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Allarme sedentarietà: il 35% degli italiani non pratica alcuna attività fisica. Sono oltre 20,6 milioni di persone che conducono una vita sedentaria, con gravi ripercussioni sulla salute pubblica.
Il dato emerge dal XXVII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), in corso a Roma, dove gli esperti hanno lanciato un forte allarme: la sedentarietà, insieme al sovrappeso e all’obesità, rappresenta un fattore determinante nella genesi di numerose neoplasie.

«L’attività fisica interviene su meccanismi che influenzano la patogenesi di diversi tumori – spiega Massimo Di Maio, Presidente eletto AIOM –. L’inattività si associa all’obesità, che riguarda ormai oltre l’11% della popolazione. Promuovere il movimento significa ridurre l’incidenza e la mortalità oncologica, con benefici che si riflettono sull’intera collettività».
Secondo gli oncologi, praticare sport regolarmente può abbattere fino al 20% il rischio di insorgenza di tumori, in particolare al colon, alla mammella e all’endometrio.

Esercizio fisico e tumore: i benefici anche in corso di terapia

Non solo prevenzione: l’attività fisica controllata può favorire il recupero anche nei pazienti oncologici in trattamento.
Tuttavia, solo il 4% delle persone in cura risulta sufficientemente attivo e aderente alle raccomandazioni cliniche.
«Nei pazienti con tumore – osserva Andrea Antonuzzo, esperto AIOM – l’attività fisica migliora il tono muscolare, la densità ossea e la capacità cardiovascolare. Aiuta a contrastare la fatigue, a gestire gli effetti collaterali delle terapie e ad alleviare l’ansia e la depressione».
Lo sport, dunque, si conferma una componente terapeutica complementare, da integrare nei percorsi multidisciplinari di cura oncologica.

Educazione alla salute e campagne nazionali di prevenzione: la sedentarietà è un allarme sociale

Educazione alla salute e campagne nazionali di prevenzione: la sedentarietà è un allarme sociale

Nel corso dell’anno, AIOM e Fondazione AIOM, insieme ad AIRC e alla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica (SIRM), hanno promosso il progetto itinerante “Villaggio IN Italia” a bordo della nave Amerigo Vespucci della Marina Militare.
L’iniziativa ha coinvolto migliaia di cittadini in attività di informazione e sensibilizzazione sui corretti stili di vita.
Secondo le stime del Ministero della Difesa, la campagna ha generato un ritorno economico e sociale stimato in 15 milioni di euro, dimostrando che la prevenzione è anche un investimento per il Paese.

«Oltre al movimento – ricorda Saverio Cinieri, Presidente di Fondazione AIOM – restano fondamentali astensione dal fumo, moderazione nel consumo di alcol, controllo del peso corporeo e alimentazione equilibrata. Ma serve anche rafforzare la partecipazione agli screening oncologici, ancora troppo bassa in alcune regioni del Sud».

#Oncorun2025, il movimento parte dagli operatori sanitari

Tra le iniziative simboliche di AIOM spicca #Oncorun2025, organizzata in collaborazione con il Network Italiano Cure di Supporto in Oncologia (NICSO).
Operatori sanitari e medici oncologi hanno partecipato a sessioni di corsa e camminata all’aperto, condividendo foto e video sui social per diffondere un messaggio di partecipazione e impegno.
L’obiettivo è rendere visibile il legame tra attività fisica, prevenzione e qualità della vita, non solo per i pazienti ma anche per chi lavora ogni giorno in ambito sanitario.

Visite specialistiche e prevenzione attiva

La promozione del movimento deve diventare parte integrante della prevenzione oncologica primaria.
Gli esperti raccomandano controlli periodici per monitorare peso, pressione, glicemia e funzionalità cardiaca, oltre alla partecipazione ai programmi di screening per colon-retto, mammella e cervice uterina.
L’attività fisica deve essere adattata all’età e alla condizione fisica: anche camminate quotidiane, ginnastica dolce, yoga o nuoto contribuiscono a migliorare il metabolismo e il benessere psicologico.

Dalla prevenzione alla responsabilità collettiva

Contrastare la sedentarietà significa prevenire migliaia di nuovi casi di tumore ogni anno.
Gli oncologi AIOM chiedono un impegno congiunto di istituzioni, scuole e aziende per incentivare il movimento nella vita quotidiana, creando spazi accessibili e programmi di attività fisica guidata.
Lo sport non è solo un’abitudine salutare: è una vera e propria terapia preventiva, capace di unire benessere, socialità e riduzione del rischio oncologico.

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