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Negli ultimi anni l’interesse per un’alimentazione a base di prodotti vegani è cresciuto rapidamente. Secondo gli ultimi dati, il 2,3% degli italiani si dichiara vegano, una percentuale che sale fino al 10% se si includono anche i vegetariani.
Ridurre il consumo di carne e derivati può portare benefici all’organismo e all’ambiente, ma l’adozione di una dieta vegana richiede conoscenza e pianificazione.

In occasione della Giornata Mondiale Vegana (World Vegan Day), gli esperti dell’Ordine nazionale dei mediciricordano che non tutti i prodotti vegetali sono salutari per definizione. La crescita del mercato dei cibi plant-basedha introdotto anche alimenti ultra-processati, spesso sbilanciati sul piano nutrizionale.

La dieta vegana può essere sana, ma va pianificata

Seguire una dieta vegana equilibrata è possibile e può favorire la prevenzione di patologie come ipertensione, diabete di tipo 2 e alcuni tumori, ma solo se vengono garantiti tutti i nutrienti essenziali.
Eliminando completamente carne, pesce, latticini, uova, miele e derivati, è necessario integrare alcune vitamine e minerali, in particolare:

  • vitamina B12, completamente assente nei vegetali;
  • ferro, zinco, calcio e vitamina D;
  • acidi grassi omega 3 e proteine.

Gli esperti sottolineano che la vitamina B12 deve essere sempre integrata, anche in assenza di carenza documentata.
La dieta vegana, infatti, non è pericolosa ma neppure curativa: non può sostituire le terapie tradizionali e richiede attenzione particolare in età evolutiva, gravidanza e allattamento, fasi della vita in cui il fabbisogno nutrizionale è più elevato.

Come integrare correttamente i nutrienti carenti

Una dieta vegana bilanciata prevede carboidrati complessi (pasta, riso, cereali integrali), legumi come fonte di proteine e ferro, olio vegetale per gli acidi grassi insaturi e frutta e verdura in abbondanza.
La vitamina C, contenuta nei vegetali freschi, favorisce l’assorbimento del ferro non-eme, presente nei cibi di origine vegetale.

Gli integratori vitaminici o minerali devono essere assunti solo su indicazione del medico, dopo una valutazione nutrizionale e analisi specifiche. L’autoprescrizione, soprattutto per vitamina D e ferro, può provocare squilibri o accumuli dannosi.
Anche l’idratazione è fondamentale: bere almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno aiuta il metabolismo e la digestione delle fibre vegetali.

Plant-based non sempre significa sano

L’etichetta “100% vegan” o “plant-based” non garantisce automaticamente la salubrità del prodotto. Molti alimenti industriali alternativi alla carne, ai formaggi o ai dolci tradizionali sono ultra-processati, spesso ricchi di sale, zuccheri e grassi saturi.

I cosiddetti “burger vegetali”, i formaggi a base di oli vegetali idrogenati o le bevande vegetali zuccherate possono favorire aumento di peso, ipertensione e alterazioni lipidiche, se consumati con frequenza.
Secondo gli esperti, è sempre necessario leggere l’etichetta nutrizionale e privilegiare prodotti con pochi ingredienti e facilmente riconoscibili (legumi, cereali integrali, verdure, olio extravergine).

Un’alimentazione a base vegetale può essere salutare solo se basata su cibi freschi, poco raffinati e minimamente trasformati.

Come riconoscere un prodotto vegano davvero salutare

Gli specialisti raccomandano alcune regole pratiche per orientarsi tra gli scaffali:

  • gli zuccheri liberi non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere (l’ideale è il 5%);
  • grassi saturi non oltre il 10% dell’apporto calorico totale;
  • il sale non più di 5 grammi al giorno;
  • scegliere prodotti con almeno 3% di fibre;
  • preferire alimenti con liste ingredienti corte e naturali.

Una regola generale è semplice: più un alimento è riconoscibile, più è probabile che sia sano. I piatti “vegetali” che imitano carne o formaggi, ma contengono additivi, conservanti e grassi idrogenati, vanno limitati.

Visite specialistiche e prevenzione nutrizionale

Chi sceglie di seguire una dieta vegana dovrebbe consultare periodicamente un medico nutrizionista o un dietistaper verificare l’apporto di nutrienti fondamentali.
Tra gli esami consigliati: dosaggio di vitamina B12, ferritina, vitamina D, calcio e profilo lipidico.
Un corretto monitoraggio consente di intervenire precocemente in caso di carenze o squilibri e di adattare la dieta alle esigenze individuali.

In particolare, nei soggetti giovani, nelle donne in gravidanza e negli anziani, la supervisione medica è indispensabile per evitare deficit neurologici, anemia o riduzione della densità ossea.

Mangiare vegetale sì, ma con consapevolezza: la giusta scelta dei prodotti vegani

Mangiare vegetale sì, ma con consapevolezza: la giusta scelta dei prodotti vegani

L’alimentazione vegana rappresenta una scelta etica, ambientale e salutare, ma deve basarsi su consapevolezza e equilibrio.
Una dieta vegetale correttamente bilanciata, ricca di cibi freschi, legumi, cereali integrali e frutta secca, può garantire tutti i nutrienti necessari e ridurre il rischio di malattie croniche.

Tuttavia, è importante non lasciarsi condizionare dal marketing dei prodotti alternativi e dai piani nutrizionali “standard” diffusi sui social.
Ogni dieta va personalizzata, tenendo conto dell’età, dello stato di salute e dello stile di vita. La salute, anche quando è “vegana”, si costruisce con informazione, misura e responsabilità.

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