{{brizy_dc_image_alt entityId=
Telemedicina 1024x544 1

ROMA, 18 OTTOBRE 2025 – AISI, Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, interviene dopo la pubblicazione dei modelli operativi per Televisita, Telemonitoraggio e Telecontrollo da parte di Agenas, sottolineando come questo passaggio rappresenti una svolta necessaria ma ancora insufficiente se non accompagnata da risorse, strutture e personale in grado di applicare concretamente le nuove regole.

Saccomanno: regole importanti, ma quanti sono pronti?

“Le linee guida di Agenas – spiega la presidente AISI Karin Saccomanno – danno finalmente chiarezza ai professionisti e alle strutture. La distinzione tra televisita, telemonitoraggio e telecontrollo è utile e necessaria, così come la matrice delle responsabilità che definisce ruoli e compiti. Ma la domanda oggi è un’altra: quante Regioni sono realmente pronte? Secondo i dati Agenas aggiornati, la Lombardia ha già attivato oltre 1,5 milioni di prestazioni digitali nel 2024, l’Emilia-Romagna e il Veneto hanno avviato progetti pilota stabili, ma in almeno dieci Regioni l’attività di telemedicina è ancora marginale o sperimentale. Il rischio è che il divario Nord-Sud si amplifichi ulteriormente”.

Onesti: non tutte le strutture private oggi possono adeguarsi

Per il direttore generale Giovanni Onesti, la questione riguarda anche la capacità delle imprese sanitarie private di adeguarsi: “Oggi solo una parte delle strutture accreditate dispone di piattaforme interoperabili e di personale formato alla gestione dei servizi digitali. I dati ci dicono che meno del 20% delle strutture private italiane ha attivato servizi di telemedicina continuativi. È evidente che senza un piano di sostegno mirato rischiamo di vedere applicata la telemedicina a macchia di leopardo, con pazienti che in alcune aree avranno accesso a televisite o telemonitoraggi di qualità e altri che resteranno esclusi. Non basta la teoria, serve un investimento reale”.

Vivaldi: dai numeri ai diritti, il passaggio è inevitabile

Il segretario generale Fabio Vivaldi sottolinea la dimensione dei diritti: “Oggi in Italia la telemedicina potrebbe abbattere liste d’attesa e favorire la presa in carico dei cronici, ma non è ancora radicata. Secondo l’ultimo rapporto DESI-Health, solo il 24% dei cittadini italiani ha utilizzato almeno una volta servizi digitali di telemedicina, contro il 55% della media dei Paesi del Nord Europa. Non possiamo accettare che innovazioni finanziate con fondi europei PNRR restino inapplicate o accessibili solo a pochi. La digitalizzazione della sanità deve diventare diritto universale, non privilegio territoriale”.

Oltre la cornice normativa

Per AISI, il lavoro di Agenas è fondamentale ma deve essere accompagnato da azioni concrete:

  • un fondo nazionale di sostegno alle strutture indipendenti, per permettere l’adeguamento tecnologico,
  • programmi di formazione continua per medici, infermieri e tecnici,
  • un monitoraggio trasparente dell’attuazione a livello regionale, con report pubblici sui numeri di televisite, telemonitoraggi e telecontrolli effettuati.

“Solo così – conclude Saccomanno – eviteremo che le regole restino sulla carta e che la telemedicina diventi l’ennesima occasione persa. La nostra associazione è pronta a collaborare con istituzioni e territori per trasformare questo strumento in un pilastro reale e concreto della sanità italiana”.

{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Tiburtina


{{brizy_dc_image_alt imageSrc=

Diagnostica

Nobiliore Donna


{{brizy_dc_image_alt entityId=
Sistema immunitario e memoria: una nuova scoperta contro l’Alzheimer
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Sport e salute: ecco perché serve un centro diagnostico specializzato per l’idoneità sportiva dell’atleta
{{brizy_dc_image_alt entityId=
SALUTE DONNA / Menopausa, una condizione che riguarda tutta la coppia: serve più dialogo e consapevolezza
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Obesità e demenza: un pericoloso legame. Il cervello si protegge anche a tavola e in palestra
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Sedentarietà, un italiano su tre non fa attività fisica. L’allarme degli oncologi: “Il movimento è una medicina contro i tumori”
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Fattori materni influenzano lo sviluppo dell’obesità infantile
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Sanità, Ceccarelli (COINA): “FNOPI ci sorprende e ci delude, ma soprattutto per noi commette un grave errore nel sostenere l’assistente infermiere. Così si tradiscono gli infermieri e si abbassa la qualità delle cure”
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Diabete e obesità: il “super-scudo” salva-cuore che previene infarto e ictus
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Liste d’attesa: senza personale la piattaforma è solo un inutile monitoraggio del problema
{{brizy_dc_image_alt entityId=
Vaccinazioni, cresce la fiducia ma resta bassa la percezione del rischio: i dati Censis sul rapporto degli italiani con i vaccini
Torna in alto