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Sono tra gli inestetismi cutanei più comuni: i punti neri colpiscono indistintamente adolescenti e adulti. Si formano quando i pori della pelle si ostruiscono a causa dell’eccesso di sebo e dell’accumulo di cellule morte. Il primo errore da evitare è anche il più istintivo: non bisogna mai schiacciarli. Premere sui punti neri, infatti, può spingere il materiale infetto più in profondità, provocare infiammazioni, infezioni e lasciare segni permanenti.

Le raccomandazioni delle associazioni dermatologiche

Secondo le linee guida dell’American Academy of Dermatology Association e del National Institute of Arthritis and Musculoskeletal and Skin Diseases, per combattere i punti neri è preferibile affidarsi a trattamenti dermatologicamente validati. In farmacia, su consiglio del farmacista, è possibile acquistare prodotti da banco a base di esfolianti e seboregolatori, che cominciano a dare risultati visibili dopo 6-8 settimane. Se questi non sono efficaci, è consigliabile rivolgersi a un dermatologo per terapie specialistiche.

Trattamenti professionali: cosa funziona davvero

Estrazione manuale: effettuata da un professionista con strumenti sterili, consente la rimozione diretta dei punti neri. È utile quando altre soluzioni non hanno funzionato, ma può risultare costosa.

Microdermoabrasione: attraverso un dispositivo abrasivo, rimuove lo strato più superficiale della pelle. Migliora l’aspetto generale e riduce il rischio d’infezione. Ogni seduta dura circa 30-40 minuti.

Peeling chimico: si avvale di sostanze chimiche per eliminare sebo e cellule morte. I peeling possono essere superficiali, medi o profondi. Possono comportare irritazioni e arrossamenti, anche se temporanei.

Terapia laser: la fotopneumatica impiega impulsi luminosi intensi per liberare i pori. Possono essere necessarie più sedute e non è raro avvertire sensazioni di bruciore o pizzicore dopo il trattamento.

I metodi sconsigliati dagli esperti

Esfolianti fisici aggressivi: scrub e spazzole abrasive non sono abbastanza profondi e possono irritare ulteriormente la pelle.

Cerotti per punti neri: offrono un sollievo temporaneo, ma non prevengono la formazione di nuovi punti neri.

Aspiratori per pori: possono causare danni simili alla spremitura manuale, aggravando l’infiammazione.

I principi attivi più efficaci nei detergenti

Acido salicilico: esfolia chimicamente, rimuove cellule morte e sebo. Da usare una volta al giorno per evitare secchezza cutanea.

Retinoidi topici: derivati della vitamina A, stimolano il ricambio cellulare e liberano i pori. Di solito sono disponibili su prescrizione e vanno usati con attenzione, evitando l’uso combinato con acido salicilico.

Perossido di benzoile: ha un’azione antibatterica e seboregolatrice. Utile nella prevenzione e nella rimozione dei punti neri.

Zolfo e resorcinolo: detergenti e creme a base di questi ingredienti combattono il sebo in eccesso e aiutano a sciogliere i tappi di cheratina.

Alfa-idrossiacidi (AHA): penetrano in profondità e aiutano a esfoliare e liberare i pori. Presenti in sieri e creme, rendono la pelle più luminosa e liscia.

Quando rivolgersi allo specialista

In presenza di punti neri persistenti o accompagnati da acne infiammatoria, è opportuno rivolgersi a un dermatologo per una valutazione accurata. Una visita specialistica consente di personalizzare la cura, evitare trattamenti aggressivi e prevenire le cicatrici.

La prevenzione dei punti neri parte dalla detersione quotidiana

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Per prevenire la formazione dei punti neri, è fondamentale adottare una skincare quotidiana mirata: detersione delicata due volte al giorno, uso moderato di esfolianti chimici e attenzione a non occludere i pori con cosmetici comedogeni. Una pelle pulita e ben idratata è la base per contrastare l’insorgenza di impurità.

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