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In Italia, oltre il 25% della popolazione presenta livelli elevati di "colesterolo cattivo", una condizione che rappresenta un fattore di rischio rilevante per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, ancora oggi tra le principali cause di morte nei Paesi occidentali. La prevenzione passa attraverso uno stile di vita equilibrato, un’alimentazione corretta, l’attività fisica regolare e, secondo le più recenti evidenze scientifiche, anche attraverso la perdita di peso.

La ricerca scientifica e la conferma internazionale

Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ha dimostrato come ogni chilogrammo perso si associ a una riduzione di 1,28 mg/dL del colesterolo LDL, definito comunemente “cattivo”. La ricerca, che ha analizzato 73 studi clinici con oltre 32mila partecipanti, ha inoltre evidenziato una riduzione media di 4 mg/dL dei trigliceridi e un incremento del colesterolo HDL, quello considerato “buono”.

Il peso della prevenzione globale

A livello internazionale, secondo i dati diffusi da Nature Reviews Cardiology, il colesterolo elevato è responsabile di oltre 98 milioni di casi di disabilità e di 4,4 milioni di decessi ogni anno. Un dato che richiama l’urgenza di rafforzare politiche sanitarie mirate, campagne di informazione e percorsi di prevenzione strutturati.

Il colesterolo super cattivo e le nuove linee guida europee

Il colesterolo super cattivo e le nuove linee guida europee

Le più recenti linee guida redatte dalla European Society of Cardiology e dalla European Atherosclerosis Society hanno spostato l’attenzione dal colesterolo totale al colesterolo LDL e alla Lipoproteina(a), considerata un “colesterolo super cattivo”. Quest’ultima, infatti, presenta caratteristiche tali da aumentare in maniera significativa il rischio cardiovascolare, anche nei soggetti che non hanno altri fattori predisponenti.

Visite specialistiche e prevenzione mirata

La diagnosi precoce dell’ipercolesterolemia è fondamentale per ridurre il rischio di complicanze. Le visite specialistiche prevedono esami ematochimici mirati al controllo del profilo lipidico completo: colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi e, sempre più spesso, Lipoproteina(a). Lo specialista può impostare un piano personalizzato che unisce modifiche dello stile di vita, programmi nutrizionali mirati, attività fisica regolare e, se necessario, terapia farmacologica. La prevenzione primaria – basata su screening periodici anche in assenza di sintomi – è uno strumento imprescindibile per contenere il rischio di infarto e ictus.

Stili di vita e cambiamenti quotidiani, giorno per giorno

L’attività fisica praticata con costanza, la riduzione del consumo di grassi saturi e zuccheri semplici, il controllo del peso corporeo e la sospensione del fumo sono azioni concrete che contribuiscono a mantenere in equilibrio i livelli di colesterolo. Anche la moderazione nel consumo di alcol e l’aumento dell’apporto di fibre con frutta, verdura e cereali integrali hanno un ruolo centrale.

Campagne di sensibilizzazione e impegno istituzionale

Per diffondere consapevolezza sull’importanza di proteggere il cuore, nasce la campagna “E tu, hai a cuore il tuo cuore?”, promossa dalla Fondazione Cuore e Circolazione “Il Cuore Siamo Noi” della Società Italiana di Cardiologia, in occasione della Giornata mondiale del cuore. Lo spot televisivo, in onda sulle principali reti nazionali, ha l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sull’importanza del controllo del colesterolo come pilastro della prevenzione cardiovascolare.

Il valore di ogni chilo perso per la salute

La relazione proporzionale tra perdita di peso e abbassamento del colesterolo cattivo rappresenta un messaggio chiave per la salute pubblica: anche piccoli cambiamenti possono generare grandi benefici. Ogni chilo in meno sul proprio peso corporeo si traduce in un abbattimento concreto del rischio cardiovascolare, un dato che rafforza l’importanza di programmi di prevenzione personalizzati e di un impegno costante verso uno stile di vita più sano.

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