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Fulvio Basili, CEO e Fondatore di Gruppo ECOSafety: «La gestione del rischio clinico non è più un’opzione organizzativa, ma un requisito strutturale per la sicurezza dei pazienti, la tutela degli operatori e la sostenibilità delle strutture sanitarie. Il nostro ruolo è affiancarle in modo concreto e misurabile».

IL RISCHIO CLINICO IN ITALIA

ROMA 17 DIC 2025 - In Italia gli eventi avversi in ambito sanitario interessano tra il 5% e il 10% dei ricoveri, con una quota significativa considerata prevenibile attraverso modelli strutturati di gestione del rischio. L’impatto è clinico, organizzativo ed economico, con ricadute su contenziosi, coperture assicurative e fiducia dei cittadini.
Nel Lazio, dai lavori del Tavolo regionale del Centro Regionale Rischio Clinico (CRRC), è emersa la necessità di un rapido adeguamento delle strutture sanitarie, pubbliche e private, rispetto a obblighi normativi già vigenti. Un orientamento che si sta consolidando anche in altre Regioni, rendendo il rischio clinico un tema centrale di governance.

REGIONI: DAL LAZIO IN POI, COSA SI STA MUOVENDO SUL RISCHIO CLINICO

A livello nazionale, una quota stimata tra il 30% e il 50% degli eventi avversi è considerata prevenibile. Le Regioni stanno quindi rafforzando strumenti di controllo e programmazione del rischio clinico.
Nel Lazio il CRRC ha ribadito l’obbligo di relazioni annuali sugli eventi avversi, di piani aggiornati di gestione del rischio e della dimostrazione di sistemi strutturati di risk management, anche ai fini dell’autorizzazione e dell’accreditamento.
Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia, Puglia, Veneto e Piemonte stanno adottando indirizzi analoghi, con maggiore attenzione ad audit clinici, documentazione, formazione e valutazioni comparative anno su anno. Il trend è chiaro: il rischio clinico è ormai un tema di governance regionale.

COS’È LA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

Il rischio clinico è la probabilità che un paziente subisca un danno o disagio durante le cure, con conseguenze che possono includere il peggioramento delle condizioni di salute o la morte (IOM, 1999). Gli eventi avversi derivano da processi complessi e richiedono un approccio sistemico, basato su prevenzione, analisi degli errori, formazione e miglioramento continuo.

GRUPPO ECOSAFETY: UN SUPPORTO STRUTTURATO E CONFORME ALLA NORMATIVA

Gruppo ECOSafety supporta le strutture sanitarie e sociosanitarie nella progettazione e gestione dei sistemi di rischio clinico, affiancandole nell’adeguamento normativo e organizzativo. L’Area Consulenza Rischio Clinico opera sulla costruzione di sistemi strutturati, dalla mappatura dei rischi alla redazione delle relazioni annuali, dalla gestione dei comitati agli audit e alla formazione del personale.

IL RUOLO DI GRUPPO ECOSAFETY NELLA GESTIONE DEL RISCHIO CLINICO

La gestione del rischio clinico rappresenta una responsabilità organizzativa dimostrabile. Gruppo ECOSafety interviene come soggetto tecnico-specialistico nella costruzione di assetti organizzativi, procedure e strumenti richiesti dalla normativa, supportando le strutture nella traduzione degli obblighi di legge in processi tracciabili e verificabili. Un approccio che contribuisce anche alla riduzione degli eventi avversi, delle implicazioni medico-legali e dei costi assicurativi.

INFORMATIZZAZIONE DEI PROCESSI: DAL “PROCESSO BREVE” ALLA TRACCIABILITÀ DEL RISCHIO

L’evoluzione normativa e organizzativa richiama con sempre maggiore forza la necessità di informatizzare i processi di gestione del rischio clinico, superando modelli frammentati o meramente documentali. La digitalizzazione dei flussi – dalla segnalazione degli eventi avversi alla loro analisi, fino alla rendicontazione annuale – consente di rendere il cosiddetto processo breve più efficace, tempestivo e verificabile. Sistemi informativi strutturati permettono infatti di ridurre i tempi di rilevazione, migliorare la qualità dei dati, garantire la tracciabilità delle azioni correttive e dimostrare in modo oggettivo la conformità agli obblighi normativi. In questo contesto, l’informatizzazione non rappresenta un adempimento tecnico, ma una leva strategica per rafforzare la governance clinica, supportare le decisioni organizzative e prevenire il rischio prima che si traduca in evento avverso.

GLI ESEMPI DI SUCCESSO. Ospedale Santa Maria di Bari: 100% di conformità nel rischio clinico

L’Ospedale Santa Maria di Bari, struttura polispecialistica di GVM Care & Research accreditata con il SSN, ha raggiunto il 100% di conformità nella gestione del rischio clinico, certificata da Quality Italia. Un risultato ottenuto grazie alla partnership con Gruppo ECOSafety, che ha accompagnato la struttura in tutte le fasi del percorso. (https://www.gvmnet.it/press-news/news-dalle-strutture/ospedale-santa-maria-certificazione-rischio-clinico)

LE NORME: COSA C’È DA SAPERE

Obblighi, responsabilità e impatti assicurativi
La gestione del rischio clinico è un requisito vincolante: la Legge 24/2017 impone la redazione della relazione annuale sugli eventi avversi; il Decreto 232/2023 richiede la valutazione dell’efficacia dei processi di gestione del rischio. Tali obblighi incidono anche sulle coperture assicurative, con possibili variazioni dei premi in base alle azioni di prevenzione adottate.

DALL’OBBLIGO ALLA SCELTA STRATEGICA

Il rafforzamento dei controlli regionali rende l’adeguamento non più rinviabile. La gestione del rischio clinico è oggi un fattore chiave di sicurezza, governance e sostenibilità. Gruppo ECOSafety mette a disposizione delle strutture un’Area Consulenza dedicata per accompagnarle in un percorso strutturato di miglioramento continuo.
«La sicurezza dei pazienti, la tutela degli operatori e la solidità organizzativa passano da scelte chiare e tempestive. Gruppo ECOSafety è pronta ad accompagnarle», conclude Basili.

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