle ostetriche, che accompagnano le donne in ogni fase della vita.

La diffusione del carcinoma mammario

Il carcinoma della mammella è al primo posto per incidenza tra le donne: ogni anno vengono diagnosticati oltre 50 mila nuovi casi in Italia, con un impatto che interessa in misura crescente anche fasce di età più giovani. Negli ultimi decenni, tuttavia, la mortalità è calata di circa il 40% nei Paesi ad alto reddito grazie alla diffusione dei programmi di screening, all’accesso tempestivo ai percorsi di cura e ai progressi della ricerca farmacologica e chirurgica. Nonostante ciò, il tumore al seno resta una delle principali cause di morte oncologica femminile e richiede costante attenzione sul fronte della prevenzione.

Autopalpazione e consapevolezza

L’autopalpazione è una pratica semplice, gratuita e alla portata di tutte, che consente alle donne di conoscere meglio il proprio corpo e rilevare eventuali cambiamenti. Non sostituisce gli esami diagnostici, ma rappresenta un prezioso alleato soprattutto tra i 20 e i 40 anni, età non coperta dai programmi di screening mammografico. La tecnica prevede due momenti: l’osservazione allo specchio e la palpazione manuale, preferibilmente sdraiate. Il periodo consigliato è tra il settimo e il decimo giorno del ciclo mestruale, quando il seno è meno sensibile. Qualsiasi anomalia — noduli, retrazioni cutanee, secrezioni — deve portare a una visita specialistica.

Screening mammografico in Italia

Nel nostro Paese i programmi di screening mammografico garantiscono un esame gratuito ogni due anni per le donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Alcune Regioni hanno avviato l’estensione della fascia fino ai 74 anni e, in via sperimentale, anche a partire dai 45 anni. Queste misure, secondo gli esperti, potrebbero determinare una ulteriore riduzione della mortalità. La mammografia resta oggi il metodo più efficace per individuare lesioni anche di piccole dimensioni, quando la malattia non ha ancora dato sintomi e può essere trattata con maggiori probabilità di successo.

Il ruolo educativo delle ostetriche

Le ostetriche svolgono una funzione centrale nel percorso di prevenzione. Accanto alle visite ginecologiche, possono supportare le donne nella corretta pratica dell’autopalpazione, informarle sui programmi di screening attivi e sensibilizzarle sull’importanza della diagnosi precoce. L’attività educativa è parte integrante della loro missione professionale e contribuisce a creare una rete di fiducia che rafforza la partecipazione attiva delle donne. La prevenzione, infatti, non è solo un atto clinico, ma un processo culturale che passa anche dalla comunicazione chiara e dall’empowerment delle pazienti.

Una presa in carico multidisciplinare

La cura e la prevenzione del tumore al seno non si esauriscono nell’azione di un singolo professionista. Radiologi, oncologi, chirurghi, senologi, ostetriche, psicologi e infermieri concorrono a costruire percorsi di diagnosi, trattamento e riabilitazione personalizzati. La multidisciplinarità è la chiave per garantire non solo la sopravvivenza, ma anche la qualità della vita delle donne, dalla prevenzione primaria al follow up post-terapia. Ogni fase richiede un approccio integrato, che tenga conto degli aspetti fisici, psicologici e sociali della malattia.

Visite specialistiche e prevenzione mirata

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La prevenzione efficace passa anche da visite periodiche mirate, che consentono di monitorare lo stato di salute del seno. Le visite senologiche e gli esami strumentali, come mammografia ed ecografia, sono fondamentali per intercettare precocemente eventuali anomalie. Nelle donne con familiarità o fattori di rischio genetico, come mutazioni BRCA, la sorveglianza deve essere ancora più attenta, con programmi di screening personalizzati e iniziative di prevenzione primaria. Una diagnosi precoce consente non solo di ridurre la mortalità, ma anche di limitare la necessità di trattamenti invasivi.

Tumore al seno e salute delle donne

L’Ottobre Rosa non è soltanto un momento di sensibilizzazione, ma un richiamo più ampio alla salute delle donne in tutte le sue dimensioni. Investire sulla prevenzione del tumore al seno significa rafforzare politiche di salute pubblica attente ai bisogni femminili, dalla salute riproduttiva alla menopausa, dall’alimentazione allo stile di vita. La battaglia contro il carcinoma mammario è emblematica di una sfida più ampia: garantire pari accesso a cure di qualità, promuovere la consapevolezza individuale e sostenere le donne nel loro percorso di salute lungo tutto l’arco della vita.

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