Nel 2024 oltre un anziano su tre in Italia ha assunto almeno dieci farmaci diversi nell’arco dell’anno. È quanto emerge dal Rapporto OsMed 2024, realizzato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e presentato a Roma.
Il documento fotografa un Paese ad alta esposizione farmacologica, soprattutto nelle fasce di età più avanzate, dove il 97,4% degli over 65 ha ricevuto almeno una prescrizione e il consumo medio supera le 3,4 dosi giornaliere per persona.
Una tendenza che pone il tema della politerapia e dell’aderenza terapeutica, con implicazioni rilevanti per la salute pubblica e per la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Table of Contents
Una spesa farmaceutica in crescita
La spesa complessiva per i farmaci nel 2024 ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, con un incremento del 2,8% rispetto al 2023. Di questi, il 72% è stato rimborsato dal SSN, per un totale di 26,8 miliardi di euro di spesa pubblica, in aumento del 7,7%.
La spesa per i farmaci acquistati direttamente dalle strutture sanitarie pubbliche ha toccato 17,8 miliardi di euro, con una crescita del 10% legata sia all’aumento dei consumi (+4,7%) sia al costo medio per giornata di terapia (+4,8%).
In termini di consumo, la media nazionale è di 1.895 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, pari a quasi due dosi al giorno per persona, bambini compresi.
Il 70,8% dei farmaci è erogato a carico del SSN, mentre il restante 29,2% è acquistato privatamente.
Le categorie terapeutiche più utilizzate
Le aree cliniche che assorbono la quota maggiore di farmaci rimborsati dal Servizio sanitario sono:
– Sistema cardiovascolare, con 523 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti e una spesa di 3,7 miliardi di euro.
– Apparato gastrointestinale e metabolismo, 296 dosi e 3,5 miliardi di spesa.
– Sangue e organi emopoietici, 145 dosi e 2,6 miliardi.
– Sistema nervoso centrale, 100 dosi e 2,1 miliardi.
Questi quattro ambiti coprono la gran parte delle terapie croniche e riflettono il peso crescente delle patologie cardiovascolari, metaboliche e neurologiche nella popolazione italiana.
Aderenza terapeutica: il nodo più critico
Il Rapporto OsMed evidenzia forti differenze di aderenza alle cure tra categorie terapeutiche.
I livelli più bassi si registrano per i farmaci respiratori (52,2% con bassa aderenza), per gli antidepressivi (28,1%) e per gli antidiabetici, che pur mostrano un lieve miglioramento (22,6%, in calo rispetto al 2023).
Al contrario, risultano più virtuose le terapie per osteoporosi (68,7%), ipertrofia prostatica benigna (64,9%), antiaggreganti (61,8%), anticoagulanti (53,2%) e antipertensivi (52,6%).
Il problema dell’aderenza, spiega l’AIFA, non riguarda solo il mancato rispetto delle prescrizioni, ma anche l’interruzione precoce delle terapie o l’autogestione delle dosi, fenomeni che aumentano il rischio di complicanze e riducono l’efficacia dei trattamenti.
Politerapia negli anziani e rischi correlati
Il dato più allarmante riguarda gli anziani in politerapia, oltre il 28% dei quali assume almeno dieci principi attivi differenti nel corso dell’anno.
Un quadro che espone a potenziali interazioni farmacologiche, reazioni avverse e difficoltà di gestione, specie in assenza di un monitoraggio clinico costante.
Gli esperti invitano a promuovere una revisione periodica delle prescrizioni, coordinata tra medici di medicina generale e specialisti, per evitare duplicazioni e ottimizzare le terapie.
Anche l’uso combinato di farmaci cardiovascolari, gastroprotettori e antidepressivi è sempre più frequente, segnale di un invecchiamento della popolazione e di un carico crescente di cronicità.
L’uso dei farmaci in età pediatrica
Il Rapporto dedica un focus specifico ai bambini e adolescenti: oltre il 50,9% ha ricevuto almeno una prescrizione nel 2024, con gli antinfettivi come categoria più utilizzata.
I farmaci del sistema nervoso centrale rappresentano circa l’8% del totale e risultano più che raddoppiati dal 2016, passando dallo 0,26% allo 0,57% di prevalenza.
Pur restando inferiori rispetto ai livelli di altri Paesi europei, questi dati indicano la necessità di una maggiore vigilanza clinica sull’uso dei farmaci neurologici e psicotropi in età evolutiva.
Visite specialistiche per l'anziano, tra educazione sanitaria e prevenzione

La gestione corretta delle terapie richiede un approccio integrato tra medici, farmacisti e pazienti.
È fondamentale rafforzare le visite periodiche di controllo, il monitoraggio degli effetti collaterali e la verifica della congruità delle prescrizioni.
Campagne di educazione sanitaria rivolte a cittadini e caregiver possono migliorare l’aderenza alle cure e ridurre sprechi e rischi clinici.
Nei soggetti cronici e negli anziani, anche il semplice utilizzo di un piano terapeutico personalizzato o di un diario dei farmaci può fare la differenza nella gestione quotidiana.
Una sfida di salute pubblica e di sostenibilità
Il Rapporto OsMed 2024 conferma che la politerapia e la scarsa aderenza terapeutica sono tra le principali criticità della sanità italiana.
Migliorare la appropriatezza prescrittiva e promuovere la cultura dell’aderenza rappresentano obiettivi strategici non solo per la qualità della cura, ma anche per la sostenibilità economica del sistema.
L’invecchiamento demografico renderà sempre più urgente una gestione integrata delle terapie croniche, basata su monitoraggio, prevenzione e responsabilità condivisa tra medico e paziente.











