In Italia il tumore dello stomaco rappresenta una delle neoplasie più insidiose, spesso individuata in fase avanzata. Solo meno del 20% dei casi viene diagnosticato precocemente, una soglia che riflette la difficoltà nel riconoscere sintomi iniziali spesso vaghi e facilmente confondibili.
Negli ultimi quindici anni la mortalità negli uomini sotto i 50 anni è diminuita del 38,6%, ma resta forte la richiesta delle associazioni dei pazienti di includere il Percorso diagnostico terapeutico (Pdt) nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per garantire accesso equo a diagnosi e terapie.
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La situazione epidemiologica e il peso della diagnosi tardiva
Il tumore dello stomaco continua a essere una neoplasia con elevata mortalità a causa delle diagnosi tardive. Nelle fasi iniziali i sintomi sono spesso aspecifici: digestione difficile, senso di sazietà precoce, gonfiore, lieve anemia. Segnali facilmente attribuiti a disturbi comuni, che portano molti pazienti a rivolgersi al medico quando la malattia è già avanzata.
Le analisi epidemiologiche confermano un trend in miglioramento nelle fasce più giovani, grazie a una maggiore consapevolezza dei fattori di rischio e a migliori strategie terapeutiche. Tuttavia, nelle fasce d’età più avanzate la diagnosi tardiva rimane un ostacolo rilevante alla sopravvivenza e alla qualità di vita.
Fattori di rischio e meccanismi alla base della malattia
Tra i fattori che incidono sull’insorgenza del tumore dello stomaco figurano infezione da Helicobacter pylori, dieta ricca di sale e carni conservate, fumo, alcol e familiarità.
L’interazione tra infiammazione cronica, alterazioni cellulari e predisposizione genetica contribuisce a un percorso di trasformazione neoplastica che può svilupparsi in anni, spesso senza sintomi evidenti.
Gli esperti sottolineano che la prevenzione primaria – stili di vita corretti, controllo dell’alimentazione, trattamento dell’infezione da Helicobacter pylori – rappresenta un tassello fondamentale per ridurre l’incidenza.
La richiesta di un percorso diagnostico-terapeutico nei Lea
Le associazioni di pazienti evidenziano la necessità di includere nei Lea un Percorso diagnostico terapeutico specifico per il tumore dello stomaco, strutturato e uniforme su tutto il territorio nazionale.
Un Pdt permetterebbe di definire:
- criteri di accesso tempestivi a gastroscopia e indagini di secondo livello,
- presa in carico multidisciplinare,
- tempistiche chiare tra diagnosi, stadiazione e trattamento,
- supporto psicologico e nutrizionale,
- linee guida omogenee per tutte le Regioni.
Secondo le associazioni, l’assenza di un percorso ufficiale può determinare differenze di trattamento, ritardi diagnostici e accesso non uniforme alle terapie innovative.
Terapie moderne e progressi clinici
La gestione del tumore dello stomaco ha visto progressi significativi, grazie all’introduzione di farmaci mirati, immunoterapie e approcci personalizzati basati sulle caratteristiche molecolari del tumore. I trattamenti attuali includono combinazioni integrate di chirurgia, chemioterapia e terapie a bersaglio.
L’obiettivo è identificare il sottotipo biologico della neoplasia per orientare meglio le scelte terapeutiche e migliorare la sopravvivenza.
La sfida resta l’individuazione precoce dei casi, condizione che garantisce le maggiori probabilità di intervento curativo.
Tumore dello stomaco: visite specialistiche e prevenzione: cosa fare e quando intervenire

Per ridurre i ritardi diagnostici è essenziale promuovere percorsi di prevenzione chiari, soprattutto per i soggetti con fattori di rischio.
La valutazione specialistica è raccomandata in caso di:
- sintomi gastrici persistenti,
- anemia inspiegata,
- familiarità per tumore dello stomaco,
- infezione da Helicobacter pylori non trattata o recidivante.
La gastroscopia con biopsie rappresenta lo strumento principale per identificare lesioni precoci. Una diagnosi tempestiva può cambiare radicalmente il percorso terapeutico, permettendo interventi meno invasivi e migliori esiti a lungo termine.
Visite specialistiche e diagnosi precoce
La diagnosi tempestiva del tumore dello stomaco dipende soprattutto dalla capacità di intercettare i segnali iniziali e di indirizzare rapidamente il paziente verso una valutazione specialistica.
In presenza di disturbi gastrici persistenti, sensazione di pienezza precoce, perdita di peso non spiegata, anemia o familiarità per neoplasie gastriche, è consigliabile rivolgersi allo specialista per programmare un inquadramento diagnostico completo.
La gastroscopia rimane l’esame cardine per individuare lesioni in fase precoce, permettendo prelievi bioptici e una valutazione accurata della mucosa. Il follow-up clinico è particolarmente rilevante nei soggetti con fattori di rischio o con pregressa infezione da Helicobacter pylori, condizione che richiede conferma dell’eradicazione e monitoraggio nel tempo.
Promuovere accesso rapido a valutazioni specialistiche e percorsi diagnostici chiari consente di aumentare l’efficacia terapeutica e ridurre il peso della malattia.
Garantire pari opportunità di cura su tutto il territorio
Il tumore dello stomaco rimane una patologia complessa, ma i progressi clinici e le strategie di prevenzione consentono oggi un approccio più efficace.
L’inserimento di un Pdt nei Lea potrebbe rappresentare un passo decisivo per assicurare equità, tempestività e qualità delle cure, riducendo le disparità territoriali e sostenendo i pazienti lungo l’intero percorso della malattia.



















