Il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente i vaccini contro influenza, Covid-19, infezioni da pneumococco e herpes zoster a persone considerate più vulnerabili. Ne hanno diritto gli anziani over 60, i malati cronici di tutte le età (patologie cardiovascolari, respiratorie, diabete, tumori, asma, immunodeficienze), le donne in gravidanza, i bambini tra 6 mesi e 6 anni e gli operatori sanitari. L’obiettivo è prevenire forme gravi e complicanze come polmoniti, encefaliti o insufficienze respiratorie che, in questi soggetti, possono risultare fatali.
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I vaccini contro l’influenza stagionale

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata ogni anno in autunno. Nonostante non impedisca sempre il contagio, riduce significativamente il rischio di complicazioni gravi. Gli anziani e le persone con malattie croniche hanno un sistema immunitario meno efficiente a causa del fenomeno dell’immunosenescenza, e per loro l’influenza non è mai una malattia “banale”.
Vaccinazione contro pneumococco e herpes zoster
Il Piano nazionale di prevenzione vaccinale prevede, oltre al vaccino contro l’influenza, anche la protezione contro le infezioni da pneumococco e contro l’Herpes zoster. Entrambi si somministrano una sola volta nella vita e sono raccomandati agli anziani e ai soggetti fragili. Il vaccino contro l’Herpes zoster è stato esteso anche agli adulti dai 18 anni in su che presentano patologie o condizioni di rischio. Ogni dieci anni, invece, è consigliato il richiamo contro difterite, tetano e pertosse (anti-dTpa).
Il richiamo contro il Covid-19
Il vaccino anti-Covid rimane fondamentale per anziani e fragili, perché il virus continua a causare complicanze importanti. È fortemente raccomandato il richiamo stagionale, che può essere effettuato insieme al vaccino antinfluenzale. In diverse Regioni è disponibile anche la vaccinazione contro il virus respiratorio sinciziale (RSV), particolarmente pericoloso negli anziani, sebbene non sia ancora incluso nel calendario vaccinale nazionale.
Somministrazione simultanea dei vaccini
La co-somministrazione è sicura: i vaccini vengono eseguiti nello stesso periodo, con siringhe e sedi diverse. In autunno è consigliabile vaccinarsi contro influenza, Covid e RSV. Durante l’anno si possono invece programmare le vaccinazioni anti-pneumococco e anti-zoster, senza attendere la stagione influenzale.
Visite specialistiche e prevenzione
Prima della vaccinazione è utile un colloquio con il medico di medicina generale o con il centro vaccinale di riferimento, per valutare eventuali condizioni cliniche particolari e pianificare il calendario più adatto. La vaccinazione non sostituisce altri strumenti di prevenzione, come gli screening regolari o le visite specialistiche, ma li completa. Per esempio, nei pazienti diabetici o con malattie respiratorie croniche, la vaccinazione stagionale riduce il rischio di complicanze e permette di mantenere una migliore qualità di vita.
Come aumentare le coperture vaccinali
La copertura vaccinale resta ancora troppo bassa, persino tra i soggetti più a rischio. Secondo le stime, nella stagione 2024-25 la vaccinazione antinfluenzale non ha raggiunto una quota sufficiente di anziani fragili. Gli esperti sottolineano che strumenti come l’anagrafe vaccinale nazionale, il coinvolgimento attivo dei medici di base e i sistemi di chiamata diretta (sms, telefonate, lettere) possono aumentare l’adesione fino al 14% in più.
Vaccinarsi per invecchiare in salute
Le vaccinazioni non eliminano del tutto il rischio di infezione, ma riducono in modo drastico la possibilità di forme gravi e complicanze. Investire in prevenzione significa anche ridurre i costi futuri: per ogni euro speso in vaccini, il ritorno economico è stimato tra 10 e 40 euro in risparmi sanitari e sociali. Invecchiare in buona salute è l’obiettivo delle politiche sanitarie moderne, e le vaccinazioni restano un pilastro essenziale per raggiungerlo.


















