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Un recente studio dell’OCSE ha analizzato le performance dei sistemi sanitari nei Paesi membri, mettendo in luce strategie vincenti e criticità. I risultati evidenziano che le nazioni con i migliori standard sono quelle che investono in incentivi finanziari per migliorare la qualità dell’assistenza, promuovono il coordinamento tra cure primarie e ospedaliere e adottano modelli organizzativi efficienti. Tuttavia, emergono anche difficoltà per alcune realtà, tra cui l’Italia, che presenta sia punti di forza che aspetti da migliorare.

I sistemi sanitari più efficienti

I sistemi sanitari più efficienti

Secondo lo studio, le nazioni che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di efficienza e qualità dell’assistenza sono:
Paesi Bassi
Svizzera
Germania
Israele
Repubblica Slovacca

Questi Paesi si distinguono per un’ottima organizzazione del settore sanitario, caratterizzata da incentivi economici per migliorare la qualità delle cure, efficaci sistemi di regolamentazione dell’accesso alle prestazioni specialistiche e una forte integrazione tra ospedali e servizi territoriali. L’adozione di modelli misti pubblico-privato ha favorito un elevato livello di efficienza e qualità delle prestazioni.

I sistemi sanitari con le maggiori criticità

Dall’altro lato, le nazioni con i risultati meno soddisfacenti presentano difficoltà legate alla frammentazione dei servizi e alla scarsa regolamentazione del settore sanitario. Tra i Paesi con performance inferiori alla media OCSE troviamo:
Estonia
Lettonia
Lituania

Queste realtà si caratterizzano per una minore efficienza nell’utilizzo delle risorse, elevati tassi di mortalità evitabile e una gestione del personale sanitario poco strutturata.

Fattori chiave per un sistema sanitario efficiente

Lo studio ha individuato alcuni elementi determinanti che influenzano direttamente le performance dei sistemi sanitari:

  • Livello di spesa sanitaria: investimenti più elevati sono generalmente associati a risultati migliori, anche se vi sono eccezioni (come la Turchia) che mostrano un’ottima efficienza con budget contenuti.
  • Gestione del personale sanitario: incentivi economici e continuità assistenziale migliorano la qualità delle cure.
  • Integrazione tra i servizi: un’organizzazione che favorisce la collaborazione tra medici di base, specialisti e ospedali garantisce maggiore efficienza.

L’Italia tra luci e ombre

L’analisi OCSE offre un quadro contrastante per il Sistema Sanitario Nazionale italiano, che mostra sia aspetti positivi che criticità da affrontare.

Punti di forza del SSN italiano

-Continuità delle cure: la maggior parte dei cittadini ha un medico di riferimento e una buona assistenza territoriale.
-Protezione economica: il sistema garantisce una copertura finanziaria adeguata per le cure, riducendo il peso delle spese dirette sui cittadini.
-Regolamentazione del personale medico: un equilibrio tra flessibilità e controllo consente di mantenere standard qualitativi elevati.

Le criticità del sistema italiano

Digitalizzazione limitata: il basso utilizzo delle cartelle cliniche elettroniche penalizza il sistema, rendendolo meno efficiente rispetto ad altri Paesi OCSE.
Mancanza di incentivi economici per i medici di base: l’assenza di meccanismi di premialità ostacola l’adozione di pratiche innovative e di alto livello qualitativo.
Rapporto spesa sanitaria/risultati: nonostante investimenti consistenti, i risultati in termini di aspettativa di vita e mortalità evitabile non sempre rispecchiano un sistema ottimale.

Verso un sistema sanitario più competitivo

L’Italia, per migliorare la sua posizione a livello internazionale, deve puntare su riforme mirate. L’adozione di nuove tecnologie, l’incentivazione della qualità delle cure e una maggiore integrazione tra i servizi territoriali e ospedalieri sono elementi chiave per rendere il SSN più efficiente e competitivo. Un cambio di passo è necessario per garantire un’assistenza sanitaria di livello sempre più alto e in linea con i migliori modelli internazionali.

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