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MrOpen Evo le ha cambiato la vita. E il suo racconto lo testimonia. Per anni ha rimandato l’esame all’anca sinistra per paura di entrare in un tubo stretto. Catiuscia Macrì, estetista romana, soffre di claustrofobia da sempre. “Solo l’idea di restare chiusa mi paralizzava”, racconta. “Ogni volta inventavo una scusa, anche se il dolore all’anca peggiorava. Pensavo che non ci fosse alternativa.”
La svolta è arrivata qualche giorno fa al Centro DOC di Roma (Diagnostica Obesi e Claustrofobici, via Massaciuccoli 91) dove la paziente ha potuto provare una nuova generazione di risonanze aperte e silenziose. “Mi hanno accolto con calma, mi hanno fatto vedere la macchina, mi hanno spiegato che non era chiusa, che potevo vedere e parlare. Ho respirato e l’ho fatta. È durata pochi minuti. Mi sono sentita libera, per la prima volta in un centro medico.”
La sua storia è un esempio concreto di come la tecnologia, se unita all’attenzione psicologica, possa trasformare l’esperienza di cura.

Una tecnologia progettata per chi ha paura

La risonanza aperta nasce per rispondere ai bisogni di chi non riesce a sostenere gli esami tradizionali. La struttura dell’apparecchiatura è più ampia e luminosa, con un’apertura che consente di guardare l’esterno e mantenere un contatto diretto con il personale sanitario.
Questa innovazione permette di ridurre l’uso di sedazioni, migliorare la collaborazione del paziente e ottenere immagini di alta qualità, indispensabili per una diagnosi precisa. L’esame diventa così non solo più accessibile, ma anche più sicuro, perché il paziente resta cosciente e sereno per tutta la durata della procedura.
Nel linguaggio della sanità moderna si parla di comfort diagnostico: un equilibrio tra tecnologia, empatia e rispetto della persona.

Inclusione e accessibilità nella diagnostica per immagini

Le nuove apparecchiature non sono pensate solo per chi ha paura, ma anche per chi ha limitazioni fisiche, protesi, obesità o difficoltà respiratorie. Le dimensioni più ampie consentono di accogliere pazienti che prima non potevano eseguire l’esame. Sono inoltre anche per gli sportivi che possono approfondire gli studi grazie alla possibilità di eseguire esami sotto carico (In piedi/Seduto).
In molti casi si evita il ricorso alla narcosi, una conquista importante soprattutto per gli anziani o per chi ha patologie croniche.
La diagnostica “aperta” diventa così una forma di accessibilità sanitaria, un modo concreto per garantire il diritto alla cura anche a chi era escluso da percorsi di prevenzione e monitoraggio.

Diagnostica ortopedica e risonanza open: nuove possibilità di analisi

Nel campo dell’ortopedia diagnostica, la risonanza magnetica aperta consente di studiare articolazioni e tessuti molli con maggiore precisione, evitando posizioni forzate o dolorose.
È indicata per esami su anca, ginocchio, spalla e colonna vertebrale, particolarmente complessi nei pazienti claustrofobici o obesi.
Grazie all’ampia accessibilità e alla possibilità di muovere parzialmente l’arto, i radiologi possono valutare in modo più realistico la funzionalità articolare e le microlesioni che sfuggono agli esami tradizionali.
La MR open si dimostra quindi un alleato prezioso non solo nella diagnosi, ma anche nel monitoraggio post-operatorio e nella riabilitazione ortopedica, fornendo immagini nitide e dati fondamentali per la programmazione terapeutica.

La rivoluzione ha un solo nome: MrOpen Evo

La rivoluzione ha un solo nome: MrOpen Evo

MrOpen Evo è una Risonanza Magnetica Innovativa Completamente aperta che offre un comfort unico al paziente che esegue un esame.

Il senso di ansia che provano molti pazienti che eseguono l' esame di risonanza su apparati chiusi o su tradizionali apparati aperti a forma di "C" è completamente assente sui pazienti che eseguono gli stessi esami sulla MrOpen EVO.

Anche il problema dell'eccessivo peso del paziente obeso che spesso non può eseguire esami di risonanza su apparati tradizionali è risolto con la MrOpen EVO che ammette pazienti anche di peso superiore ai 150 kg.

Il paziente può entrare fisicamente nello scanner senza avere nulla né davantiné dietro e nulla nemmeno sopra la sua testa.

Può sedersisdraiarsi leggermente all'indietro, sdraiarsi orizzontalmente o addirittura stare in piedi.

Senza alcuna barriera con l'ambiente circostante, i pazienti possono vedere tutto ciò che li circonda in ogni momento. Possono leggere o ascoltare musica mentre si sottopongono comodamente a una procedura di risonanza magnetica.

Tutto questo migliorando l'esito clinico grazie alla possibilità di scansionare il paziente nella posizione dove il sintomo risulta più evidente

Dalla tecnologia alla relazione

Nel nuovo approccio del Centro DOC, la macchina non sostituisce la relazione, ma la rafforza. Ogni paziente viene accolto da un’équipe che dedica tempo alla spiegazione, alla gestione della paura, al rispetto dei tempi individuali.
È un modello che mette in primo piano il concetto di alleanza terapeutica: la fiducia come strumento di cura. Non si tratta solo di superare la claustrofobia, ma di restituire dignità a chi, per timore o disagio, si è sentito escluso dai percorsi di salute.

Visite specialistiche e prevenzione

Accanto alla diagnostica, il Centro DOC ha sviluppato percorsi di visite specialistiche integrate, con focus su ortopedia, neurologia e riabilitazione.
Le risonanze aperte vengono inserite in programmi di diagnosi precoce per patologie articolari, muscolari e post-traumatiche. Ciò permette di individuare alterazioni prima che diventino croniche, migliorando gli esiti terapeutici e riducendo la necessità di interventi invasivi.
Le visite di controllo periodiche, favorite da ambienti più accoglienti e procedure meno stressanti, aumentano l’adesione dei pazienti e la qualità complessiva della prevenzione.

Curare la persona, non solo la patologia

La storia di Catiuscia ricorda che la sanità non è solo tecnica o medicina, ma anche ascolto e fiducia. La tecnologia più avanzata diventa efficace solo se aiuta a rimuovere le barriere emotive che allontanano le persone dai controlli.
La diagnostica umanizzata non è un’idea astratta: è una realtà che cresce nei centri che scelgono di unire competenza clinica e sensibilità verso i bisogni dei pazienti.
Come dice la stessa Catiuscia: “Ho capito che si può affrontare tutto, se qualcuno ti accompagna davvero”.

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Diagnostica

Obesi e Claustrofobici


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Diagnostica

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Tiburtina


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Nobiliore Donna


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