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La sanità digitale, con la telemedicina e l'intelligenza artificiale, sta entrando con sempre maggiore decisione nei percorsi di cura dei bambini con malattie respiratorie, trasformando la gestione quotidiana di patologie frequenti come asma e allergie, ma anche di condizioni complesse che richiedono monitoraggi continui. Una recente indagine nazionale della società scientifica dedicata alla pneumologia pediatrica ha fotografato per la prima volta lo stato dell’arte in Italia, evidenziando entusiasmo crescente, nuove competenze e anche alcuni ostacoli strutturali da superare.
La ricerca mette in luce un dato ormai evidente: la digitalizzazione non è più futuro, ma presente, soprattutto per le famiglie che devono gestire terapie e controlli nel lungo periodo.

Due velocità tra i clinici: chi usa il digitale e chi è ancora in transizione

L’indagine ha suddiviso gli specialisti in due gruppi: da una parte coloro che utilizzano con regolarità strumenti digitali, dall’altra i non utilizzatori.
I primi sono generalmente più giovani, operano in contesti ad alta complessità e seguono bambini con patologie croniche severe. Per loro app, telemonitoraggio e dispositivi portatili sono un naturale supporto alla gestione quotidiana.
Chi non utilizza ancora questi strumenti lavora spesso in contesti meno specializzati e segue patologie più comuni: qui a frenare non è la mancanza di volontà, ma l’assenza di formazione strutturata e infrastrutture digitali adeguate.
Emergono così due velocità, non generazionali ma organizzative: dove le patologie sono più complesse, la tecnologia trova terreno fertile; dove i carichi sono più generici, l’adozione procede più lentamente.

Televisite, cartelle elettroniche e spirometria domiciliare: cosa funziona già

Molti strumenti digitali sono già ampiamente integrati nella pratica clinica. La televisita si è rivelata una risorsa preziosa per evitare spostamenti inutili, permettere aggiustamenti terapeutici e garantire continuità assistenziale anche a distanza.
L’uso della cartella clinica elettronica è ormai consolidato, così come quello degli spirometri portatili, che in alcuni casi vengono dati in uso alle famiglie per monitorare la funzionalità respiratoria dei bambini direttamente da casa.

Il telemonitoraggio, in particolare nei bambini asmatici, apre la strada a un follow-up più preciso, con un controllo costante dei sintomi e un intervento precoce in caso di peggioramento.

App educative e serious games: i bambini sono i primi ad accogliere l’innovazione

Uno dei risultati più sorprendenti riguarda proprio i piccoli pazienti: i bambini sono i più pronti a utilizzare gli strumenti digitali.
App educative sviluppate insieme alle società scientifiche, cartoni animati, quiz e giochi interattivi insegnano ai piccoli come assumere correttamente le terapie e riconoscere i segnali d’allarme.
I cosiddetti serious games trasformano l’aderenza terapeutica in un’attività partecipata e motivante. Le famiglie apprezzano in particolare telemedicina e dispositivi indossabili, che rendono più semplice seguire un percorso terapeutico che dura anni.

Formazione, privacy e infrastrutture: dove si creano ancora gli ostacoli

Dalla survey emergono però barriere concrete. La prima riguarda la formazione: anche chi è interessato alle tecnologie digitali segnala la necessità di percorsi dedicati, che affrontino non solo la parte tecnica ma anche quella etica e normativa, soprattutto in ambito pediatrico.
L’altra barriera è strutturale: servono investimenti per piattaforme digitali, connettività stabile e personale dedicato. Le differenze tra territori sono ancora marcate e rispecchiano un’infrastruttura nazionale non uniforme.
Senza investimenti e coordinamento, la telemedicina rischia di rimanere disomogenea, con bambini che accedono a servizi innovativi solo in alcuni contesti.

Telemedicina e intelligenza artificiale: da una parte la tecnologia, dall'altra promettenti sperimentazioni

Telemedicina e intelligenza artificiale: da una parte la tecnologia, dall'altra promettenti  sperimentazioni

L’intelligenza artificiale sta entrando anche nella pneumologia pediatrica, con prime applicazioni su esami diagnostici complessi e analisi dei dati clinici.
Algoritmi applicati a immagini tomografiche o alla letteratura scientifica possono supportare il medico nella stratificazione del rischio, nella diagnosi precoce e nella valutazione dei percorsi terapeutici.
L’interesse è crescente, ma la familiarità operativa è ancora limitata: servono competenze specifiche, linee guida, valutazioni etiche e una chiara regolamentazione del trattamento dei dati dei minori.

Visite specialistiche: quando il digitale affianca (e non sostituisce) il pediatra

Le tecnologie digitali sono un supporto prezioso, ma non sostituiscono il ruolo della visita specialistica.
Una valutazione in presenza resta essenziale quando:

  • i sintomi respiratori persistono oltre alcune settimane;
  • gli episodi asmatici diventano più frequenti o severi;
  • la terapia non controlla più adeguatamente la malattia;
  • compaiono segnali di allarme come difficoltà respiratorie marcate o ridotta tolleranza allo sforzo.

La visita permette di stabilire se integrare la televisita con esami diagnostici mirati, monitoraggi domiciliari o percorsi educativi personalizzati. Il digitale può sostenere ogni passaggio, ma sempre all’interno di una presa in carico clinica chiara.

Verso una nuova cultura della cura digitale per i bambini

La sanità respiratoria pediatrica sta vivendo una trasformazione concreta: il digitale non è più una promessa, ma una parte crescente dei percorsi di cura.
La sfida ora è garantire equità di accesso, formazione adeguata e infrastrutture che permettano a tutti i bambini – indipendentemente dal territorio – di beneficiare delle nuove tecnologie.
La survey della società scientifica rappresenta il primo passo verso un cambiamento culturale già in corso: genitori e bambini sono pronti, molti clinici anche. Con investimenti mirati, la sanità digitale potrà diventare un pilastro stabile della cura respiratoria pediatrica.

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