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Il ritorno all’ora solare, con i suoi sessanta minuti di sonno aggiuntivi, non è soltanto una questione di lancette. Per il nostro organismo rappresenta un vero e proprio beneficio: il livello di cortisolo, l’ormone dello stress, si abbassa, con effetti positivi documentati sulle malattie cardiovascolari. Studi scientifici hanno mostrato che il lunedì successivo al cambio dell’ora è quello con il minor numero di infarti cardiaci nell’anno.

Il sonno come cura naturale del cuore e della mente. E non solo

Il sonno è il momento in cui il cervello si “ripulisce” grazie al flusso glinfatico, disattiva i sistemi di allerta e rigenera le proprie risorse. Dormire un’ora in più significa dare al corpo un’occasione di ripristinare gli equilibri alterati dalla vita quotidiana, riducendo la pressione arteriosa, l’infiammazione e l’attività del sistema nervoso simpatico, responsabile delle risposte allo stress.

Non tutti beneficiano dell’ora solare: scopriamo perché

Non tutti beneficiano dell’ora solare: scopriamo perché

Se per molti la notte dell’ora solare è un piccolo regalo, per altri si trasforma in un fastidio simile a un jet lag biologico. Persone che soffrono di emicrania, insonnia, ansia o depressione possono accusare difficoltà di adattamento, con sonno disturbato, stanchezza e irritabilità. In questi casi il reset del nostro orologio interno, guidato dall’ipotalamo, risulta più lento. Un supporto può arrivare da abitudini regolari e, in alcuni casi, dall’uso controllato della melatonina.

L’epidemia silenziosa di insonnia

Viviamo in una società che riduce il tempo dedicato al riposo, sostituito da connessioni continue, luce blu degli schermi e ansie da prestazione. L’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di una vera e propria epidemia di insonnia che colpisce milioni di persone. Dormire bene diventa un atto rivoluzionario: permette di prevenire disturbi cognitivi, ridurre il rischio di depressione e proteggere la salute cardiovascolare.

Visite specialistiche e prevenzione: esami neurologici mirati

Per chi soffre di disturbi del sonno ricorrenti, è fondamentale rivolgersi a uno specialista in neurologia o medicina del sonno. Un corretto inquadramento clinico consente di distinguere l’insonnia primaria da quella legata ad altre patologie (come apnee ostruttive, malattie neurologiche o metaboliche). Gli esami diagnostici, come la polisonnografia, aiutano a individuare eventuali anomalie e a pianificare un percorso terapeutico personalizzato.

Dormire è un investimento sulla salute

Il ritorno all’ora solare ci ricorda che il corpo conosce i propri bisogni e richiede rispetto dei suoi ritmi. Dormire non è tempo perso, ma un investimento che riduce il rischio di malattie croniche, migliora le performance cognitive e rafforza il sistema immunitario. In un mondo che corre senza sosta, prendersi un’ora in più per riposare significa prendersi cura di se stessi.

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