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Le differenze di genere nella salute oculare stanno emergendo come uno dei temi più importanti della ricerca scientifica recente. Studi internazionali indicano che le donne presentano un rischio di perdita della vista significativamente superiore rispetto agli uomini, con percentuali più elevate in quasi tutte le principali patologie retiniche e degenerative. Le nuove evidenze sono state discusse durante un importante congresso internazionale dedicato alle malattie della retina e alla chirurgia vitreoretinica, attualmente in corso in Italia.

Perché le donne rischiano di più

Secondo una vasta analisi pubblicata su una rivista scientifica internazionale, basata su oltre 14,5 milioni di esami oculari, le donne mostrano un rischio complessivamente più elevato di perdita visiva in tutte le fasce d’età. Le forme lievi e moderate risultano circa il 30% più frequenti, mentre la perdita visiva grave supera il 35% in più rispetto agli uomini.

La differenza più rilevante riguarda la cecità: il rischio femminile aumenta del 54%, rendendo questo dato uno dei più significativi emersi negli ultimi anni.

Queste disparità sono probabilmente legate a molteplici fattori:
– variazioni ormonali che cambiano durante le diverse fasi della vita;
– minor spessore di alcuni strati retinici;
– differenze nella risposta immunitaria;
– maggiore esposizione a fattori di rischio specifici in età post-menopausale.

Le patologie più frequenti nel sesso femminile

Gli studi più recenti indicano una prevalenza femminile in diverse condizioni oculari, soprattutto dopo i 50 anni:

– degenerazione maculare legata all’età (rischio +32%);
– fori maculari (rischio aumentato in post-menopausa);
– retinopatia diabetica (+8%);
– occlusioni vascolari retiniche (+10%);
– cataratta, più frequente e spesso più invalidante.

Al contrario, la perdita visiva legata al distacco di retina risulta meno comune nelle donne (circa -30%), probabilmente per via della minore incidenza di traumi oculari.

Le analisi morfologiche del fondo oculare mostrano inoltre che, in media, gli uomini presentano uno spessore retinico interno maggiore, caratteristica che potrebbe influenzare la diversa vulnerabilità a specifiche patologie.

L’importanza di percorsi clinici dedicati alle differenze di genere

Le nuove evidenze scientifiche confermano la necessità di sviluppare percorsi diagnostici e terapeutici che tengano conto delle differenze biologiche tra uomini e donne. Le variazioni ormonali legate a adolescenza, gravidanza, contraccettivi e menopausa influenzano infatti il comportamento della retina e dei vasi oculari.

Gli esperti coinvolti nelle ricerche sottolineano che un approccio più attento al genere potrebbe migliorare diagnosi precoce, tempestività degli interventi e precisione dei trattamenti, riducendo il rischio di disabilità visiva a lungo termine.

Visite specialistiche e prevenzione: quando intervenire per difendere la propria salute oculare

Visite specialistiche e prevenzione: quando intervenire per difendere la propria salute oculare

La prevenzione è la misura più efficace per evitare forme gravi di perdita della vista. Le donne, soprattutto in età superiore ai 50 anni, dovrebbero programmare:

– visite oculistiche periodiche, almeno annuali;
– controlli più ravvicinati in presenza di diabete, ipertensione o familiarità;
– esami del fondo oculare in caso di calo della vista, metamorfopsie o distorsione delle immagini;
– monitoraggio specifico nel periodo della menopausa, quando molte patologie retiniche aumentano di incidenza.

Una diagnosi precoce consente di intervenire sulle lesioni retiniche nelle fasi iniziali, quando le terapie sono più efficaci e la prognosi è migliore.

La necessità di una maggiore consapevolezza sulla salute visiva femminile

Le nuove evidenze scientifiche confermano che la salute oculare delle donne richiede attenzione dedicata e protocolli personalizzati. La combinazione tra fattori ormonali, biologici e ambientali rende infatti il sesso femminile più vulnerabile a diverse patologie retiniche, con un rischio maggiore di perdita permanente della vista.

Promuovere percorsi di prevenzione, sensibilizzazione e controlli mirati rappresenta oggi una priorità per clinici, istituzioni e società scientifiche, con l’obiettivo di ridurre il peso delle malattie oculari nella popolazione femminile e garantire una presa in carico più equa ed efficace.

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