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Aumentano gli infortuni sulle piste per chi pratica sport invernali. Sciare, fare snowboard o pattinare resta tra le esperienze più amate della stagione fredda, ma l’aumento degli incidenti registrato nell’ultima stagione impone alcune riflessioni. Le fratture e i traumi muscoloscheletrici che colpiscono ginocchio, spalla e testa non solo rovinano le vacanze: richiedono stop prolungati, fisioterapia e limitazioni funzionali che, specie dopo i 50 anni, possono compromettere la ripresa completa dell’attività. La buona notizia è che in molti casi questi eventi si possono prevenire con preparazione, allenamento, prudenza e attrezzature adeguate.

Incidenza degli infortuni: chi rischia di più

Gli incidenti sulle piste durante la stagione invernale registrano un incremento significativo. A essere più coinvolti sono da un lato i giovanissimi tra 11 e 20 anni, dall’altro gli adulti tra i 50 e i 60 anni. La differenza è evidente: nei primi prevale spesso l’entusiasmo e la velocità, negli adulti entrano in gioco una minore preparazione fisica e un controllo posturale più fragile.

La maggioranza degli episodi avviene sulle piste rosse, quelle di media difficoltà. Seguono le piste blu, dove i principianti si trovano spesso nel momento in cui la tecnica è ancora incerta. Le piste nere, pur difficili, registrano una quota più bassa di incidenti: vi accede generalmente chi ha più esperienza, maggiore consapevolezza del rischio e preparazione fisica migliore.

Ginocchia, spalle e testa: le sedi più coinvolte

Il ginocchio è l’articolazione più esposta. Qui dominano distorsioni, stiramenti e contusioni, particolarmente frequenti tra chi ha superato i 50 anni. La spalla è la sede principale dei traumi degli uomini: l’istinto di “mettere le mani avanti” durante una caduta provoca lussazioni, fratture e contusioni. Il casco ha ridotto in modo importante i traumi cranici, ma questi episodi non sono scomparsi del tutto, soprattutto quando si scia senza dispositivi di protezione e in condizioni di pista affollata.

Snowboarder e sciatori non presentano lo stesso tipo di infortuni: i primi tendono a colpire polso e gomito, i secondi ginocchia e spalle. Capire la biomeccanica della disciplina aiuta a prevenire: una corretta tecnica limita le torsioni e riduce i carichi non fisiologici sulle articolazioni.

Differenze tra uomini e donne

Gli incidenti non colpiscono tutti allo stesso modo. Le donne presentano più spesso lesioni distorsive al ginocchio, complici fattori anatomici e neuromuscolari. Gli uomini subiscono in misura maggiore traumi da caduta sulla parte superiore del corpo. In entrambi i casi, un lavoro mirato sull’allenamento riduce la vulnerabilità: potenziamento dei quadricipiti e dei glutei per le donne, rinforzo scapolare e controllo nella fase di impatto per gli uomini.

Allenamento e preparazione: quando iniziare

Arrivare in pista senza allenamento è come entrare in acqua senza saper nuotare: il rischio diventa inevitabile. Bastano due o tre sedute settimanali di esercizio fisico nei mesi precedenti: potenziamento della muscolatura degli arti inferiori, equilibrio, stabilità del core e controllo neuromuscolare. Il corpo deve essere abituato allo sforzo, all’improvvisa variazione di direzione, ai microtraumi ripetuti.

Un punto cruciale è ascoltare i segnali del corpo: evitare giornate intense se si avverte dolore, rigidità articolare o stanchezza marcata. Nello sci, come in tutti gli sport, l’eccesso di entusiasmo è un fattore di rischio.

Attrezzature e manutenzione: quando la tecnica non basta

Sciare con attrezzature inadeguate aumenta il rischio di lesioni anche a bassa velocità. Gli attacchi devono essere regolati in base a peso, altezza e livello tecnico. Lame e attacchi usurati non frenano correttamente e non si sganciano in modo sicuro durante una caduta. I dispositivi di protezione non sono un optional: il casco è obbligatorio, ma para-schiena e guanti rinforzati riducono in modo importante contusioni e traumi.

Lo snowboard richiede attenzione particolare agli scarponi: se troppo morbidi o non regolati correttamente, espongono a torsioni improvvise.

Riscaldamento e tecnica: piccoli gesti, grande differenza

Una caduta può avvenire fin dalla prima discesa, quando muscoli e articolazioni sono ancora freddi. Bastano pochi minuti per attivare la muscolatura: stretching dinamico, mobilità articolare, attivazione del core. Il riscaldamento riduce le torsioni improvvise e aumenta l’elasticità dei legamenti.

Per i principianti, farsi seguire da maestri qualificati è una scelta che abbatte il rischio. Imparare la tecnica corretta significa evitare errori banali: posizione errata delle ginocchia, corpo arretrato, braccia tese a protezione, eccessiva velocità nelle prime fasi.

Infortuni negli sport invernali: quando serve davvero una visita specialistica

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Chi presenta dolore ricorrente al ginocchio, rigidità articolare, precedenti distorsioni o problemi di spalla dovrebbe rivolgersi a una visita ortopedica prima di iniziare la stagione. In alcuni casi sono utili fisioterapia mirata, esercizi di stabilizzazione, controlli della forza muscolare e valutazioni posturali. Una piccola debolezza muscolare o un legamento già stressato diventano fattori di rischio enormi sulla neve.

La prevenzione secondaria riguarda anche chi ha superato i 50 anni: verificare la mobilità articolare, controllare le condizioni della colonna lombare e gestire eventuali patologie degenerative consente una pratica sportiva sicura.

Sicurezza in pista: prudenza e consapevolezza

Gli sport invernali sono adatti a tutte le età, purché affrontati con preparazione e rispetto delle regole. Le piste hanno colori diversi non per obbligare, ma per proteggere: scegliere quella adeguata al proprio livello non è un segno di debolezza, ma di intelligenza. E quando il meteo peggiora, la prudenza non è una raccomandazione: è prevenzione reale.

Un approccio consapevole, unito alla preparazione fisica e all’uso delle protezioni, riduce in modo significativo i rischi e permette di vivere le vacanze sulla neve in sicurezza, trasformando uno sport potenzialmente traumatico in un’attività salutare, educativa e divertente.

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